I soldi? Da vecchi fondi e vendita di alcuni immobili. L’assessore regionale alla Sanità Carlo Borsani conferma il progetto di Roè Volciano

«Il nuovo ospedale si farà»

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Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

Il prog­et­to di un nuo­vo e fun­zionale ospedale per servire l’al­to lago e la Valsab­bia non è affat­to sepolto. Insom­ma non si trat­ta soltan­to di buoni proposi­ti des­ti­nati a rimanere sul­la car­ta. Anzi. Car­lo Bor­sani, asses­sore regionale alla san­ità con­fer­ma a «Bres­ciaog­gi» , smenten­do così le voci di pre­sun­ti tagli alla san­ità pub­bli­ca. Il prog­et­to del­l’ospedale di Roè Vol­ciano, per­chè è di questo che sti­amo par­lan­do, viene riesuma­to. Con una vari­ante, sta­vol­ta. Non ver­rà finanzi­a­to con un project financ­ing ma con inves­ti­men­ti region­ali e locali, cioè del­l’Azien­da ospedaliera di Desen­zano. Bor­sani con­fer­ma che il «piano ospedaliero prevede lo stanzi­a­men­to di cir­ca 1,5 mil­iar­di di euro (3 mila mil­iar­di di vec­chie lire) per riammod­ernare e poten­ziare le strut­ture san­i­tarie e la costruzione di sette nuovi ospedali». Tra questi c’è anche quel­lo in pro­gram­ma a Roè Vol­ciano. «Tra un vec­chio finanzi­a­men­to che abbi­amo anco­ra e la ven­di­ta di alcu­ni immo­bili in loco — sot­to­lin­ea Bor­sani — dovrem­mo avere la som­ma nec­es­saria per real­iz­zare una nuo­va strut­tura ospedaliera sulle colline intorno a Salò. E’ ques­ta la pro­pos­ta che sti­amo sot­to­po­nen­do alla Comu­nità mon­tana ed agli altri enti locali del­la Valsab­bia e del­l’Al­to Gar­da. Il prog­et­to, una vol­ta acquisi­ti questi pareri, potrà decol­lare». E gli altri ospedali? «Noi vogliamo con­cen­trare le alte spe­cial­ità all’in­ter­no delle prog­et­tate strut­ture, come Roè Vol­ciano, e ricon­ver­tire quelle pic­cole o vec­chie in cen­tri di riabil­i­tazione, day hos­pi­tal e poliambu­la­tori: il servizio san­i­tario cam­bia in questo sen­so». «Inoltre — con­clude l’asses­sore — il nuo­vo ospedale a Roè serve per fornire una rispos­ta chiara alle popo­lazioni delle val­li». Per Ange­lo Fos­chi­ni, gen­er­al man­ag­er del­l’Azien­da ospedaliera, «si trat­ta di un buon prog­et­to e l’ospedale di Roè fun­gerebbe da con­teni­tore delle attiv­ità che oggi si espli­cano negli ospedali di Gavar­do e Salò, oltre che per dare una risoluzione ai prob­le­mi esisten­ti in Valsab­bia e Alto Gar­da. Un inter­ven­to per ristrut­turare i due ospedali si pre­sen­terebbe ecces­si­vo, oneroso rispet­to alla costruzione di una nuo­va strut­tura, le ragioni sono ben note». L’area per il nuo­vo ospedale è già indi­vid­u­a­ta e gode di una posizione logis­ti­ca invidi­a­bile, essendo sopra le colline di Salò da dove dista un paio di chilometri. Il piano ospedaliero regionale, sec­on­do quan­to rifer­i­to da Bor­sani, prevede la real­iz­zazione di una strut­tura con 220–250 posti let­to e annes­si servizi san­i­tari e di sup­por­to. Un edi­fi­cio non molto alto (mas­si­mo tre piani) anche per non detur­pare l’am­bi­ente cir­costante. All’in­ter­no del­l’ospedale tro­vereb­bero pos­to, inoltre, un pron­to soc­cor­so con annes­sa ter­apia inten­si­va, il bloc­co oper­a­to­rio e vari repar­ti spe­cial­is­ti­ci, quin­di lab­o­ra­tori di anal­isi e ambu­la­tori. Ovvi­a­mente si è nel­la fase di anal­isi di fat­tibil­ità del prog­et­to, pri­ma che il tut­to diven­ti ogget­to di dibat­ti­to e di dis­cus­sione da parte dei Comu­ni e del­la Comu­nità Mon­tana. Ma quel che è cer­to è che alla volon­tà del­l’Azien­da ospedaliera si è affi­an­ca­ta quel­la decisa del­la .

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