Il museo Rambotti riparte dalla Sala del Lavagnone

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Di Redazione

Nuo­va inau­gu­razione e nuo­va riparten­za in grande stile per una parte impor­tante del cuore pul­sante del­la cul­tura di Desen­zano del Gar­da: riapre i bat­ten­ti, dopo la chiusura impos­ta dal Coro­n­avirus, il e lo fa con una nuo­va sala com­ple­ta­mente rin­no­va­ta, che andrà ad ospitare un prezioso reper­to stori­co in fase di restau­razione, ovvero la piroga rin­venu­ta nel cor­so degli scavi dell’ degli Stu­di di al Lavagnone, a cui sarà ded­i­ca­to un alles­ti­men­to speciale.

UN CAMMINO LUNGO QUASI DUE ANNI.

Il pri­mo pas­so di questo stra­or­di­nario per­cor­so è inizia­to poco meno di due anni fa, il 21 feb­braio 2019, quan­do è sta­ta pre­sen­ta­ta al pub­bli­co per la pri­ma vol­ta la las­tra restau­ra­ta del Leone veneziano di San Mar­co, che è tut­to­ra espos­ta nel chiostro come bigli­et­to da visi­ta intro­dut­ti­vo del .

Si è poi pas­sati da un fiore all’occhiello stori­co come ad un altro più avan­guardis­ti­co, come l’inaugurazione, avvenu­ta lo scor­so anno, del­la nuo­vis­si­ma sala dell’aratro, divenu­ta vero e pro­prio pun­to di rifer­i­men­to cul­tur­ale, tec­no­logi­co, tur­is­ti­co, nonché seg­no del­la pre­dis­po­sizione al futuro a cui mira questo Museo, gra­zie anche alle proiezioni inter­at­tive e immer­sive offerte dal­la sala.

Il penul­ti­mo step è avvenu­to per il “Palafitte Day” del 2020 che è sta­to l’emblema del­la val­oriz­zazione dei nos­tri siti palafit­ti­coli, con la pre­sen­tazione delle nuove guide, una per bam­bi­ni e una per adul­ti (quest’ultima ded­i­ca­ta alla memo­ria del­la dipen­dente comu­nale Maria Lau­ra Coroli), e delle nuove vetrine, ris­er­vate al sito pro­to­stori­co di Cal­ci­na­to-Ponte San Mar­co, un impor­tan­tis­si­mo abi­ta­to scop­er­to agli inizi degli anni ’90 del sec­o­lo scor­so che è espos­to per­ma­nen­te­mente al pub­bli­co pro­prio al Rambotti.

SALA DEL LAVAGNONE E PIROGA, UN SODALIZIO VINCENTE.

La novità di ques­ta ria­per­tu­ra riguar­da la sala palafit­ti­co­la del Lavagnone, pre­dis­pos­ta con un nuo­vo design inno­v­a­ti­vo e con una grande atten­zione per la riqual­i­fi­cazione dell’ambiente: un inter­ven­to doppi­a­mente impor­tante per­ché in questo spazio sarà inseri­ta, alla fine del per­cor­so di restau­ro, la piroga rin­venu­ta nel cor­so degli scavi dell’Università degli Stu­di di Milano al Lavagnone, a cui sarà ded­i­ca­to un alles­ti­men­to speciale.

Anco­ra una vol­ta dunque il Museo si muove nel­la direzione di un futuro ben rad­i­ca­to alle sue orig­i­ni ma che guar­da costan­te­mente all’innovazione.

IL COMMENTO DELLASSESSORE

Prog­et­tual­ità, lungimi­ran­za e il lavoro coor­di­na­to di tut­ti i pro­tag­o­nisti coin­volti han­no fat­to la dif­feren­za e ora pos­si­amo con­tare su un edi­fi­cio attrat­ti­vo e dai con­tenu­ti qual­i­ta­ti­va­mente elevatissimi.

La sper­an­za, ovvia ma purtrop­po non scon­ta­ta, è che la pan­demia con­ce­da una fines­tra di tem­po adegua­ta alla val­oriz­zazione e alla scop­er­ta del nos­tro rin­no­va­to Museo: lo meri­ti­amo tut­ti noi e lo mer­i­tano soprat­tut­to i cit­ta­di­ni desen­zane­si e i tur­isti che ven­gono a vis­itare il nos­tro territorio”.

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