A Barcuzzi la nuova edizione del presepio ideato da un non vedente impiegato come centralinista all’ospedale di Desenzano

Il Natale secondo Zanetti. Un’opera unica visibile fino al 20 gennaio

03/01/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Silvio Stefanoni

E’ ormai una tradizione per molte per­sone, attrat­te ogni anno dal pre­se­pio di Flo­ri­ano Zanet­ti. Cen­tralin­ista all’ospedale di Desen­zano, Zanet­ti, che abi­ta a Bar­cuzzi di Lona­to, è pri­vo del­la vista; ma ciò non gli impedisce di real­iz­zare una cosa bel­la e apprez­za­ta. Sono undi­ci anni che il cen­tralin­ista real­iz­za nel cor­tile di casa una grande Nativ­ità: un’opera che occu­pa un area di sette-otto metri per quat­tro; e che ogni anno pro­pone qual­cosa di nuo­vo. Per il 2000 Zanet­ti ha costru­ito un fiume in miniatu­ra, e a ridos­so di una fin­ta mon­tagna un recin­to nel quale è cus­todi­ta una pec­o­ra vera. L’idea per il suo dio­ra­ma, Flo­ri­ano inizia a mat­u­rar­la soli­ta­mente in set­tem­bre. Nel­la sua mente pren­dono for­ma la scenografia e la col­lo­cazione dei per­son­ag­gi. Poi, il lavoro vero inizia ver­so la fine di otto­bre. Ovvi­a­mente Zanet­ti è la mente dell’opera: il lavoro man­uale lo por­ta a ter­mine con l’aiuto del padre, del­lo zio e di qualche ami­co. La Nativ­ità 2000 è sta­ta inau­gu­ra­ta domeni­ca 17, nel pomerig­gio, con la mes­sa cel­e­bra­ta da don Gian­pao­lo, par­ro­co di Carza­go e Mocasi­na, alla pre­sen­za di una trenti­na di per­sone tra par­en­ti e ami­ci dell’autore; ma la visi­ta al è pros­e­gui­ta tut­to il giorno, e con­tin­uerà fino alla chiusura pro­gram­ma­ta il 20 gen­naio. Insom­ma, un’altra pun­ta­ta di quel­la che per Flo­ri­ano Zanet­ti è in un cer­to sen­so una sfi­da; una riv­inci­ta ver­so un des­ti­no che lo ha pri­va­to di uno dei doni più preziosi.

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