Ha resistito agli assalti di Molinari padre negli anni Sessanta e al terremoto del 1976: ora capitola. Il restauro di Palazzo Salvadori restituisce luce a via Lipella

Il muro del pianto ha le ore contate

27/12/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Vol­e­va gius­ta­mente dare un po’ di respiro ad una parte gri­gia del cen­tro storico…Però il famoso muraglione di via Lipel­la non era rius­ci­to a but­tar­lo giù, parec­chi decen­ni fa, nem­meno l’indi­men­ti­ca­bile sin­da­co Egidio Moli­nari, che pure era tes­tar­do. A sbar­rar­gli il pas­so era sta­to un altro per­son­ag­gio tostis­si­mo: il sovrin­ten­dente alle Belle Arti Camil­lo Ras­mo, sor­do alle lamen­tazioni rivane, sec­on­do le quali la muraglia di sas­si e mal­ta non ave­va nes­sun val­ore artis­ti­co, ma era sem­plice­mente una brut­ta bar­ri­era tira­ta su a fine Otto­cen­to, sen­za alcu­na grazia, ma soltan­to allo scopo di nascon­dere alla vista dei vici­ni palazzi, le belle dame di casa Sal­vadori, che pren­de­vano il fres­co nel gia­rdi­no del­la nobile res­i­den­za. Neanche il ter­re­mo­to di S.Lucia del lon­tano 1976, ter­re­mo­to che lo ave­va reso peri­colante e diroc­ca­to, riuscì a demolire il fatidi­co muro. Tan­to è vero che da allo­ra, l’or­ren­do man­u­fat­to se ne sta lì come un brut­to ana­troc­co­lo mum­mi­fi­ca­to, sor­ret­to da altret­tan­to orrende con­traf­for­ti di fer­ro bul­lona­to. Ma ora, forse, gius­tizia s’avvic­i­na. Nel­la vari­ante ai lavori di rifini­tu­ra di palaz­zo Sal­vadori (vari­ante che il prog­et­tista Mar­co Angeli­ni ha redat­to per con­to del Comune allo scopo di accor­pare nel­l’ed­i­fi­cio tut­ta la sede del­la nuo­va ), è sta­to inser­i­to anche il taglio a metà del cosid­det­to «muro del pianto». L’uf­fi­cio Beni Cul­tur­ali del­la Provin­cia, stan­do alle indis­crezioni che arrivano da Tren­to, avrebbe dato l’okay a questo dimez­za­men­to, pre­scriven­do però la salvez­za di una bel­la fontana che vi è addos­sa­ta dal­la parte oppos­ta a via Lipel­la: pre­cisa­mente nel cor­tile del­la sede del­l’As­so­ci­azione dei Mari­nai. Se l’indis­crezione è esat­ta e se le pre­scrizioni non saran­no «off lim­its», è dunque prob­a­bile che l’okay al net­to abbas­sa­men­to del muraglione si innesti imme­di­ata­mente nel­l’ap­pal­to (già con­clu­so) al defin­i­ti­vo restau­ro di Palaz­zo Sal­vadori. In questo caso l’im­pre­sa Mar­ti­nat­ti, che avvia il cantiere il 7 gen­naio, potrà demolire da subito, nel­l’an­no di grazia 2003, un muro tan­to squalli­do quan­to odiato.

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