Da domani tre giorni di sagra. Lunedì a Salionze la rievocazione dello storico incontro

Il Papa invita Attila a fermare gli Unni

Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo
Alessandro Foroni

Lunedì si ripeterà lo stori­co incon­tro fra Atti­la e papa Leone Mag­no, gra­zie alla rie­vo­cazione pre­vista a chiusura del­la tre giorni di sagra di Salionze. Sec­on­do gli abi­tan­ti del­la frazione, pro­prio qui, nel lon­tano 452 dopo Cristo, ci fu l’incontro tra il re degli Unni ed il pon­tefice, che era apposi­ta­mente venu­to al nord per tentare di arrestare l’avanzata delle armate di Atti­la. Da sem­pre ne è con­vin­to Gior­gio Van­del­li, un appas­sion­a­to cul­tore di sto­ria locale e di arche­olo­gia che nel 1980 ha lan­ci­a­to l’idea di ques­ta rie­vo­cazione e da tan­ti anni cer­ca le trac­ce del pas­sag­gio degli Unni sul ter­ri­to­rio. «Ora», rac­con­ta Van­del­li, «mi sono sposta­to anche oltre il Min­cio per cer­care di indi­vid­uare il per­cor­so fat­to da Atti­la in direzione di Lona­to. Per­ché, a quan­to pare, il re degli Unni tornò sui suoi pas­si dopo aver rag­giun­to e Pavia e a Salionze aspet­tò il papa che arriva­va da Man­to­va». Allo­ra c’è anche la pos­si­bil­ità che l’incontro sia avvenu­to a Gov­er­nolo, come sosten­gono i man­to­vani? «Non cre­do pro­prio», con­tin­ua, «per­ché non c’è una tradizione anti­ca in tal sen­so, men­tre noi abbi­amo parec­chi indizi che si ripetono nel cor­so dei sec­oli e sap­pi­amo con certez­za dai com­men­ta­tori del tem­po, come lo stori­co goto Gior­dane, che Atti­la ama­va le posizioni più alte, che garan­ti­vano il con­trol­lo del­la situ­azione. Vis­to che il re degli Unni vol­e­va lo scran­no più alto a tavola o la ten­da più alta, siamo por­tati a pen­sare che il pun­to prob­a­bile dell’incontro sia dove c’è la croce, dal quale si domi­na­va la val­la­ta». Il papa avrebbe quin­di rag­giun­to il Min­cio e l’avrebbe guada­to all’altezza di Pon­ti, in un luo­go uti­liz­za­to fino a pochi decen­ni fa per l’attraversamento con le barche. Cos’era allo­ra Salionze? «I vec­chi dicono», dichiara Van­del­li, «che anti­ca­mente l’abitato di Salionze era sul fiume, dove c’erano anche i muli­ni, men­tre sicu­ra­mente il cen­tro di rifer­i­men­to del­la zona era allo­ra Mon­zam­bano. Per saperne di più bisognerebbe scav­are intorno al rud­ere di una chieset­ta pos­ta vici­no alla cen­trale ter­moelet­tri­ca, che alcu­ni dicono con­tenga un affres­co di San Leone». Pro­prio basan­dosi sul legame tra la spon­da man­to­vana e quel­la veronese, il vul­cani­co Van­del­li ave­va lavo­ra­to inizial­mente per pro­porre una rie­vo­cazione sicu­ra­mente di forte impat­to. «Ai pon­tirole­si», dice, «sarebbe toc­ca­to orga­niz­zare il cor­teo papale, men­tre ai salionze­si di rap­p­re­sentare l’orda degli Unni. I pri­mi avreb­bero dovu­to attra­ver­sare il Min­cio con i loro abiti bianchi e le fiac­cole per arrivare a fron­teggia­re Atti­la. Mag­a­ri sarebbe sta­ta pos­si­bile anche una col­lab­o­razione con il genio di Peschiera che, peri­odica­mente, ripristi­na­va in eserci­tazione il col­lega­men­to tra le due sponde». Anche quest’anno, invece, la rap­p­re­sen­tazione si farà tut­ta sul­la spon­da di Salionze. Gli Unni si accam­per­an­no a poca dis­tan­za dal­la croce di pietra che ricor­da la loro cala­ta, men­tre un coro can­terà alcune delle arie più note dell’Attila di . Ad un cer­to pun­to si scorg­erà da lon­tano un lun­go cor­teo di per­sone ves­tite di bian­co: i cris­tiani, gui­dati dal papa che imbraccierà la croce come ulti­mo balu­ar­do. Atti­la ed il papa par­lot­ter­an­no ed al ter­mine del col­lo­quio il re unno spezzerà la frec­cia in seg­no di rin­un­cia a pros­eguire ver­so Roma. La fes­ta con­tin­uerà nell’accampamento unno, ed a chi­ud­ere la ser­a­ta saran­no i fuochi d’artificio. Se poi Atti­la fos­se crudele e don­naio­lo, vero e pro­prio «fla­gel­lum dei», o sag­gio e mite, come è dip­in­to nel­la leggen­da got­i­ca e nel­la let­ter­atu­ra ungherese, toc­ca agli stori­ci appu­rar­lo. La tradizione vuole che solo i san­ti potessero fer­mar­lo, come san Lupo a Troyes o san Leone Mag­no a Salionze. E si nar­ra che, inter­roga­to più tar­di sul moti­vo di ques­ta con­ces­sione al papa, Atti­la abbia rispos­to di aver vis­to, a fian­co del grande pon­tefice, un altro per­son­ag­gio in abiti sac­er­do­tali e con una spa­da nel­la mano che lo minac­cia­va di morte qualo­ra non avesse riti­ra­to le sue truppe.

Parole chiave: -