Riparte venerdì 12 giugno il Museo Civico Archeologico desenzanese con la valorizzazione del pezzo più pregiato in un’inedita sala interattiva creata ad hoc.

Il museo Rambotti riapre con la novità: una sala immersiva per l’aratro più antico del mondo

Di Redazione

Una parte impor­tante del cuore pul­sante del­la cul­tura di Desen­zano del Gar­da riapre i bat­ten­ti dopo la chiusura impos­ta dal Coro­n­avirus e lo fa in grande stile: ven­erdì 12 giug­no è avvenu­to infat­ti il taglio del nas­tro del­la nuo­va sala inter­at­ti­va pen­sa­ta per pre­sentare il fiore all’occhiello del Civi­co Arche­o­logi­co , ovvero l’aratro più anti­co del mon­do. Un obi­et­ti­vo che è sta­to pos­si­bile rag­giun­gere gra­zie anche alla grande capac­ità dell’assessorato alla Cul­tura, guida­to da , e degli uffi­ci comu­nali di inter­cettare i ban­di region­ali al fine di trovare fon­di per real­iz­zare questo tipo di progetto.

A Desen­zano è infat­ti nato e cresci­u­to il piano di lavoro che ha ottenu­to i finanzi­a­men­ti, gra­zie alla col­lab­o­razione tra enti e alle rispet­tive realtà cul­tur­ali di cui il Ram­bot­ti è sta­to capofi­la (tra i part­ner il museo civi­co arche­o­logi­co del­la Valte­n­e­si di Maner­ba del Gar­da; l’ degli stu­di di e il museo arche­o­logi­co del­la Valle Sab­bia fon­dazione “Piero Simoni” di Gavar­do): lo stu­dio e la val­oriz­zazione del pat­ri­mo­nio denom­i­na­to “Le palafitte UNESCO del Gar­da” ha ottenu­to, nel 2019, l’approvazione da parte di , la quale ha investi­to 128.000 euro per la val­oriz­zazione del sito palafit­ti­co­lo del Lavagnone.

Una cifra, quel­la dei 128.000 euro, che è sta­ta inte­gra­ta dai part­ner del tavo­lo di lavoro per un totale di 70.000 euro; di questi 70.000, cir­ca 15.000 euro arrivano dal Comune di Desen­zano: una som­ma com­p­lessi­va di 198.000 euro che ha dato vita alla nuo­va sala dell’aratro più anti­co del mon­do ritrova­to all’interno del sito del Lavagnone.

UN TUFFO NELLA PREISTORIA.

Conc­re­ta­mente come è cam­bi­a­ta l’esposizione muse­ale dell’antico utensile?

E’ sta­to ricre­ato un ambi­ente immer­si­vo e dove pri­ma il per­cor­so muse­ale per­me­t­te­va di vis­itare la stan­za dell’aratro all’inizio o alla fine del­la visi­ta, nel­la nuo­va pro­pos­ta risul­terà essere l’ultima impres­sione negli occhi dei vis­i­ta­tori che ammir­eran­no e inter­a­gi­ran­no con ques­ta stan­za soltan­to al ter­mine del viag­gio cul­tur­ale offer­to dal Ram­bot­ti, las­cian­do il “pez­zo forte” dell’aratro in conclusione.

Il prog­et­to si pro­pone di real­iz­zare, intorno al maestoso reper­to che dom­i­na la sala, un rac­con­to che ren­da coin­vol­gente il tema trat­ta­to. Entran­do nel­la stan­za una grande proiezione a parete descrive, attra­ver­so sagome ani­mate, azioni di vita quo­tid­i­ana. Un pae­sag­gio sonoro di epoca preis­tor­i­ca arric­chirà l’esperienza del vis­i­ta­tore. A com­pletare l’installazione ver­rà pro­pos­to un “tap­peto inter­at­ti­vo”. Una grande proiezione a ter­ra calpesta­bile ripro­por­rà il tema del­la sala attra­ver­so immag­i­ni dove al pas­sag­gio del vis­i­ta­tore le aree calpes­tate muter­an­no, ad esem­pio facen­do crescere l’erba o le piante in quel deter­mi­na­to pun­to, o las­cian­do le orme del pas­sag­gio stesso.

IL COMMENTO DELLASSESSORE.

L’assessore alla cul­tura Francesca Ceri­ni, ha così com­men­ta­to il nuo­vo prog­et­to e la ria­per­tu­ra muse­ale: “Siamo molto con­tenti in prim­is di aver inau­gu­ra­to ques­ta mer­av­igliosa sala che darà uno slan­cio incred­i­bile al museo, in un momen­to non pro­pri­a­mente rigoglioso per le vis­ite cul­tur­ali,  per­ché par­liamo di un’attrazione che andrà a coin­vol­gere gran­di e pic­ci­ni, e di con­seguen­za anche le famiglie; in sec­on­do luo­go è sem­plice­mente bel­lo pot­er riaprire un pez­zo di sto­ria di Desen­zano, come il Ram­bot­ti, per­ché vuol dire che sti­amo lenta­mente tor­nan­do alla normalità.

Per questo da ven­erdì 12 giug­no alle 14:30 vi invi­to alla nuo­va ver­sione del nos­tro Museo, che sia pure rispet­toso del pro­prio pas­sato e delle pro­prie orig­i­ni, è decisa­mente pron­to a but­tar­si nel futuro con rin­no­va­to spirito”.