Era stato «prestato» alla Provincia. L’assessore Bertoni: «Quei locali potrebbero farci comodo»

Il municipio si riprende l’edificio del «Bazoli»

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Dopo dod­i­ci anni l’im­mo­bile che ospi­ta­va il Bazoli tor­na a palaz­zo Bagat­ta. Nei due decen­ni, infat­ti, la pro­pri­età e l’u­ti­liz­zo come sede del­l’Is­ti­tu­to tec­ni­co com­mer­ciale per geometri desen­zanese era­no sta­ti di appan­nag­gio del­la Provin­cia di Bres­cia, gra­zie ad una delib­era data­ta 28 set­tem­bre 1992 decisa dal­l’al­lo­ra giun­ta Croveg­lia. Poche set­ti­mane fa, però, sia il Bazoli che il Mar­co Polo (isti­tu­to pro­fes­sion­ale per il com­mer­cio e tur­is­mo), sit­uati entram­bi in via Car­duc­ci, sono sta­ti trasfer­i­ti in bloc­co nel nuo­vo com­p­lesso sco­las­ti­co di via Michelan­ge­lo, nei parag­gi del­la scuo­la ele­mentare Lai­ni. Questo sta­to di fat­to ha, così, cre­ato le pre­messe per una richi­es­ta di resti­tuzione del­l’im­mo­bile di via Car­duc­ci al suo legit­ti­mo pro­pri­etario, cioè il Comune. Nel caso, però, la Provin­cia vi inten­desse anco­ra avviare attiv­ità sco­las­tiche l’am­min­is­trazione sarebbe costret­ta a ced­er­lo nuo­va­mente. Ma quest’ipote­si appare fran­ca­mente lon­tanis­si­ma. Con tut­ta la fan­ta­sia pos­si­bile, infat­ti, non si capirebbe quale isti­tu­to sco­las­ti­co potrebbe vedere la luce nel­l’ed­i­fi­cio che ha accolto per oltre mez­zo sec­o­lo i futuri ragion­ieri e geometri. Per il Comune, vicev­er­sa, non ci sarebbe da fan­tas­ti­care molto per­ché quei locali di via Car­duc­ci, tra l’al­tro attac­cati a palaz­zo Bagat­ta, sede degli uffi­ci comu­nali, tornereb­bero util­i­sis­mi, eccome. «Non ci sono anco­ra prog­et­ti — osser­va l’asses­sore ai lavori pub­bli­ci Rodol­fo Bertoni — sti­amo val­u­tan­do però numerose indi­cazioni. Di neces­sità, cer­ta­mente, ci sono. Pen­si­amo, per esem­pio, al coman­do del­la Polizia munic­i­pale, attual­mente sit­u­a­ta in locali con­ces­si in affit­to dal­l’­Opera Pia San­t’An­gela Meri­ci, che ci costano più di 50 mil­ioni di vec­chie lire all’an­no, poi alla local­iz­zazione di parec­chi uffi­ci e servizi comu­nali oggi sac­ri­fi­cati in spazi sem­pre più angusti di palaz­zo Bagat­ta». Ci sarebbe poi l’im­mo­bile del Mar­co Polo, anche questo ubi­ca­to sul­la stes­sa via Car­duc­ci e prati­ca­mente attac­ca­to al Bazoli. Ma il «Mar­co Polo», come sot­to­lin­ea anco­ra Bertoni, potrà restare alla Provin­cia per un even­tuale inter­ven­to di ampli­a­men­to del liceo Bagat­ta (che si tro­va dirimpet­to), anche questo a cor­to di locali e spazi per una popo­lazione stu­den­tesca che aumen­ta ver­tig­i­nosa­mente ogni anno. La deci­sione di ottenere la resti­tuzione del Bazoli ver­rà pre­sa ven­erdì sera nel cor­so del con­siglio comu­nale con una delib­era che revocherà quel­la adot­ta­ta appun­to dod­i­ci anni fa. «Per for­tu­na che a quel­la delib­era — ril­e­va l’asses­sore — non fece segui­to un atto notar­ile di ces­sione alla Provin­cia, altri­men­ti oggi non starem­mo nem­meno a par­lare di tale pos­si­bil­ità». La ces­sione del Bazoli nel 1992 fu una con­seguen­za del­la nor­ma­ti­va con­sol­i­da­ta del tem­po che prevede­va la pos­si­bil­ità di acqui­sizione, da parte delle province, degli immo­bili sco­las­ti­ci di istruzione supe­ri­ore. Suc­ces­si­va­mente, però, venne deciso che la com­pe­ten­za del­l’ente provin­ciale restasse ris­er­va­ta solo nel caso di des­ti­nazione sco­las­ti­ca del­lo sta­bile, las­cian­do ai comu­ni la pos­si­bil­ità di riven­di­carne la legit­ti­ma proprietà.