Festività & carovita. Alcuni paesi spendono meno, spariscono i noleggi e non sempre c’è accordo con i commercianti. Presepi in acqua e addobbi sul lungolago, mancano molte luminarie

Il Natale si riscopre austero

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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Un che risco­pre la vena sacra e rin­un­cia a stra­fare, nel seg­no di un’austerità che vor­rebbe richia­mare le tradizioni più vere ma, in real­ta, non riesce a non evo­care la crisi eco­nom­i­ca. Sem­bra ques­ta la pie­ga pre­sa dal­la mag­gior parte dei Comu­ni del­la Riv­iera degli Olivi, anche se c’è chi fa eccezione come Tor­ri o Gar­da, che agli addob­bi han­no ded­i­ca­to parec­chie energie. Tut­ti i Comu­ni, comunque, non rin­un­ciano a una rego­la: quel­la di risparmi­are qual­cosa, o quan­tomeno di rimanere nel bud­get dell’anno scor­so. «Abbi­amo sis­tem­ato delle belle luci, sia in cen­tro che a Colà e Pacen­go, ma non inten­di­amo esager­are», dice il sin­da­co di Lazise, Ren­zo Franceschet­ti. «In piaz­za Vit­to­rio Emanuele ci sarà un impo­nente abete addob­ba­to». È sta­to sis­tem­ato in questi giorni, con la col­lab­o­razione dell’Associazione alber­ga­tori. «A Bren­zone non fac­ciamo moltissi­mo», fa eco Gia­co­mo Simonel­li, pri­mo cit­tadi­no, «ma sti­amo sis­te­man­do lumi­nar­ie nelle vie del cen­tro e delle frazioni; stelle comete e scritte di auguri. Non abbi­amo nem­meno volu­to iniziare a sis­temare addob­bi con trop­po anticipo, ci pare assur­do dec­retare l’inizio delle feste natal­izie subito dopo i San­ti per arrivare a metà gen­naio. Il 25 dicem­bre è una fes­tiv­ità reli­giosa e spir­i­tuale uni­ca». Poi aggiunge: «Oltre alle lumi­nar­ie, met­ter­e­mo negli angoli più carat­ter­is­ti­ci delle frazioni grup­pi di alberi di Natale acco­sta­ti a fig­ure sacre. Così, uti­liz­zan­do luci spe­ciali e fari col­orati, val­orizzer­e­mo i pun­ti più sug­ges­tivi. Il bud­get dovrebbe stare tra gli otto e i diec­im­i­la euro». Per la Con­f­com­mer­cio inter­viene Fer­nan­do Moran­do: «Come al soli­to sul lago si pro­cede a mac­chia di leop­ar­do. Si lamen­tano a Peschiera dove dicono che per Natale si fa poco, e anche a . Tut­ti molto con­tenti, invece, a Gar­da, che è sta­to defini­to un gioielli­no». Ma addob­bi parte, sec­on­do Moran­do: «Se si vuole vera­mente ren­dere vivo il anche fuori sta­gione, bisogna inve­stire di più in man­i­fes­tazioni e pro­mozione tur­is­ti­ca». Pros­eguen­do nel­la car­rel­la­ta del­la riv­iera veronese, a Gar­da la cav­al­ca­ta delle strenne è inizia­ta alla grande già in novem­bre. Il sin­da­co Davide Bendinel­li affer­ma: «Il paese è illu­mi­na­to benis­si­mo già dal 18 novem­bre e lo resterà almeno fino al 9 gen­naio. Ci sono anche i pre­sepi e l’atmosfera che si res­pi­ra qui in questi giorni è uni­ca. Non fac­ciamo sprechi, ma nem­meno trop­pa econo­mia per­ché Gar­da meri­ta di essere illu­mi­na­ta a fes­ta, comunque noi ave­va­mo acquis­ta­to le luci in pas­sato, per cui dob­bi­amo solo cam­biare le lam­pa­dine bru­ci­ate». «Nes­sun risparmio qui a Tor­ri, ma addob­bi e luci dap­per­tut­to: in cen­tro, nel piaz­za­le del­la chiesa, al Castel­lo Scaligero», fa sapere Tiziana Bonet­ti, asses­sore al tur­is­mo e alla cul­tura, e aggiunge: «Abbi­amo anche illu­mi­na­to tut­ti i Gink­go Bilo­ba lun­go la statale e l’effetto è piacev­ole». Niente aus­ter­i­ty, insom­ma: «Il Natale va fes­teggia­to, anche con le man­i­fes­tazioni che nel nos­tro cal­en­dario sono per tutte le cat­e­gorie». «A Peschiera si è pun­ta­to sul­la val­oriz­zazione del canale e c’è il tradizionale sub­ac­queo», spie­ga il sin­da­co . «Abbi­amo con­clu­so che non rius­ci­va­mo a dis­tribuire l’illuminazione in maniera equa sul ter­ri­to­rio comu­nale per cui, per non fare priv­i­le­gi, abbi­amo con­cen­tra­to i seg­ni del Natale nel sim­bo­lo dell’acqua. In futuro però coin­vol­ger­e­mo di più le asso­ci­azioni dei com­mer­cianti, spon­sor e pri­vati in modo che non sia solo il Comune a far­si cari­co di ques­ta ques­tione che ha un peso eco­nom­i­co». Fer­nan­do Moran­do, pres­i­dente del­la Con­f­com­mer­cio, sul caso speci­fi­co sot­to­lin­ea: «Alcu­ni mi han­no fat­to pre­sente che a Peschiera non c’è molto». Chin­car­i­ni rib­at­te: «Pro­prio lunedì pomerig­gio i com­mer­cianti del cen­tro che si sono trovati con meno illu­mi­nazione del soli­to han­no chiesto e ottenu­to un incon­tro con l’amministrazione, abbi­amo spie­ga­to i motivi di questo riordi­no ed è sta­ta isti­tui­ta una com­mis­sione mista. Si occu­perà di tut­ti i prob­le­mi iner­en­ti ad orari, vol­ume del­la musi­ca nei locali, mer­ca­to, plateati­ci e quin­di anche di questo». Nem­meno a Bar­dolino si esagera, ma le lumi­nar­ie non man­cano. E una luce spe­ciale arri­va dal­la chiesa di San Severo incor­ni­ci­a­ta a fes­ta. «In bilan­cio per il Natale, com­p­rese le tante e cos­tose man­i­fes­tazioni orga­niz­zate, abbi­amo mes­so una spe­sa tra i 30 e i 35mila euro», spie­ga il sin­da­co Pietro Meschi, «questi non sono tem­pi in cui ci si può per­me­t­tere di sforare; non andremo a noleg­gio, ma uti­lizzer­e­mo solo mate­ri­ale che abbi­amo in mag­a­zz­i­no; even­tual­mente ne acquis­ter­e­mo altro in futuro, in maniera che resti pat­ri­mo­nio comu­nale. Il prob­le­ma, comunque, è com­p­lesso. Siamo dis­posti a inve­stire se si nota una mag­giore parte­ci­pazione anche da parte delle cat­e­gorie, com­mer­cianti e pub­bli­ci eser­centi. Non serve illu­minare a fes­ta un paese se poi negozi e bar restano chiusi».

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