La struttura realizzata grazie al lascito miliardario del soprano Lina Aimaro Bertasi

Il museo della lirica a Sirmione

06/08/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

La peniso­la cara a Cat­ul­lo con­fer­ma il fas­ci­no che ha eserci­ta­to sulle can­tan­ti liriche. E gra­zie al grande sopra­no leg­gero Lina Aimaro Bertasi diven­terà anche una delle cap­i­tali del bel can­to. Infat­ti la grande inter­prete, mor­ta il 14 gen­naio scor­so a San Mar­ti­no del­la Battaglia all’età di 86 anni, ha las­ci­a­to tut­ti i suoi beni, che potreb­bero valere molti mil­iar­di, alla fon­dazione a lei inti­to­la­ta. Il pat­ri­mo­nio del­la fon­dazione Lina Aimaro Bertasi, che è sta­ta recen­te­mente cos­ti­tui­ta sec­on­do il tes­ta­men­to, è fonda­to dai suoi beni mobili, arre­di, cos­tu­mi di sce­na, spar­ti­ti e dal grande sta­bile del Kur­saal sit­u­a­to a Lugana di Sirmione prob­a­bil­mente la più grande sala di Lom­bar­dia con i suoi 1.500 posti. Questo fino a oggi con­sid­er­a­to il tem­pio del lis­cio diven­terà dunque la sede del­la fon­dazione che ha l’obiettivo di svilup­pare il bel can­to del­la lir­i­ca dell’arte sceni­ca e l’iniziazione dei gio­vani alla musi­ca operi­s­ti­ca. La fon­dazione, come abbi­amo det­to, è già sta­ta for­mal­mente cos­ti­tui­ta. Ammin­is­tra­tore uni­co è Rino Volpi, sec­on­do le volon­tà del­la scom­parsa can­tante che ha già provve­du­to a nom­inare con­sulente cul­tur­ale il gior­nal­ista Mario Arduino, e con­sulente musi­cale Michele Nocera. Altri con­sulen­ti del­la fon­dazione sono il dott. Ercole Gagliano, com­mer­cial­ista veronese e per gli enti pub­bli­ci Gabriele Busti. «Ci muovi­amo sec­on­do le indi­cazioni di Lina Aimaro — con­fer­ma Rino Volpi -. Il pri­mo pas­so sarà da un lato il com­ple­ta­men­to del teatro Kur­saal, com­ple­tan­do il pal­co e le stanze spoglia­toio. Ver­rà anche real­iz­za­to al pri­mo piano un museo ded­i­ca­to a Lina Aimaro Bertasi uti­liz­zan­do i cos­tu­mi, gli spar­ti­ti che por­tano anno­tazioni e firme dei per­son­ag­gi più impor­tan­ti del­la lir­i­ca dell’epoca del­la Aimaro». La sopra­no «leg­gera», nata a Tori­no, si diplomò al Ver­di di dove nel frat­tem­po la sua famiglia si era trasferi­ta. Ave­va debut­ta­to nel ’35 al Puc­ci­ni di nel Bar­bi­ere di Siviglia e alla Scala nel ’39 ne «La son­nam­bu­la». Nel ’41 sem­pre alla Scala era Angel­i­ca ne «Il mala­to immag­i­nario». Poi can­tò con Lau­ra Volpi e Gino Bechi nel Rigo­let­to fino all’indimenticabile ser­a­ta milanese de I tri­on­fi di Car­lo Orff diret­ta da Her­bert Von Kara­jan. Lina Aimaro cal­cò dal ’35 al ’55 i più impor­tan­ti pal­cosceni­ci del mon­do com­pre­so il Met­ro­pol­i­tan di New York. Poi sul­la sce­na apparve Maria Callas, altra regi­na del­la lir­i­ca che, come la Aimaro finì per trascor­rere parte del­la sua vita pro­prio a Sirmione. Qui si ritirò ded­i­can­dosi all’insegnamento e costru­en­do il «Kur­saal» che anziché diventare un tem­pio del­la lir­i­ca è sta­to uti­liz­za­to per ser­ate di musi­ca leg­gera, soprat­tut­to lis­cio. Ora il sog­no del­la grande sopra­no sem­bra des­ti­na­to ad avver­ar­si. La fon­dazione oltre al museo, al com­ple­ta­men­to del teatro, intende pro­muo­vere cor­si di per­fezion­a­men­to per gio­vani artisti.

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