Il sindaco Perini e il suo vice Baccinelli replicano alle accuse. «Gli odori derivano invece dal compostaggio, per il quale il Comune aveva detto no»

«Il nuovo impianto di trattamento non creerà problemi ai residenti»

26/01/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Roberto Darra

«Non deriver­an­no prob­le­mi ai res­i­den­ti dal nuo­vo impianto per il trat­ta­men­to di rifiu­ti spe­ciali non peri­colosi prove­ni­en­ti da , attiv­ità indus­tri­ali e com­mer­ciali, pre­vis­to ai Cam­pag­no­li, cui il Comune ha dato parere favorev­ole. Non ci saran­no puzze male­odor­an­ti, essendo l’intera strut­tura com­ple­ta­mente chiusa, ad eccezione del solo parcheg­gio per i dipen­den­ti». Paro­la di sin­da­co. Repli­ca così, con grande fer­mez­za, Moran­do Peri­ni a chi «ha cer­ca­to di mist­i­fi­care le carte in tavola, cre­an­do ad arte con­fu­sione fra la gente». Il nuo­vo impianto richiesto dal­la Val­li spa dunque non ha nul­la a che spar­tire con il prece­dente impianto di com­postag­gio, che un anno fa fu ogget­to di for­ti con­tes­tazioni pro­prio per i gas male­odor­an­ti che veni­vano ema­nati. «E’ pro­prio da ques­ta strut­tura che ha ottenu­to di recente l’autorizzazione all’ampliamento, nonos­tante il parere neg­a­ti­vo del Comune — con­tin­ua Peri­ni — che potran­no invece arrivare nuovi guai per i res­i­den­ti». Per fare chiarez­za su questo equiv­o­co la Giun­ta ha con­vo­ca­to un’assemblea giovedì 30 gen­naio alle 20.30 nel­la sala par­roc­chiale di Cas­tel Ven­za­go, cioè nel­lo stes­so salone che alcune sere fa ha ospi­ta­to una ses­san­ti­na di per­sone accorse all’invito di Gio­van­ni Pace che, per pri­mo, ave­va seg­nala­to la vicen­da. La deci­sione favorev­ole pre­sa con una delib­era del­lo scor­so dicem­bre è frut­to di un lun­go iter inizia­to il 10 mag­gio, quan­do era sta­ta deposi­ta­ta la richi­es­ta del­la Val­li per ottenere l’autorizzazione alla real­iz­zazione di un impianto di ricon­dizion­a­men­to e depos­i­to pre­lim­inare, rici­clo-recu­pero e mes­sa in ris­er­va di rifiu­ti spe­ciali non peri­colosi. «La Giun­ta ha esam­i­na­to con grande atten­zione — con­tin­ua il sin­da­co — l’intero prog­et­to e ha elab­o­ra­to una serie di osser­vazioni tec­niche. Vol­e­va­mo tute­lar­ci su tut­to, dalle carat­ter­is­tiche del mate­ri­ale inerte che sarà uti­liz­za­to per il riem­pi­men­to del­la cava pri­ma di costru­ire il capan­none (cir­ca 12.000 mq) agli orari e ai giorni di aper­tu­ra dell’impianto, dai quan­ti­ta­tivi mas­si­mi gior­nalieri di rifiu­ti pre­visti in ingres­so ai quan­ti­ta­tivi annui e gior­nalieri dei rifiu­ti sud­di­visi per codice Cer alla quan­tità mas­si­ma di rifiu­ti in stoccag­gio all’interno del capan­none». Non solo. Il Comune ha fat­to osser­vazioni anche sulle carat­ter­is­tiche delle attrez­za­ture che saran­no imp­ie­gate, sulle modal­ità di movi­men­tazione dei rifiu­ti, sug­li sche­mi di flus­so dei vari pro­ces­si, dal­lo stoccag­gio al trat­ta­men­to e invio a recu­pero e smal­ti­men­to. E anco­ra: sis­tema di abbat­ti­men­to delle polveri, ges­tione dei ricam­bi d’aria, stu­dio di com­pat­i­bil­ità ambi­en­tale, mon­i­tor­ag­gi ambi­en­tali durante la ges­tione e piano di ripristi­no e recu­pero ambi­en­tale in caso di chiusura. Il 30 luglio 2002 in sede di con­feren­za di servizi le osser­vazioni sono state pre­sen­tate. Il 3 set­tem­bre la Val­li ha prodot­to una serie di inte­grazioni che non han­no sod­dis­fat­to del tut­to il Comune il quale, con delib­era del 22 otto­bre, ha espres­so parere neg­a­ti­vo. Questo tenu­to con­to che l’impianto non prevede sis­te­mi di abbat­ti­men­to delle emis­sioni in atmos­fera e per l’insufficienza nel­la dimostrazione di assen­za di pro­duzione di polveri fini, con rifer­i­men­to alle oper­azioni di vagliatu­ra e trit­u­razione. Il giorno dopo si è svol­ta una nuo­va con­feren­za di servizi che, però, ha deciso di riag­giornar­si. Si è arrivati così alla delib­era comu­nale del 10 dicem­bre che ha dato parere favorev­ole con una serie di restrizioni: dal divi­eto di uti­liz­zo di mate­ri­ale male­odor­ante e polveru­len­to allo stop delle attiv­ità in orario not­turno, per arrivare «a una poliz­za fideius­so­ria ban­car­ia — come ha sot­to­lin­eato l’assessore all’Ecologia e vice sin­da­co Davide Bac­cinel­li — che ci garan­tisce nel caso non vengano rispet­tate le con­dizioni pre­viste nell’atto uni­lat­erale d’obbligo e dei con­tenu­ti del­la stes­sa delib­er­azione. Inoltre, la pos­si­bil­ità per il Comune, sen­za alcun preavvi­so, di effet­tuare con­trol­li e ver­i­fiche». «Invece, purtrop­po — con­clude Bac­cinel­li — sul vec­chio impianto di com­postag­gio, che ha ottenu­to l’ampliamento nonos­tante il nos­tro no, il con­trol­lo com­pete solo all’agenzia regionale Arpa». L’ultimo atto del­la vicen­da è una let­tera spedi­ta a Bres­cia dopo che la con­feren­za dei servizi ave­va det­to sì al nuo­vo impianto, in cui viene rib­a­di­ta «l’inderogabile neces­sità di inserire nell’autorizzazione tutte le pre­scrizioni con­tenute nel provved­i­men­to del­la Giun­ta comu­nale». A tutt’oggi il decre­to autor­iz­za­ti­vo del­la Provin­cia non è anco­ra sta­to emes­so.

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