A rischio il restauro di due ceste dell’età del Bronzo ritrovate nello scavo del Lavagnone. La Regione Lombardia ha revocato il finanziamento promesso

Il museo resta senza fondi

Di Luca Delpozzo
Sara Mauroner

di Si fer­mano i lavori di restau­ro dei due intrec­ci dell’Età del Bron­zo rin­venu­ti nel­lo sca­vo arche­o­logi­co del Lavagnone di Desen­zano. Lo stop arri­va dal­la che, a causa del­la scar­sità dei fon­di, ha deciso di non erog­a­re al museo Ram­bot­ti la som­ma nec­es­saria per il recu­pero dei due antichi man­u­fat­ti. Oltre al restau­ro dei due intrec­ci, il prog­et­to approva­to dal­la giun­ta comu­nale di Desen­zano nel mag­gio scor­so prevede­va anche la pub­bli­cazione di un vol­ume rel­a­ti­vo ai lavori, di un quader­no didat­ti­co e l’organizzazione di una gior­na­ta di arche­olo­gia sper­i­men­tale ded­i­ca­ta ai bam­bi­ni. Il cos­to com­p­lessi­vo del prog­et­to è di cir­ca 17mila euro, il 50% dei quali cop­er­to dal Comune ed il restante 50% dal con­trib­u­to richiesto alla Regione Lom­bar­dia, che nel mese di agos­to ha fat­to però un pas­so indi­etro. «Alla Regione sono arrivate moltissime richi­este di sosteg­no ad attiv­ità didat­ti­co cul­tur­ali e con i pochi fon­di che ci sono a dis­po­sizione han­no dovu­to fare una grossa scre­matu­ra dei prog­et­ti da finanziare — ha spie­ga­to la diret­trice del museo Ram­bot­ti, Clau­dia Man­gani -. E’ impor­tante comunque che i lavori di restau­ro si inizino, per questo moti­vo sti­amo cer­can­do altri enti o aziende pri­vate che pos­sano coprire il buco las­ci­a­to dal­la Regione». Il Lavagnone è un sito ric­co di tes­ti­mo­ni­anze di età preis­tor­i­ca. Gli scavi con­dot­ti dal dot­tor Peri­ni negli anni Set­tan­ta han­no por­ta­to alla luce il più anti­co ara­tro con­ser­va­to al mon­do, espos­to oggi in un’apposita sezione del museo Ram­bot­ti. Le ricerche sono state riprese nel 1991 dal­la cat­te­dra di Palet­nolo­gia dell’ degli Stu­di di , sot­to la direzione del pro­fes­sor De Mari­nis. Nel cor­so degli ulti­mi anni si sono così ritrovati reper­ti molto antichi e uni­ci. E’ il caso dei due intrec­ci in fibra nat­u­rale, due ces­te di vimi­ni dell’età del Bron­zo. Il pri­mo intrec­cio è sta­to rin­venu­tonel 2004 in uno stra­to tor­boso con cenere e limo. Il sec­on­do man­u­fat­to è sta­to ritrova­to ne 2005. Una vol­ta ter­mi­nati i lavori di pulizia e di restau­ro, il prog­et­to boc­cia­to dal­la Regione prevede­va anche la real­iz­zazione di una copia dei due intrec­ci da esporre al museo Ram­bot­ti. «Si trat­ta di reper­ti uni­ci nel loro genere — ha sot­to­lin­eato la Man­gani — . E’ nec­es­sario inter­venire presto in quan­to c’è il ris­chio che questi ogget­ti così preziosi si rovinino».