I produttori scelgono di liberalizzare l'uso del tappo in vetro e del tappo a vite e adesso puntano ad avere il Bag-in-box per il Chiaretto: "ce lo chiedono la Scandinavia e gli Stati Uniti" dicono al Consorzio

Il ministero riconosce al Consorzio del Bardolino la funzione Erga Omnes sulla DOC

05/01/2013 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Con 32 mil­ioni di bot­tiglie annue, il Bar­dolino è la dodices­i­ma denom­i­nazione d’origine ital­iana e il Con­sorzio di tutela reg­is­tra un’adesione dei pro­dut­tori fra le più alte in asso­lu­to in Italia:  il 92% dei 340 mila quin­tali di uva prodot­ti nel ter­ri­to­rio del­la doc bar­do­linese proviene da aziende asso­ciate all’ente con­sor­tile. In virtù di questi numeri il min­is­tero delle Politiche agri­cole ali­men­ta­ri e fore­stali ha ora riconosci­u­to al Con­sorzio del Bar­dolino la pres­ti­giosa fun­zione erga omnes: d’ora in poi chi­unque pro­d­u­ca o imbot­tigli Bar­dolino o dovrà sosten­erne i costi di pro­mozione anche se non si fos­se mai asso­ci­a­to for­mal­mente al Con­sorzio. “Quel­lo del min­is­tero – dice il pres­i­dente del Con­sorzio di tutela del Bar­dolino, – è un riconosci­men­to fon­da­men­tale, che pre­mia il Con­sorzio di tutela per il lavoro com­pi­u­to a favore del­la denom­i­nazione. Ci ven­gono attribuite, come dice la nuo­va nor­ma­ti­va, le fun­zioni di tutela, pro­mozione, val­oriz­zazione, infor­mazione del con­suma­tore e cura gen­erale degli inter­es­si rel­a­tivi alla denom­i­nazione, e ques­ta attribuzione vale nei con­fron­ti di chi­unque uti­lizzi la nos­tra doc. Del resto, in questi ulti­mi anni sono sta­ti sem­pre di più i pro­dut­tori che han­no chiesto di iscriver­si al Con­sorzio, per­me­t­ten­do­ci di rag­giun­gere un indice di rap­p­re­sen­ta­tiv­ità che ha pochi parag­o­ni in Italia, soprat­tut­to fra realtà di dimen­sioni sig­ni­fica­tive come la nostra.”Intanto, per la doc riv­ieras­ca è tem­po di altre impor­tan­ti novità, pri­ma fra tutte la scelta di apporre su tutte le bot­tiglie di Bar­dolino e di Chiaret­to del­la 2012 il con­trasseg­no di Sta­to: “Con l’obbligo del­la fascetta assi­cu­ri­amo ai con­suma­tori che quan­do stap­pano una bot­tiglia che por­ta il nome di Bar­dolino in etichet­ta, den­tro ci trovano davvero il nos­tro ”, pun­tu­al­iz­za Tommasi.Novità anche per l’imbottigliamento: l’assemblea dei soci del Con­sorzio ha delib­er­a­to di autor­iz­zare la chiusura delle bot­tiglie di Bar­dolino e di Chiaret­to non solo con i tradizion­ali tap­pi in sug­hero o in mate­ri­ale plas­ti­co, ma anche con modal­ità inno­v­a­tive, come il tap­po in vetro o la cap­su­la a vite di nuo­va gen­er­azione. “La richi­es­ta è già all’attenzione del­la Regione Vene­to per il suc­ces­si­vo invio al min­is­tero” spie­ga Andrea Van­ti­ni, respon­s­abile dell’area tec­ni­ca del Con­sorzio di tutela. Ora i pro­dut­tori sper­a­no anche che dal min­is­tero arriv­i­no buone notizie sul fronte del bag-in-box, una for­ma di con­fezion­a­men­to molto apprez­za­ta soprat­tut­to nei pae­si Scan­di­navi, ma che attual­mente può essere uti­liz­za­ta per il Bar­dolino, ma non per il Chiaret­to, a causa di un cav­il­lo del­la nor­ma­ti­va nazionale. “Sia il Bar­dolino che il Chiaret­to – osser­va il pres­i­dente Tom­masi — per le loro carat­ter­is­tiche di gio­vanile piacev­olez­za si prestano par­ti­co­lar­mente al con­fezion­a­men­to in con­teni­tori o con sis­te­mi di chiusura alter­na­tivi, e questo è essen­ziale per favorire l’export dei nos­tri vini”. “L’export – aggiunge Van­ti­ni — rap­p­re­sen­ta il 70% delle ven­dite del Bar­dolino. I mer­cati esteri più impor­tan­ti sono la Ger­ma­nia, la Fran­cia, l’Inghilterra, il Cana­da, il Bel­gio, gli Sta­ti Uni­ti, il Giap­pone, ma noti­amo un inter­esse sem­pre mag­giore da parte dei Pae­si Scan­di­navi, che tut­tavia cer­cano vini con­fezionati in bag-in-box o in bot­tiglie chiuse a vite, una soluzione, ques­ta, molto richi­es­ta per i nos­tri vini anche nei Pae­si anglosas­soni e negli Sta­ti Uni­ti”.