Riconoscimenti a Monico, Salvà, Porcellato e Panato. Danzi e Sala hanno salvato mamma marocchina e i suoi figli

Il Panathlon del Garda premia atleti ed «eroi»

02/04/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
g.b.

Il Panathlon del Gar­da ha inau­gu­ra­to l’anno di pres­i­den­za di Fran­co Busi­naro con una ser­a­ta in cui sono sta­ti con­seg­nati par­ti­co­lari riconosci­men­ti agli atleti Nives Mon­i­co, Fed­er­i­ca Salvà, Francesca Por­cel­la­to e Vla­di Pana­to e a Mau­ro Danzi e Aldo Sala, pro­tag­o­nisti lo scor­so 10 feb­braio del sal­vatag­gio di una mam­ma e dei suoi due bam­bi­ni fini­ti con la loro auto nelle acque del por­to di Peschiera. All’appuntamento han­no pre­so parte Gio­van­ni Ottoni, pres­i­dente del Coni di Tre­vi­so e neo elet­to gov­er­na­tore del pri­mo dis­tret­to vene­to del Panathlon inter­na­tion­al, Ren­zo Frances­chi­ni, sin­da­co di Lazise, Gior­gio Maria Cam­biè e Francesco Bion­dani pres­i­den­ti rispet­ti­va­mente del Rotary e del Lyons club del Gar­da veronese. «Nell’anno delle Olimpia­di», ha sot­to­lin­eato Busi­naro, «è nec­es­sario ritornare ai veri val­ori del­lo sport, a com­in­cia­re dal suo ruo­lo educa­ti­vo che può essere di grande aiu­to nel­la cresci­ta dei gio­vani. In ques­ta direzione van­no la gran parte dei nos­tri sforzi che, purtrop­po, non sem­pre rac­col­go­no l’attenzione dovu­ta». «Basti pen­sare al prob­le­ma dop­ing», ha ricorda­to il pres­i­dente. «Il Panathlon iniz­iò a par­larne dagli anni ’90 e cer­ta­mente pri­ma che scop­pi­assero gli scan­dali che han­no tra­volto dis­ci­pline e atleti: ma non per questo i nos­tri rap­p­re­sen­tan­ti nazion­ali sono chia­mati a pren­dere parte ai tan­ti dibat­ti­ti pub­bli­ci cui si dà sis­tem­ati­ca­mente vita dopo even­ti tragi­ci come, ulti­mo, la morte di Pan­tani. Dopo di che tut­to ricade nel silen­zio. Ma non la nos­tra attiv­ità, che con­tin­ua pref­er­en­do priv­i­le­gia­re gli sport poco conosciu­ti ma di spes­sore tra e per i più gio­vani: cito fra tut­ti il pre­mio «Sport e prof­it­to» che lo scor­so anno ha riguarda­to le arti marziali e che quest’anno andrà a gio­vani atleti del­la vela. La com­mis­sione è già al lavoro e siamo cer­ti che non si potrebbe con­tribuire meglio alla cel­e­brazione del 2004, che l’Unione euro­pea ha dec­re­ta­to anno del­l’e­d­u­cazione attra­ver­so lo sport». A Busi­naro ha fat­to eco il gov­er­na­tore Ottoni, ricor­dan­do che «lo sport è ormai sem­pre più spet­ta­co­lo: fa audi­ence ma non trasmette val­ori ed è questo che penal­iz­za il Panathlon; ma è pos­i­ti­vo che i gio­vani avvi­c­i­nati gra­zie alle tante inizia­tive che pro­muovi­amo chiedano e si inter­essi­no allo sport come diver­ti­men­to e parte­ci­pazione. E questo pre­mia anche la nos­tra polit­i­ca dei pic­coli pas­si». Busi­naro ha quin­di pre­mi­a­to, insieme agli ospi­ti, gi ex olimpi­oni­ci Nives Mon­i­co, parte del pri­mo equipag­gio fem­minile di vela a Seul; Fed­er­i­ca Salvà, velista agli ulti­mi Giochi olimpi­ci che oggi si ded­i­ca all’insegnamento ai più gio­vani; Francesca Por­cel­la­to che, come ha ricorda­to Busi­naro, «ha fat­to del­la sua dis­abil­ità uno stile di vita tan­to da mer­itare la nom­i­na ad atle­ta dell’anno». Un riconosci­men­to anche per Vla­di Pana­to «con­dan­na­to da un rego­la­men­to ingius­to che non ammette la sua dis­ci­plina tra quelle olimpiche ma che, forse anche per questo, è un cam­pi­one anco­ra più grande di altri». Infine è sta­to il momen­to di Mau­ro Danzi ed Aldo Sala, «che il Panathlon pre­mia per non dimen­ti­care: in un momen­to in cui la vita umana sem­bra non avere più val­ore e la lot­ta tra Ori­ente e Occi­dente si tinge di tan­to sangue, il loro gesto per sal­vare la vita di una famiglia di orig­ine marocchi­na assume anco­ra più val­ore», ha com­men­ta­to Busi­naro, «e ci fa ric­on­cil­iare con il sig­ni­fi­ca­to stes­so del­la vita».