Ottimi risultati e 50mila presenze per la tre giorni dedicata al vino. E la produzione locale sta scalando le vendite anche all’estero

Il palio del Chiaretto «funziona»

13/06/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Non meno di quat­tro­mi­la bot­tiglie stap­pate, 12mila bic­chieri dis­tribuiti ad altret­tan­ti curiosi e appas­sion­ati — di cui molti stranieri, soprat­tut­to tedeschi — pron­ti ad assag­gia­re il Bar­dolino Clas­si­co Doc , pro­pos­to da una venti­na di can­tine. Le aziende han­no espres­so la loro cre­ativ­ità nell’allestimento degli stand con degus­tazioni in un’atmosfera ele­gante e sug­ges­ti­va; così anche allo stand isti­tuzionale in piaz­za Preon­da, per ottenere infor­mazioni sulle aziende pro­dut­tri­ci dell’ otti­mo prodot­to esti­vo. Questo il bilan­cio dell’edizione 2006 del Palio del Chiaret­to con il lun­go­la­go, rin­no­va­to nel­lo sce­nario e addob­ba­to dai carat­ter­is­ti­ci chioschi, movi­men­ta­to per l’intero ponte del­la Pen­te­coste, anche da una serie di man­i­fes­tazioni di intrat­ten­i­men­to. Tre giorni di assag­gi di degus­tazioni, di musiche e spet­ta­coli, ded­i­cati a un che vuole far­si notare, pro­po­nen­dosi al sem­pre più vas­to, curioso, atten­to pub­bli­co dei con­suma­tori e degli appas­sion­ati come una rispos­ta diver­sa, in con­tro­ten­den­za rispet­to ai vini tut­to «leg­no e mus­coli», per­ché in gra­do di regalare una grande piacev­olez­za e con il quale sper­i­menta­re gusti, pro­fu­mi, sapori nuovi. La man­i­fes­tazione è inizia­ta con il Palio dei Drag­on Boat con­tor­na­to dagli sbandier­a­tori di San­ta Margheri­ta d’Adige, per poi con­tin­uare con gli emozio­nan­ti lan­ci dei para­cadutisti di Lazise. Numerosi anche gli intrat­ten­i­men­ti musi­cali: da quel­li di musi­ca clas­si­ca (His­ti­tuzioni Har­moniche e Filar­mon­i­ca di Bar­dolino) a quel­li dei Dark Rose, dei Blues Coun­try e di Enri­co Peduzzi. Per con­clud­ere poi con il gran con­cer­to in Vil­la, un trib­u­to ai Queen inter­pre­tati dal grup­po Opera. Un lun­go spet­ta­co­lo pirotec­ni­co ha poi mes­so il sig­illo su un even­to che ha riscon­tra­to la pre­sen­za di non meno di 50mila per­sone. Un momen­to di grande vis­i­bil­ità, dunque, per un vino che è indub­bi­a­mente la bandiera di uno splen­di­do ter­ri­to­rio a grande vocazione tur­is­ti­ca, basti pen­sare che — come ha ricorda­to sia il pres­i­dente del Con­sorzio tutela vino Bar­dolino, Giuseppe degli Alber­ti­ni, che il viti­coltore Gae­tano Zeni — van­ta una eccel­lente quo­ta di esportazione, pari al 70 per cen­to del­la pro­duzione, ind­i­riz­za­ta soprat­tut­to ver­so Ger­ma­nia, Fran­cia, Cana­da, Inghilter­ra, Svizzera, Sta­ti Uni­ti e Giap­pone. Un vino la cui pro­duzione è pas­sa­ta dai 21 mila ettolitri del 2000 ai 48 mila del 2005; vale a dire un quar­to dell’intera pro­duzione del­la denom­i­nazione, che com­prende anche il Bar­dolino e il Bar­dolino Supe­ri­ore Docg. I dati sono emer­si durante il con­veg­no «Il Bar­dolino Chiaret­to: una nuo­va rispos­ta», aper­to dal sin­da­co Pietro Meschi e dall’assessore al tur­is­mo Gabriele Zorzi, durante il quale lo psichi­a­tra e stori­co Luciano Bonuzzi ha par­la­to di «fres­chez­za e intim­ità a tavola», di un vino «cari­co di fas­ci­no» e ide­ale per «abbina­men­ti raf­fi­nati», il gior­nal­ista Luca Ros­set­ti ha affronta­to il tema «Voglia di leg­gerez­za? Le nuove dinamiche del con­suma­tore», il ris­tora­tore Clau­dio Rama ha offer­to la pro­pria let­tura cir­ca «La leg­gerez­za è una richi­es­ta per la ris­torazione». Con questo even­to, il Con­sorzio tutela vino Bar­dolino, la Stra­da del vino Bar­dolino e il Comune han­no cen­tra­to l’obiettivo di attrarre mag­giore atten­zione attorno a questo vino esti­vo di cui con­suma­tori, appas­sion­ati, ma anche esper­ti oper­a­tori, non han­no anco­ra colto tutte le potenzialità.

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