La gara gastronomica di Slow food. Il campionato vinto da Claudia Boarotto di Isola della Scala

Il miglior risotto alla tinca è di una giovane cuoca

13/01/2002 in Enogastronomia
Di Luca Delpozzo
Lazise

E’ anda­ta a una cuo­ca di Iso­la del­la Scala la sec­on­da edi­zione del cam­pi­ona­to del risot­to con la tin­ca, orga­niz­za­ta da Slow food e dall’associazione i Ghiot­toni. I buongus­tai radunatisi alle can­tine Lam­ber­ti han­no sanci­to il suc­ces­so di Clau­dia Boarot­to, del­la risot­te­ria Bif­fi di Iso­la del­la Scala. E così la gio­vane cuo­ca si è con­fer­ma­ta un astro nascente del­la gas­trono­mia tradizionale scalig­era: a set­tem­bre s’era già aggiu­di­ca­ta anche la Spi­ga d’oro, il con­cor­so che vede cimen­ta­r­si i ris­tora­tori del­la cap­i­tale del Vialone nano veronese con il clas­si­co risot­to all’isolana. Ci son volu­ti cinque anni per ripetere il cam­pi­ona­to del risot­to con la tin­ca, piat­to sim­bo­lo del Gar­da, la pri­ma edi­zione vide di sce­na sedi­ci ris­toran­ti del­la riv­iera e dell’entroterra. Sta­vol­ta la selezione si è lim­i­ta­ta a sei cuochi, scelti da Slow food nell’area garde­sana, ma anche nel­la Bas­sa, oggi patria veronese del riso (ma tra fine Cinque­cen­to e gli inizi del Sei­cen­to le risaie c’erano anche a Gar­da e Lazise). Cap­pel­lo, faz­zo­let­tone e grem­bi­ule rossi, un po’ di rossore anche sul volto quan­do il pub­bli­co le ha trib­u­ta­to un caloro­sis­si­mo applau­so, Clau­dia Boarot­to, accom­pa­g­na­ta in cuci­na dal­la mam­ma, come fan­no le miss alle sfi­late, s’è impos­ta con un risot­to in per­fet­to stile isolano: pesce qua­si man­te­ca­to e niente erbette, come invece s’usa in riva al Gar­da. Pen­sare che ave­va di fronte dei fuori­classe come Giulio Azzi, tito­lare del ris­torante Il Por­tic­ci­o­lo di Lazise, già vinci­tore del pre­mio del­la giuria popo­lare nel pri­mo cam­pi­ona­to del risot­to con la tin­ca, cinque anni fa (ques­ta vol­ta rap­p­re­sen­ta­va l’associazione ris­tora­tori di Lazise), Ste­fano Loren­zi, il gio­vane sec­on­do di Isidoro Con­soli­ni al ris­torante Al Cav­al di Tor­ri del Bena­co (lo scor­so anno fu il vinci­tore del cam­pi­ona­to del risot­to col tas­tasal orga­niz­za­to anch’esso da Slow Food), oppure la bar­do­linese Adri­ana Boc­concel­lo, oggi cuo­ca free lance, ma cinque anni fa vincitrice del pre­mio spe­ciale Slow Food come chef del Kam­busa di Lazise. Non era­no da meno gli altri cuochi in gara: Rena­to Leoni, tito­lare di una ris­e­ria, Il riso del Vo’ ha appe­na aper­to un locale a Iso­la del­la Scala (è la Pila dell’Abate), dove dà sfog­gio del­la sua abil­ità di cuo­co, e Loren­zo Bon­a­to, gio­vane chef del Bas­so Gar­da, figlio d’arte in fat­to di cuci­na lacus­tre, dato che papà Ime­rio è l’inventore del­la zup­pa di pesce di lago (padre e figlio han­no da poco fonda­to la Casci­na Martelo­sio Coun­try Club di Poz­zolen­go, nell’entroterra bres­ciano del lago). Piut­tosto, s’è accen­na­to del­la dif­feren­za di stile fra il risot­to del­la Bas­sa e quel­lo del Gar­da. Niente erbe e tan­to pesce nel pri­mo caso, tante erbe­sine e meno pol­pa di tin­ca nell’uso tradizionale lacus­tre. Di fat­to, si trat­ta di due scuole di pen­siero del tut­to diverse. Al pun­to che appare abbas­tan­za prob­a­bile che la terza edi­zione del cam­pi­ona­to risot­taro bena­cense sia lim­i­ta­to agli chef riv­ieraschi per omo­geneità di tipolo­gia. La sede del­la dis­fi­da potrebbe rimanere comunque Lazise, che van­ta con­sol­i­da­ta tradizione in fat­to di risot­to con la tinca.