«Indispensabile che la linea tocchi la Bassa orientale»

«Il metrò deve passare da qui»

18/02/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Francesco Di Chiara

Il metrò? Va fat­to, a pat­to che arrivi almeno fino all’aeroporto di Mon­tichiari. «E per questo bisogna votare sì al ref­er­en­dum a pat­to che il prog­et­to assuma un respiro provin­ciale». Queste le prin­ci­pali indi­cazioni sca­tu­rite dal con­veg­no inter­co­mu­nale di ieri mat­ti­na al , segui­to da un pub­bli­co numeroso, con una buona pre­sen­za di ammin­is­tra­tori dei comu­ni inter­es­sati. Il pub­bli­co ha con­tribuito al dibat­ti­to con inter­ven­ti non sem­pre in accor­do con la mag­gio­ran­za. Del resto l’argomento si presta­va a tante inter­pre­tazioni: sem­pre attualis­si­mo è il tema sul trasporto pub­bli­co e pri­va­to, sul futuro del quale pen­dono il prog­et­to del­la met­ro­pol­i­tana leg­gera di Bres­cia e il risul­ta­to di un ref­er­en­dum che chiederà il parere dei res­i­den­ti nel­la cit­tà di Bres­cia. Il con­veg­no, orga­niz­za­to dall’associazione cul­tur­ale «Lib­ertà @ pro­gres­so», ave­va un tito­lo indica­ti­vo: «Una croce sul metrò». Anche la scelta del luo­go, la sala con­veg­ni del Cen­tro Fiera di Mon­tichiari, non è sta­ta casuale, «per­chè pro­prio qui davan­ti — è sta­to det­to — potrebbe sorg­ere una stazione del metrò». Due mem­bri dell’associazione, il pres­i­dente Ange­lo Pio­vanel­li e il mon­te­clarense Rena­to Fer­rari, han­no coor­di­na­to i lavori, intro­ducen­do il tema con il chiaro mes­sag­gio che «il metrò si dovrebbe con­fig­u­rare come una croce che, dal­la Val­trompia, attra­ver­si la cit­tà per arrivare nel­la Bas­sa ori­en­tale a Mon­tichiari e, da ovest, par­tendo dal­la Fran­ci­a­cor­ta, attra­ver­sa la cit­tà per rag­giun­gere le zone del­la Valte­n­e­si». Per affrontare e appro­fondire le pos­si­bil­ità di ques­ta loro idea sono sta­ti chia­mati a portare il pro­prio con­trib­u­to l’ingegner Gior­gio Schif­fer, respon­s­abile del set­tore trasporti dell’Asm, ed Enzo Cibal­di, indus­tri­ale e con­sigliere di Forza Italia al comune di Bres­cia. Era pre­vis­to la pre­sen­za del pres­i­dente del­la Provin­cia, Alber­to Cav­al­li, ma l’imprevisto pro­l­unga­men­to di una riu­nione del Con­siglio ha imped­i­to a lui e all’assessore Vig­ilio Bet­tin­soli, respon­s­abile per i trasporti, di essere pre­sen­ti. Il coin­vol­gi­men­to del­la Provin­cia nel­la ques­tione del metrò è sem­pre sta­to in pri­mo piano nelle relazioni e nel dibat­ti­to, fino a chiedere che il pres­i­dente Cav­al­li si fac­cia «garante del­la dimen­sione ter­ri­to­ri­ale provin­ciale, non solo per la trat­ta che va ver­so la Val­trompia, ma che ten­ga con­to dell’ineluttabilità del per­cor­so ver­so la Bas­sa ori­en­tale». È sta­to pro­pos­to un accor­do di pro­gram­ma tra i rap­p­re­sen­tan­ti del­la Provin­cia, i comu­ni di Bres­cia, S. Zeno, Bor­gosatol­lo, Cas­tenedo­lo, Mon­tichiari, Ghe­di, Cal­ci­na­to e Lona­to. Due le ipote­si che «Lib­ertà @ Pro­gres­so» for­mu­lano per il col­lega­men­to con la Bas­sa ori­en­tale: un metrobus che da S. Zeno, pas­san­do per Bor­gosatol­lo e Cas­tenedo­lo, si col­leghi a Mon­tichiari; o un pas­sante fer­roviario che, uti­liz­zan­do la lin­ea fer­roviaria Bres­cia-Par­ma all’altezza di Ghe­di, col­leghi Mon­tichiari, con­giun­gen­dosi all’interporto (Rez­za­to e Lona­to) sul­la Bres­cia-Venezia. Le carat­ter­is­tiche dell’attuale prog­et­to, riguardante la cit­tà e il col­lega­men­to con Con­ce­sio, sono state ben spie­gate dall’ingegner Schif­fer: 18 chilometri di lin­ea, 31 stazioni (8 sot­ter­ra­nee), rior­ga­niz­zazione di tut­to il sis­tema dei trasporti, sette anni di lavoro per il com­ple­ta­men­to. Ma il 31 mar­zo del­lo scor­so anno il Comune di Bres­cia, la Provin­cia e la Regione ave­vano sot­to­scrit­to un pro­to­col­lo di accor­do sulle future esten­sioni fino a Gar­done Val­trompia e Mon­tichiari e sul­la rior­ga­niz­zazione com­p­lessi­va del trasporto pub­bli­co nell’area met­ro­pol­i­tana bres­ciana, che coin­volge il capolu­o­go e 41 comu­ni del­l’hin­ter­land: «Una via da per­cor­rere con chiarez­za d’in­ten­ti, sen­za ulte­ri­ori perdite di tem­po, coin­vol­gen­do tut­ti i comu­ni inter­es­sati», ha con­clu­so il con­sigliere Enzo Cibaldi.