Sei paesi studiano la proposta del professor Brogiolo. Bardolino e Garda, già insieme nel progetto Adelaide ’99, saranno affiancati anche da Lazise, Torri, Cavaion e Costermano

Il parco archeologico trova nuove alleanze

16/05/2001 in Avvenimenti
Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

Gli ammin­is­tra­tori del­la riv­iera e dell’entroterra sono sta­ti pre­si da una nuo­va pas­sione: l’archeologia. Durante un recente incon­tro nel­la sala con­sil­iare di Gar­da, i rap­p­re­sen­tan­ti del cen­tro ospi­tante (il sin­da­co Gior­gio Comenci­ni e Fabio Gag­gia) e dei vici­ni comu­ni di Lazise, , Cavaion Veronese, Coster­mano e Tor­ri (rispet­ti­va­mente Ser­gio Mar­coni, Romano Brus­co, Gian­car­lo Sabai­ni, Fioren­zo Loren­zi­ni e Alber­to Vedovel­li) han­no espres­so la disponi­bil­ità di dar vita a un inno­v­a­ti­vo par­co mul­ti­tem­ati­co che ha nel­la ricer­ca arche­o­log­i­ca il pro­prio bari­cen­tro. A illus­trare la pro­pos­ta è sta­to il pro­fes­sor Gian Pietro Bro­gi­o­lo, l’archeologo che gui­da le ricerche sul­la Roc­ca e nelle aree vicine nell’ambito del prog­et­to Ade­laide ’99, finanzi­a­to dai comu­ni di Gar­da e Bar­dolino e dall’amministrazione provin­ciale di Verona. Era­no pre­sen­ti anche la diret­trice del di sto­ria nat­u­rale di Verona, Alessan­dra Aspes, l’ispettore del­la Soprint­en­den­za arche­o­log­i­ca Luciano Salzani e il com­mis­sario dell’azienda di pro­mozione tur­is­ti­ca del­la Riv­iera degli Olivi Mar­co Zaninel­li. Ma che cos’ha di tan­to affasci­nante il piano del pro­fes­sor Bro­gi­o­lo? «In ques­ta zona», ha spie­ga­to l’archeologo, «ci sono le pre­messe per pas­sare dal­la ricer­ca alla val­oriz­zazione del pat­ri­mo­nio stori­co, inter­es­san­do quel 20–30 per cen­to di tur­is­mo sen­si­bile ai richi­a­mi del ter­ri­to­rio. Siamo abit­uati a pen­sare ad un come una strut­tura chiusa, vis­itabile ad orari, men­tre qui pun­ti­amo ad un par­co aper­to, attra­ver­so un prog­et­to real­iz­z­abile per seg­men­ti, con la com­parte­ci­pazione di pub­bli­co e pri­va­to». E così si potrà ad esem­pio pro­porre la val­oriz­zazione del­la Roc­ca, col restau­ro delle mura­ture altome­dievali, un itin­er­ario arche­o­logi­co, una serie di per­cor­si che pog­gi­no sull’ambiente, sull’archeologia o sulle gal­lerie del­la Grande Guer­ra. Altri itin­er­ari potreb­bero attra­ver­sare i cen­tri stori­ci: «A Bar­dolino, Gar­da, Tor­ri e Lazise esistono edi­fi­ci medievali che, restau­rati, non han­no con­fron­to per quan­tità e qual­ità con altre aree del Veronese», ha osser­va­to Bro­gi­o­lo. Un trac­cia­to potrebbe riferir­si alle inci­sioni rupestri fra Gar­da e Tor­ri. Un’altra ipote­si riguar­da la ricostruzione mul­ti­me­di­ale dell’assetto dell’area in età romana, epoca del­la quale restano in zona trac­ce con­sis­ten­ti. Poi ecco gli itin­er­ari reli­giosi, oppure quel­li di inter­esse nat­u­ral­is­ti­co, per pas­sare infine ai richi­a­mi enogas­tro­nomi­ci. Dagli ammin­is­tra­tori locali è venu­to un gen­erale con­sen­so. Nascerà dunque questo par­co? Vedremo: la stra­da da per­cor­rere è mol­ta, soprat­tut­to per arrivare al coin­vol­gi­men­to dei pri­vati. Intan­to ripor­ti­amo almeno la bat­tuta di Romano Brus­co, che ha ricorda­to come il prog­et­to Ade­laide ’99 abbia per­me­s­so di vedere fian­co a fian­co Gar­da e Bar­dolino, rib­al­tan­do vec­chie ten­sioni cam­panilis­tiche: «Devo ammet­tere che da buon bar­do­linese», ha det­to scher­zosa­mente, «ho sem­pre avu­to qualche dif­fi­coltà ad attra­ver­sare il con­fine. Forse è un mira­co­lo di san­ta Ade­laide che ci ha mes­so assieme».

Parole chiave: -