La riviera gardesana è impegnata a favorire lo sviluppo di un settore ricco di opportunità. L’Alberghiero formerà insegnanti. Il sostegno delle imprese

Il Mozambico si affida al turismo

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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Dal Gar­da alla parte merid­ionale del­l’Africa: migli­a­ia di chilometri di dis­tan­za col­mati da un comune obi­et­ti­vo, che sfo­cia nel­la neces­sità africana di puntare allo svilup­po e, per la con­troparte bres­ciana, in una for­ma di coop­er­azione che ren­da pos­si­bile muo­vere qualche pas­so in avan­ti. Pros­egue quin­di, più nel­lo speci­fi­co, l’im­peg­no a favore del prog­et­to «Tur­is­mo in Mozam­bi­co» che vede impeg­nati anche scuole ed enti del­la nos­tra provin­cia. L’o­bi­et­ti­vo è, dunque, il sosteg­no al decol­lo del tur­is­mo nel Paese del sud del con­ti­nente africano, che pare avere eccel­len­ti pos­si­bil­ità di impor­si: lo attes­tano oltre 2.700 chilometri di coste trop­i­cali, una lunghissi­ma bar­ri­era coral­li­na, oltre a sce­nari incan­tevoli e di grande pre­gio nat­u­ral­is­ti­co. L’e­sem­pio che viene por­ta­to da Mario Jessen Inham­bane, docente che col­lab­o­ra con l’ di Maputo e che si sta dan­do un gran daf­fare per con­cretiz­zare le aspet­ta­tive di questo prog­et­to, è quel­lo di una grande area nat­u­rale mozam­bi­cana attigua al Par­co Krüger, che si tro­va in Sud Africa e che è inte­gra­to con questo. E pro­prio dal Sudafrica potrebbe giun­gere il più con­sis­tente flus­so tur­is­ti­co ver­so il Mozam­bi­co, a fare da aprip­ista al Por­to­gal­lo (che in pas­sato ave­va col­o­niz­za­to lo sta­to africano) ed al resto del­l’Eu­ropa. Le prospet­tive oper­a­tive sem­bra­no pren­dere una buona pie­ga ed i tem­pi di inter­ven­to van­no accor­cian­dosi. Per il 2006, l’avvio del prog­et­to dovrebbe divenire cosa conc­re­ta. Per quan­to riguar­da la nos­tra provin­cia, l’im­peg­no va a coin­vol­gere in pri­mo luo­go l’Is­ti­tu­to alberghiero di Gar­done Riv­iera ed il Con­sorzio «Riv­iera dei Limoni». L’is­ti­tu­to sco­las­ti­co, diret­to da Clau­dio Maz­za­cani, rive­stirà la fun­zione basi­lare di scuo­la per gli stes­si inseg­nan­ti africani che, in Africa, dovran­no trasferire le conoscen­ze sug­li stu­den­ti che fre­quen­tano la facoltà uni­ver­si­taria ad ind­i­riz­zo tur­is­ti­co. Più tec­ni­co, invece, l’ap­por­to del Con­sorzio di alber­ga­tori pre­siedu­to da Chic­co Risat­ti e diret­to da Mar­co Girar­di. Il lavoro con­sis­terà anche in questo caso nel­la for­mazione speci­fi­ca di unità oper­a­tive che pos­sano inserir­si nel tes­su­to tur­is­ti­co mozam­bi­cano. Dopo ques­ta pri­ma fase si potrebbe giun­gere a scam­bi cul­tur­ali rec­i­pro­ci. Nel prog­et­to di aiu­to allo svilup­po non com­paiono uffi­cial­mente, pur aven­do rivesti­to un ruo­lo ril­e­vante, i padri com­bo­ni­ani, che han­no favorito l’in­con­tro dei respon­s­abili del prog­et­to con il com­pe­tente Min­istro mozam­bi­cano del Tur­is­mo e con il ret­tore del­l’U­ni­ver­sità di Maputo. Sono impeg­nati nel­la mes­sa a pun­to di ques­ta com­p­lessa real­iz­zazione anche i volon­tari che apparten­gono all’as­so­ci­azione «Ingeg­neri oltre», che ha sede a Saron­no, oltre ad un’al­tra Fon­dazione bres­ciana: la Sipec Onluss.

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