A Verona Legend Cars si celebra la passione per i veicoli a due e quattro ruote

Il Museo Nicolis e l’omaggio al Made in Italy con il marchio Bianchi.

27/04/2019 in Attualità
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Di Redazione

Il sodal­izio tra il Nico­l­is e Verona Leg­end Cars è un appun­ta­men­to ormai con­sol­ida­to e atte­so, e si esprime quest’anno in una duplice e sig­ni­fica­ti­va espo­sizione. Al padiglione 9 con lo stand ded­i­ca­to al miti­co mar­chio Bianchi e con la pre­sen­za di 5 cap­ola­vori delle sue collezioni alla super­ba mostra Cen­tomi­ti in pro­gram­ma l’11 e 12 mag­gio a Veronafiere.

Il trib­u­to al mar­chio Bianchi viene rac­con­ta­to attra­ver­so l’esposizione di tre eccezion­ali pezzi da collezione che rac­con­tano la sto­ria d’Italia: la Bianchi S9 Sport del 1935 che, con la sua lin­ea slan­ci­a­ta e sporti­va, ha saputo ten­er tes­ta a un’agguerrita con­cor­ren­za, come la Fiat 1500 e la Lan­cia Augus­ta, sino all’Aprilia. Poi l’elegante e par­si­mo­niosa Bianchi­na del 1950, una moto che rispose alla ricer­ca di con­su­mi e costi con­tenu­ti tipi­ca del dopoguer­ra ital­iano, tut­ti ele­men­ti che con­tribuirono al suo suc­ces­so e alla sua diffusione.

La cel­e­brazione del pres­ti­gioso brand ital­iano non può che con­clud­er­si con una stra­or­di­nar­ia bici­clet­ta da cor­sa: la Spe­cialis­si­ma Giro d’Italia del 1961. Con questo sofisti­ca­to prog­et­to si apre una nuo­va era: un mod­el­lo riv­o­luzionario, con un telaio a geome­tria cor­ta, ultra­leg­gero e rigi­do, capace di scari­care sul­la stra­da invece di dis­perder­la, la poten­za del­la ped­ala­ta. Con ques­ta mer­av­iglia, pro­pos­ta nell’occasione all’esigente pub­bli­co, il antic­i­pa l’arrivo del Giro d’Italia a Verona del prossi­mo 2 Giug­no, e non pote­va che essere Bianchi, una delle squadre ital­iane che ha con­sacra­to alla sto­ria per­son­ag­gi come Faus­to Cop­pi, il Cam­pi­onis­si­mo per definizione.

Anche il Museo Nico­l­is, per ali­menta­re la leggen­da, sceglie di affi­dare ad alcu­ni incom­pa­ra­bili pezzi pietre mil­iari del­la sua collezione, il rac­con­to del Giro d’Italia e degli uomi­ni che han­no rese cele­bre ques­ta com­pe­tizione, con una inedi­ta espo­sizione ded­i­ca­ta che sarà presto a dis­po­sizione di appas­sion­ati ed esperti.

Sil­via Nico­l­is, Pres­i­dente del Museo, rac­con­ta: “la parte­ci­pazione a Verona Leg­end Cars è sem­pre un appun­ta­men­to atte­so e un modo per incon­trare il nos­tro pub­bli­co più esi­gente,  veri appas­sion­ati di tec­ni­ca e mec­ca­ni­ca”, e aggiunge “quest’anno abbi­amo volu­to cel­e­brare Bianchi, un mar­chio che si è cimen­ta­to con suc­ces­so nelle due e quat­tro ruote, orgoglio del Made in Italy”. Con­clude:”anche l’arrivo del Giro d’Italia a Verona, così come ques­ta fiera, saran­no un’occasione stra­or­di­nar­ia per la cit­tà, per il nos­tro Museo e per tut­ti gli appas­sion­ati che avran­no occa­sione di vis­itar­ci, per sco­prire i migliori val­ori di sport, her­itage e bellez­za delle nos­tre  collezioni”.

Il museo

Tra le più emozio­nan­ti e sug­ges­tive espo­sizioni pri­vate nel panora­ma inter­nazionale, il Museo Nico­l­is di Verona nar­ra la sto­ria del­la tec­nolo­gia e del design del XX secolo.

Il riconosci­men­to dell’eccellenza gli deri­va oggi dall’attribuzione del più ambito e pres­ti­gioso pre­mio nel panora­ma mon­di­ale dell’auto clas­si­ca indet­to dagli esper­ti del Mag­a­zine Octane: Muse­um of the Year 2018 a The His­toric Motor­ing Awards.

La nasci­ta del Museo si deve alla grande pas­sione di Luciano Nico­l­is. La sto­ria di una vita che ha trova­to la sua col­lo­cazione in uno spazio espos­i­ti­vo di 6000 mq nel duemi­la, anno del­la sua inau­gu­razione. I suoi cap­ola­vori sono sta­ti sud­di­visi in otto diverse collezioni con l’obiettivo di costru­ire un per­cor­so organ­i­co, pro­fes­sion­al­mente qual­i­fi­ca­to e strut­tura­to per sod­dis­fare il vis­i­ta­tore più esi­gente. Il pat­ri­mo­nio delle collezioni è di grande spes­sore e rap­p­re­sen­ta una realtà esclu­si­va: oltre 200 auto d’epoca, 110 bici­clette, 100 moto­ci­clette, 500 mac­chine fotogra­fiche, 100 stru­men­ti musi­cali, 100 mac­chine per scri­vere, aero­mo­bili, oltre 100 volan­ti delle sofisti­cate mono­pos­to di For­mu­la 1 e innu­merevoli opere dell’ingegno umano esposte sec­on­do itin­er­ari anto­logi­ci, stori­ci e stilistici.

Non è un caso che il Museo Nico­l­is rap­p­re­sen­ti un “unicum” nel suo genere e ven­ga indi­ca­to come emblem­ati­co del­la mod­er­na cul­tura d’impresa.

I Nico­l­is, infat­ti, sono da oltre 80 anni impren­di­tori nel recu­pero di materie prime e sec­on­darie. L’inizio risale al 1934 quan­do Francesco Nico­l­is, sen­si­bile a ogni for­ma di risparmio e dota­to di acu­ta sen­si­bil­ità ambi­en­tale, decide di fare un esper­i­men­to molto avan­za­to di sosteni­bil­ità ed ecolo­gia: rac­cogliere e riu­ti­liz­zare la car­ta da macero. Sot­to la spin­ta del figlio Luciano l’attività si espande velo­ce­mente e, all’inizio degli anni ’60, un ulte­ri­ore slan­cio trasformerà l’azienda di famiglia in un grup­po leader in Europa per il recu­pero del­la car­ta e un sicuro pun­to di rifer­i­men­to nel set­tore dei servizi ambi­en­tali inter­nazion­ali. Oggi il Grup­po Lamacart-Museo Nico­l­is è gesti­to con pas­sione e com­pe­ten­za dal­la terza gen­er­azione, rap­p­re­sen­ta­ta da Sil­via e Thomas Nicolis.

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