Nel piano territoriale uno studio sulle colline moreniche. Gelmini: «L’aeroporto voláno per il turismo»

«Il parco? Una buona idea»

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

È des­ti­na­to a divenire un lon­tano ricor­do il lun­go e acci­den­ta­to per­cor­so pri­ma che un piano rego­la­tore ven­ga approva­to. D’o­ra in avan­ti un Comune se lo vedrà approvare in pochissi­mo tem­po, dici­amo in tem­pi più ragionevoli. È ques­ta almeno la promes­sa di Maria Stel­la Gelmi­ni, desen­zanese, asses­sore provin­ciale all’Ur­ban­is­ti­ca ed ai parchi, e con­sigliere comu­nale di mino­ran­za nel­la sua cit­tà. In un’in­ter­vista rilas­ci­a­ta l’e­spo­nente di Forza Italia las­cia, inoltre, inten­dere che nel prossi­mo piano ter­ri­to­ri­ale di coor­di­na­men­to provin­ciale, più noto con la sigla Ptcp, «ver­rà real­iz­za­to uno stu­dio di svilup­po inte­gra­to del­l’area delle colline moreniche». Insom­ma, la filosofia di Maria Stel­la Gelmi­ni, che ver­rà recepi­ta (questo, almeno, spera quel­la parte del­la popo­lazione a cui sta a cuore l’am­bi­ente) nel piano, è di «con­ser­vare la natu­ra e il pae­sag­gio del lago di Gar­da per­chè, in caso con­trario, il tur­is­mo diven­terebbe più povero». E fa anche una con­sid­er­azione se vogliamo scon­ta­ta, ma su cui gli oper­a­tori tur­is­ti­ci e gli ammin­is­tra­tori locali dovreb­bero riflet­tere. Un tur­ista se oggi sceglie la riv­iera, dice Gelmi­ni, è per­chè da lei riceve una serie di servizi ma, soprat­tut­to, la qui­ete e un ambi­ente tut­to som­ma­to in buone con­dizioni. Ma se un giorno dovesse con­vi­vere, anche nelle due set­ti­mane di vacanze, con il caos del traf­fi­co, con i parcheg­gi stra­col­mi, con le spi­agge e le acque inquinate, con decine di res­i­dence sul litorale, allo­ra se ne andrebbe dirit­to ver­so la riv­iera romag­no­la. Il per­chè è sem­pli­cis­si­mo: a Rim­i­ni o a Cese­n­ati­co il cos­to per un tur­ista è decisa­mente infe­ri­ore a quel­lo del lago di Gar­da. Sen­za ris­chio di essere smen­ti­ti. Ma tor­ni­amo ai piani rego­la­tori: di che cosa si trat­ta, asses­sore? «Il nuo­vo piano ter­ri­to­ri­ale provin­ciale avrà un’­ef­fi­ca­cia notevolis­si­ma per i Comu­ni. Una vol­ta adot­ta­to dal con­siglio provin­ciale ed approva­to dal­la Regione, i piani rego­la­tori non dovran­no essere trasmes­si la sec­on­da vol­ta dal Pirellone, ma ver­ran­no approvati dal­lo stes­so Comune pre­vio ver­i­fi­ca di com­pat­i­bil­ità con il piano provin­ciale. Insom­ma, tem­pi dimez­za­ti». Quan­do pre­sen­terà il piano in aula? «Il prog­et­to pre­lim­inare è già pron­to, quel­lo defin­i­ti­vo ver­rà deposi­ta­to nel giro di alcu­ni mesi». Quale sarà la filosofia di questo piano? «Innanzi tut­to — riprende Maria Stel­la Gelmi­ni — rap­p­re­sen­ta una pic­co­la riv­o­luzione in cam­po urban­is­ti­co per l’ac­cel­er­azione dei tem­pi di approvazione dei prg, poi per­chè intro­duce l’ele­men­to qual­i­ta­ti­vo, ovvero una val­u­tazione pae­sis­ti­ca del ter­ri­to­rio quale pre­con­dizione delle scelte. Che cosa vuol dire? Che — con­tin­ua l’asses­sore provin­ciale — pri­ma di oper­are una scelta urban­is­ti­ca si impone una val­u­tazione del pae­sag­gio, per­chè questo piano ter­ri­to­ri­ale, in fon­do, è uno stru­men­to di tutela e di val­oriz­zazione. Non ci sarà alcu­na impo­sizione di vin­coli, il piano deve par­tire dal bas­so, cioè dai Comu­ni, che ver­ran­no invi­tati ad un tavo­lo di stu­dio e con­fron­to. Non vogliamo mor tifi­care gli enti locali. Tut­tavia, a loro ver­rà det­to di non costru­ire più in certe aree, per­chè lo svilup­po eco­nom­i­co del lago di Gar­da e, deve restare, tur­is­ti­co, com­mer­ciale e arti­gianale». E su questo svilup­po mira­to Maria Stel­la Gelmi­ni intro­duce un altro dis­cor­so: quel­lo dei col­lega­men­ti con il D’An­nun­zio. Che cosa si può fare per lo svilup­po del­lo sca­lo in chi­ave tur­is­ti­ca? «La riv­iera del Gar­da deve sfruttare al meglio il col­lega­men­to aero­por­tuale con lo sca­lo di Mon­tichiari e per far ciò deve essere real­iz­za­to un piano urban­is­ti­co in cui nor­mare con pre­ci­sione l’u­ti­liz­zo delle aree vicine, occu­pan­dosi anche del rilan­cio socio-eco­nom­i­co del­l’aero­por­to. I poli indus­tri­ali ed arti­gianali ver­ran­no con­cer­tati con la Provin­cia». Gli iper­me­r­cati: un tas­to dolente e di con­tin­ua dis­cus­sione. Cosa ci può dire? «La ten­den­za è anco­ra in cresci­ta, ma bisogna pen­sare — ammette l’asses­sore — al pic­co­lo terziario, altri­men­ti si svuoter­an­no i cen­tri stori­ci e si penal­izzer­an­no i negozianti. Dovre­mo quin­di con­cen­trare i futuri cen­tri com­mer­ciali solo dove non ce ne siano e in numero ridot­to, men­tre i pic­coli com­mer­cianti dovran­no essere incor­ag­giati a diver­si­fi­care i loro generi in ven­di­ta pun­tan­do ai locali». Nel­la zona delle bres­ciano ci saran­no degli inter­ven­ti? «Il pro­gram­ma di svilup­po strate­gi­co del­la zona si arti­col­erà lun­go due filoni di stu­dio: di natu­ra pae­sis­ti­ca, stor­i­ca ed ambi­en­tale e di natu­ra eco­nom­i­ca e sociale, con uno svilup­po che val­orizzi le pecu­liar­ità delle colline moreniche e adeagua­to alle ten­den­ze evo­lu­tive». Il prog­et­to riguar­da i Comu­ni del Gar­da bres­ciano e del suo entroter­ra da Sirmione a Gavar­do pas­san­do per Lona­to e la Valte­n­e­si, infine l’al­to man­to­vano. Sui parchi l’asses­sore Gelmi­ni per ora si limi­ta soltan­to a con­fer­mare quel­lo esistente del­la . «Sti­amo pun­tan­do a cer­ti­fi­care le com­po­nen­ti nat­u­ral­is­tiche dei parchi per ottenere degli impor­tan­ti fon­di europei: se dovessero essere accolte le pro­poste del­la Provin­cia, allo­ra arrivereb­bero delle ottime risorse eco­nomiche».