Disegnato dal grande Porcinai, rischia di venire presto cancellato

Il Parco della Rocca, gioiello da salvare

10/09/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Porci­nai, chi era cos­tui? Alla qua­si total­ità dei rivani questo nome non dirà asso­lu­ta­mente nul­la, anche se sen­za dub­bio si sono ritrovati spes­so a passeg­gia­re in una delle sue opere. Pietro Porci­nai, infat­ti, mas­si­mo pae­sag­gista ital­iano, è colui che nel lon­tan­to 1964 prog­et­tò il Par­co del­la Roc­ca. Una per­son­al­ità indis­cus­sa, la sua, che seppe coni­u­gare architet­tura, natu­ra e inno­vazione e che è sta­ta cel­e­bra­ta nel numero di luglio del men­sile «Gar­de­nia», vera e pro­pria Bib­bia per chi­unque, hob­bisti e pro­fes­sion­isti, abbia a che fare con fiori, piante, orti e giardini.Un ampio servizio, quel­lo ded­i­ca­to a Porci­nai da «Gar­de­nia», nel quale viene trac­cia­to un ritrat­to di questo “mae­stro del pae­sag­gio”, toscano, classe 1910, scom­par­so nel 1986. Una car­ri­era lun­ga ses­san­t’an­ni, che ha vis­to la real­iz­zazione di ben 1318 prog­et­ti in tut­to il mon­do e la cui eccezion­al­ità qual­i­ta­ti­va è riconosci­u­ta unanime­mente a liv­el­lo internazionale.Ci sareb­bero tut­ti i motivi per andare fieri del fat­to che il Par­co del­la Roc­ca è opera di un sim­i­le genio, insom­ma, se non fos­se che pro­prio quel­l’area verde rischia conc­re­ta­mente di essere dis­trut­ta e di las­cia­re il pos­to a quan­to pre­vis­to nel prog­et­to del­l’ar­chitet­to rovere­tano San­dro Aita, a cui l’uf­fi­cio Beni Mon­u­men­tali del­la Provin­cia ha affida­to il com­pi­to di rior­ga­niz­zazione del par­co. Un vero e pro­prio delit­to, dunque, pur con il mas­si­mo rispet­to per la pro­fes­sion­al­ità e per la bravu­ra di Aita. «Pro­prio per cer­care di evitare ques­ta even­tu­al­ità — spie­ga Pao­lo Mat­teot­ti, respon­s­abile del­la com­mis­sione comu­nale per il verde pub­bli­co al quale abbi­amo seg­nala­to il servizio su Porci­nai — nel­l’ot­to­bre 1998, il con­siglio comu­nale voto all’u­na­nim­ità una mozione in cui s’in­vi­ta­vano gli organi com­pe­ten­ti provin­ciali a riflet­tere sul­la deci­sione di can­cel­lare l’opera di Porci­nai e ad acquisire i pareri d’as­so­ci­azioni inter­es­sate a parchi e gia­r­di­ni stori­ci, ad esem­pio Italia Nos­tra e il . L’al­lo­ra sin­da­co Moli­nari inoltrò il doc­u­men­to, ma Tren­to rispose che il Par­co del­la Roc­ca era un’­opera minore e che non ser­vi­va il con­siglio di nes­sun esper­to per pro­cedere con il nuo­vo prog­et­to. Una pre­sa di posizione dis­cutibile anche dal pun­to di vista eco­nom­i­co: per real­iz­zare un par­co ex novo si dovran­no sbor­sare cir­ca 500 mil­ioni men­tre per rimet­tere a nuo­vo quan­to con­cepi­to da un mae­stro come Porci­nai potreb­bero bastare poche decine di mil­ioni. Sen­za con­tare che, se ben pub­bli­ciz­za­to, il Par­co del­la Roc­ca potrebbe diventare meta di vis­ite da parte di scuole e di stu­den­ti d’ar­chitet­tura. L’opera del grande pae­sag­gista fiorenti­no, infat­ti, è ogget­to di stu­dio nelle ital­iane, ma anche in quelle straniere dove gli furono sem­pre attribuiti pres­ti­giosi riconoscimenti».Il prog­et­to, però, è ormai in fase esec­u­ti­va e i lavori dovreb­bero par­tire fra qualche mese: cosa pen­sate di fare? «Cre­do — con­clude Mat­teot­ti — che nul­la impedis­ca di fer­mar­si a riflet­tere e mag­a­ri ad evitare di com­piere un imper­don­abile scempio».

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