Abbinare il miele a piatti dolci è una cosa normale, riuscire a proporlo invece assieme ai piatti della cucina tradizionale, magari anche affiancandogli il giusto vino, risulta essere un tentativo ardito e quasi artistico.

Il Miele Bresciano alza la testa

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Di Luca Delpozzo
Luca Delpozzo

Abbina­re il miele a piat­ti dol­ci è una cosa nor­male, rius­cire a pro­por­lo invece assieme ai piat­ti del­la cuci­na tradizionale, mag­a­ri anche affi­an­can­dogli il gius­to , risul­ta essere un ten­ta­ti­vo ardi­to e qua­si artis­ti­co. Questo è quel­lo che ha prova­to a pro­porre l’A­PAB (asso­ci­azione pro­dut­tori apis­ti­ci bres­ciani) mart­edì sera pres­so la Locan­da San­ta Giu­lia di Padenghe, con risul­tati sor­pren­den­ti. Una Zup­pa di miele di castag­no prepara­to con verza e riso e accom­pa­g­na­to da un Con­ven­to San­ta Lucia del 1995 potrebbe essere un pri­mo piat­to qua­si tradizionale, men­tre un maiali­no al lat­te caramel­la­to servi­to con Pinot Nero Cortec­cio del 1996 potrebbe già destare più sor­pre­sa, c’è volu­to parec­chio cor­ag­gio invece per pro­porre dei cros­ti­ni con lar­do e Bagos bag­nati col miele d’a­ca­cia accom­pa­g­nati dal Dessert San Mar­ti­no del­la Battaglia 1996 DOC. Tut­to questo nel­l’in­ten­to dei mèm­bri del­l’A­pab ave­va lo scopo di dimostrare che il miele, quel­lo bres­ciano in par­ti­co­lare in questo caso, pos­sono essere con­sumati nor­mal­mente non solo coi dol­ci, ma anche durante il pran­zo o la cena quo­tid­i­ani. Il provin­cia esistono più di mille pro­dut­tori di miele, per lo più hob­bisti, che pro­ducono cir­ca 3000 quin­tali di miele all’an­no, tra quel­lo di aca­cia, castag­no, taras­saco, mille­fiori, rodo­den­dro, tiglio e miele di mela­ta, trop­po pochi per non essere con­sid­er­a­to prodot­to di nic­chia, ma abbas­tan­za per­ché i pro­dut­tori fac­ciano, come stan­no facen­do, sen­tire la loro voce per iniziare un dis­cor­so serio di ampli­a­men­to del mer­ca­to e poten­zi­a­men­to del sis­tema pro­dut­ti­vo. Tra gli altri ospi­ti alla ser­a­ta ha parte­ci­pa­to anche l’asses­sore all’a­gri­coltura del­la provin­cia Man­tel­li, che impeg­na­to da mesi nel­la pro­mozione e val­oriz­zazione dei prodot­ti bres­ciani, ha rac­colto al volo l’ap­pel­lo rib­aden­do la disponi­bil­ità del suo Asses­so­ra­to e del­la stes­sa Provin­cia ad aiutare tut­ti i pro­dut­tori impeg­nati nei più svariati set­tori del­la agri­coltura bres­ciana. Pre­sen­ti anche, oltre al sin­da­co di Padenghe, Gian­car­lo Alle­gri, anche il pres­i­dente dei cuochi bres­ciani e diret­tore del­la scuo­la alberghiera di Desen­zano Wal­ter Mesar e del­l’ARTHOB Beppe Dat­toli. L’aus­pi­cio sca­tu­ri­to al ter­mine del­la ser­a­ta, è che ques­ta man­i­fes­tazione pos­sa pros­eguire nel tem­po ed entrare a far parte di quelle man­i­fes­tazioni enogas­tro­nomiche annu­ali basate esclu­si­va­mente su prodot­ti delle ter­ra bres­ciana con la pos­si­bil­ità di parte­ci­pazione anche del pub­bli­co, grande esti­ma­tore dei prodot­ti di casa nostra.

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