Incontro del ministro per le Politiche agricole Luca Zaia e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Aldo Bracher con il Consorzio di tutela del Bardolino: “C’è piena condivisione con la Francia sulla tutela dei rosé”. Intanto il Chiaretto vola:

Il ministro Zaia: “Vinceremo la battaglia in difesa dei vini rosati tradizionali”

22/05/2009 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

La battaglia a sosteg­no dei rosati tradizion­ali ital­iani con­tro l’ipotesi euro­pea di con­sen­tire la real­iz­zazione di vini di col­ore rosa medi­ante il taglio di vini da tavola bianchi e rossi, ha ora un leader di pri­mo piano: il min­istro per le Politiche agri­cole Luca Zaia, che a Bar­dolino, pres­so il museo del delle can­tine Zeni, ha incon­tra­to ques­ta mat­ti­na il con­siglio di ammin­is­trazione del Con­sorzio di tutela del Bar­dolino, impeg­na­to in pri­ma lin­ea nel­la dife­sa del pro­prio .“Sul­la ques­tione dei rosati – ha affer­ma­to Zaia – la posizione ital­iana è chiara­mente ori­en­ta­ta alla tutela del vino rosé tradizionale. In mate­ria c’è piena con­di­vi­sione fra Italia e Fran­cia e con­ti­amo di vin­cere ques­ta battaglia. Sui temi agri­coli ed eno­logi­ci, anche a liv­el­lo europeo, siamo dal­la parte dei pro­dut­tori. L’investimento nel set­tore vini­co­lo res­ta strate­gi­co. Le pro­duzioni iden­ti­tarie, le doc, le docg, le igt del vino, sono un val­ore che vogliamo e dob­bi­amo tutelare”.Sulla stes­sa lin­ea il sot­toseg­re­tario alla Pres­i­den­za del Con­siglio, Aldo Branch­er, che ha accom­pa­g­na­to il min­istro Zaia nell’incontro con i ver­ti­ci del mon­do pro­dut­ti­vo bar­do­linese, cui ha pre­so parte anche il sin­da­co di Bar­dolino, Pietro Meschi: “La dife­sa del vino rosato tradizionale – ha det­to Branch­er – è impor­tante per questo ter­ri­to­rio, così come per tut­to il set­tore vini­co­lo ital­iano. Oltre­tut­to, il com­par­to del Bar­dolino ha vis­su­to negli ulti­mi anni momen­ti di dif­fi­coltà, ed ora gra­zie al Chiaret­to sta ritrovan­do slancio”.Un ringrazi­a­men­to al deciso inter­ven­to del min­is­tero in favore dei rosé del­la tradizione è venu­to dal pres­i­dente del Con­sorzio di tutela del Bar­dolino, , che ha ricorda­to come il min­istro Zaia avesse espres­so il pro­prio sosteg­no già in occa­sione dell’ultimo , quan­do il con­sorzio bar­do­linese, insieme con quel­lo bres­ciano del Gar­da Clas­si­co, lan­ciò una petizione in favore del Chiaret­to, sot­to­scrit­ta da mil­lecinque­cen­to pro­dut­tori, gior­nal­isti e appassionati.Il Bar­dolino Chiaret­to rap­p­re­sen­ta in questo momen­to il vino di pun­ta, sot­to il pro­fi­lo dei trend com­mer­ciali, del mon­do vini­co­lo dell’area del Gar­da, aven­do rag­giun­to nel 2008 un ven­du­to di 65 mila ettolitri (8,7 mil­ioni bot­tiglie), con un incre­men­to ann­uo del 14,7% (la vari­azione nel bien­nio 2008–2006 è addirit­tura del 41,5%). L’avvio del 2009 ave­va subito mostra­to una fles­sione, com­plice la crisi finanziaria inter­nazionale, ma la ripresa del Chiaret­to è inizia­ta già in feb­braio, ed ha poi schi­ac­cia­to il piede sull’acceleratore in mar­zo e in aprile, quan­do il trend delle ven­dite, nel con­fron­to con lo stes­so mese dell’anno prece­dente, ave­va mostra­to incre­men­ti rispet­ti­va­mente dell’85% e del 24%, che rap­p­re­sen­tano indi­ci di svilup­po asso­lu­ta­mente in con­tro­ten­den­za rispet­to alla crit­ic­ità del momen­to. Com­p­lessi­va­mente, il Chiaret­to bar­do­linese nei pri­mi quat­tro mesi dell’anno in cor­so ha già incre­men­ta­to le ven­di­ta del 10% cir­ca rispet­to al pri­mo quadrimestre del 2008, “e le prime evi­den­ze rel­a­tive all’andamento del mese di mag­gio restano con­for­t­an­ti” dice il pres­i­dente del Con­sorzio.

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