Proseguono le reazioni dopo l’inserimento del Monte Baldo nell’elenco delle aree da proteggere già approvato dal Senato

«Il parco farà bene all’economia»

14/10/2000 in Avvenimenti
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Francesca Mazzola

Nes­sun dis­as­tro per l’economia. Al con­trario, la nasci­ta del par­co nazionale del fun­zion­erà da freno allo spopo­la­men­to e da propul­sore per una ripresa nel­la quale in molti sper­a­no ma che ad oggi non è anco­ra inizia­ta. Legam­bi­ente non ci sta ad aval­lare in silen­zio le pre­oc­cu­pazioni espresse nei giorni scor­si dall’assessore alle politiche mon­tane del­la Provin­cia Mar­co Truz­zoli e dal par­la­mentare di An Alber­to Gior­get­ti e con­tro­bat­te pun­to per pun­to a chi vede nell’istituzione di un’area di sal­va­guardia ambi­en­tale una vera e pro­pria minac­cia. «Innanz­i­tut­to la lista prodot­ta dal Sen­a­to non nasce dal nul­la. Di un par­co del Bal­do si par­la da oltre vent’anni», pun­tu­al­iz­za Michele Bertuc­co, pres­i­dente dell’associazione, «e la sua real­iz­zazione è pre­vista anche nel Piano ter­ri­to­ri­ale regionale di coor­di­na­men­to approva­to nel 1992. Purtrop­po delle 13 aree tra parchi e ris­erve approvate in quel testo non ne è sta­ta cre­a­ta nem­meno una, con eccezione del par­co del delta del Po, che tut­tavia nel­la sua attuazione è sta­to snat­u­ra­to». Legam­bi­ente cita inoltre la legge quadro 394 del 1991 che rego­la­men­ta i parchi; ques­ta fis­sa una stret­ta col­lab­o­razione tra Regione e comu­nità locali nell’iter di isti­tuzione del par­co e prevede inoltre adeguati finanzi­a­men­ti per la loro ges­tione. «Insom­ma, non capis­co tan­ta pre­oc­cu­pazione, dal momen­to che il prog­et­to di legge del Sen­a­to con­tiene soltan­to un’indicazione e nes­sun provved­i­men­to cala­to dall’alto», affer­ma Bertucco.

Parole chiave: