Altri avvistamenti: «Ha scelto questi luoghi, segnale di un ambiente vivo» dice il sindaco

Il paese adotta l’orso:«Felici che sia tra di noi»

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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Fer­rara, il Comune più pic­co­lo del Veronese, «adot­ta» l’orso. Il paese è tappez­za­to di locan­dine stam­pate dal­la Provin­cia autono­ma di Tren­to, por­tate dal­la polizia provin­ciale. Car­lo Frap­por­ti, del Servizio fore­stale fau­na di Tren­to che cura il prog­et­to «Life Ursus», ha fat­to per­sonal­mente avere a Rober­to Furlani, tito­lare dell’albergo ris­torante «Il Cac­cia­tore», anche il depli­ant «Conosci l’orso bruno» e un bel poster di un metro per cinquan­ta con l’orsa e suoi tre cuc­ci­oli e la poet­i­ca scrit­ta: «Ha con­di­vi­so le grotte con i nos­tri avi, le mon­tagne con i nos­tri padri e le culle con i nos­tri figli, l’orso… parte del­la nos­tra storia».Così Fer­rara, sul cui ter­ri­to­rio sarebbe la tana del nuo­vo ospite, si sente già «cul­la natale» del dis­cen­dente dell’ Ursus spelaeus , l’orso delle cav­erne, che lassù abitò 35mila anni fa. Furlani, dal can­to pro­prio, ha por­ta­to una copia del man­i­festo in munici­pio e una allo «Chalet Novez­za». Altri procla­mi sono al «Bar Can­tore» in piaz­za, nei ris­toran­ti e nel­la via cen­trale Fabio Filzi. Al «Cac­cia­tore» una parete è un gran «col­lage» di arti­coli e foto a tema. Ci sono quelle che Furlani scat­tò il 22 giug­no, quan­do per pri­mo avvistò il planti­gra­do sopra il suo ris­torante in local­ità Lon­za vici­no a Novezzi­na. Ci sono le ultime immag­i­ni delle orme notate in Val­fred­da, aglin inizi di questo mese, dopo una nevicata.Furlani è il mar­i­to del­la sorel­la del sin­da­co Pao­lo Rossi, che di queste fotografie va fiero, qua­si le avesse scat­tate lui. «Sono con­tentis­si­mo che l’orso bruno sia sul Bal­do, anzi siamo ormai tut­ti cer­ti che abbia scel­to pro­prio il nos­tro Comune come rifu­gio stabile».E spie­ga: «È vero che sco­raz­za per tut­ta la mon­tagna, ma è qui, nel cuore aut­en­ti­co del Bal­do, che ha la sua tana», fa sapere spie­gan­do che il planti­gra­do, anche sec­on­do gli esper­ti, «abi­ta» nelle Val­brutte, tra local­ità Campedel­lo e le creste del Bal­do, imper­vi dirupi che non si rag­giun­gono facil­mente: «È la zona del­la ris­er­va inte­grale», fa notare. «Qui, come in un par­co nat­u­rale, non si può cac­cia­re e vige il rispet­to più asso­lu­to dell’ambiente».E se per molti è un fan­tas­ma, una sig­no­ra che lavo­ra ad Affi ha però infor­ma­to il pri­mo cit­tadi­no d’averlo vis­to. «Era­no cir­ca le 5.30 quan­do le si è para­to davan­ti, attra­ver­san­do la Stra­da Graziani all’altezza di local­ità Campedel­lo», dice Rossi. «Prob­a­bil­mente vi era tor­na­to mem­o­re del pas­to not­turno a base di mele e ovi­ni fat­to qualche tem­po fa». Il dan­no è già sta­to ris­arci­to dal­la Provin­cia, che sta ora pre­dispo­nen­do con Vene­to Agri­coltura mis­ure di sal­va­guardia per le greg­gi, pri­ma che s’inizi la sta­gione dell’alpeggio.«Noi con­sid­e­ri­amo l’orso un pat­ri­mo­nio da pro­teggere», dice il sin­da­co. «Il fat­to che si sia ambi­en­ta­to e stia sta­bil­mente nel nos­tro ter­ri­to­rio dimostra che la zona di Fer­rara e il in gen­erale sono per lui l’ambiente ide­ale, un ter­ri­to­rio tran­quil­lo dal­la natu­ra sana e incon­t­a­m­i­na­ta, dove è rispet­ta­to». Rossi ne è cer­to. Ed è sig­ni­fica­ti­vo che, pro­prio «Il Cac­cia­tore«», «tana» appun­to di doppi­ette che lì si ritrovano, sia tan­to for­ni­to di opus­coli infor­ma­tivi, foto, locan­dine. Una con­fer­ma che anche i cac­cia­tori, come han­no chiar­i­to, accettano la nuo­va presenza.«Un ani­male in più è una ric­chez­za per il ter­ri­to­rio», nota Gae­tano Gas­pari, cac­cia­tore di Capri­no che ha fotografa­to orme tra Mal­ga Ime e Pradonego. «Non ho cer­to pau­ra… mag­a­ri lo vedessi. Invece sem­bra un ani­male not­turno e schi­vo, che non ama mostrar­si». E Furlani: «Sot­to il pro­fi­lo tur­is­ti­co l’orso è un val­ore aggiun­to, che atti­ra gente ed è mer­av­iglioso aver­lo qui. Da cac­cia­tore dico che non mi fa effet­to. Noi siamo sem­pre sul ter­ri­to­rio, può star­ci anche lui», nota. «Non dis­tur­ba la sel­vaggi­na sana, che sa come difend­er­si. Non è un rivale».

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