La chiesa ha bisogno di interventi urgenti di ristrutturazione

Il parroco bussa in Regione «E i 400 milioni promessi?»

Di Luca Delpozzo
Polpenazze del Garda

La par­roc­chia di san­ta Maria Bam­bi­na di Polpe­nazze avan­za un sostanzioso cred­i­to dal­la : sol­di che dove­vano servire per i lavori di ristrut­turazione del­la chiesa, poco più di 400 mil­ioni di vec­chie lire, e la cui asseg­nazione è già sta­ta ogget­to nel 2000 di una pub­bli­cazione in Gazzetta Uffi­ciale. Da allo­ra, però, il con­trib­u­to stanzi­a­to a favore dell’edificio di cul­to che troneg­gia nel­la piaz­za cen­trale di Polpe­nazze non si è saputo più nul­la. «Ci siamo riv­olti a tut­ti i san­ti — dice scherzan­do ma non trop­po don Rober­to, par­ro­co del paese — Purtrop­po sem­bra che la man­ca­ta erogazione dipen­da dai prob­le­mi rel­a­tivi ai prob­le­mi di decen­tra­men­to di alcu­ni fon­di statali nei quali pare sia com­pre­so anche il nos­tro con­trib­u­to. Insom­ma, sem­bra pro­prio che non resti che atten­dere». Quei sol­di servireb­bero a don Rober­to per com­pletare l’ambizioso prog­et­to di ristrut­turazione del­la chiesa, che risale alla fine del 1500, avvi­a­to lo scor­so novem­bre a causa di prob­le­mi rel­a­tivi ad infil­trazioni di acqua dal tet­to che col tem­po ave­vano accen­tu­a­to la pro­pria grav­ità. Per dare il via ai lavori il par­ro­co non pote­va cer­to atten­dere il sosteg­no eco­nom­i­co delle isti­tuzioni: ha mes­so mano al con­to cor­rente del­la par­roc­chia con le offerte dei fedeli, è rius­ci­to ad ottenere un con­trib­u­to dal­la Con­feren­za Epis­co­pale Ital­iana dai fon­di dell’otto per mille, ha avu­to con­tribu­ti sia dal­la Carip­lo che dall’amministrazione comu­nale. Alla fine, la som­ma rac­col­ta arriva­va al tet­to dei 750 mil­ioni di vec­chie lire: quan­to bas­ta­va per tut­ti gli inter­ven­ti più urgen­ti. Poi, ad un paio di mesi dall’inizio del rifaci­men­to del tet­to, una scop­er­ta tutt’altro che piacev­ole: la fac­cia­ta del­la chiesa era stac­ca­ta di ben otto cen­timetri dal cor­po dell’edificio. «Abbi­amo chiesto una con­sulen­za ad un ingeg­nere spe­cial­iz­za­to dell’ di — spie­ga don Rober­to — Pare che il fenom­e­no sia sta­to causato prin­ci­pal­mente dalle infil­trazioni sot­ter­ra­nee di acqua, ma anche dal ven­to e dalle opere pub­bliche di asfal­tatu­ra e di real­iz­zazione delle fog­na­ture. Il tec­ni­co ha prospet­ta­to una soluzione non riso­lu­ti­va, ma l’unica pos­si­bile per ral­lentare il fenom­e­no: l’aggancio del­la fac­cia­ta al cor­po cen­trale tramite anche la cos­ti­tuzione di nuove basi di acciaio. Nat­u­ral­mente questo inter­ven­to ha pesato non poco sul bud­get che ave­va­mo pre­vis­to, man­dan­do un po’ all’aria tut­ti i nos­tri piani». Nel­la lista dei lavori da fare restano infat­ti i lavori di rifaci­men­to del­la casa del sacrestano, la mes­sa a nor­ma dell’impianto elet­tri­co, gli inter­ven­ti per bloc­care l’umidità da risali­ta. Come non bas­tasse, ci si è mes­sa anche la ter­ri­bile grand­i­na­ta del quat­tro agos­to, che ha buca­to e manda­to in fran­tu­mi tutte le vetrate prin­ci­pali. «Siamo assi­cu­rati — spie­ga don Rober­to — ma purtrop­po il tipo di poliz­za stip­u­la­to non prevede­va la cop­er­tu­ra di questo tipo di infor­tu­nio. Che ora tor­na a pesare sui nos­tri con­ti». Insom­ma, quei sol­di del­la Regione ora alla par­roc­chia di Polpe­nazze fareb­bero davvero como­do. E lui, don Rober­to, è ora inten­zion­a­to a fare un po’ di rumore nel­la sper­an­za che si muo­va qual­cosa. «Non dimen­tichi­amo che non sti­amo par­lan­do di un edi­fi­cio qualunque — ricor­da — La nos­tra chiesa è vin­co­la­ta dal­la legge 1089 sui beni architet­toni­ci. I recen­ti lavori sono sta­ti con­cor­dati e super­vi­sion­ati dal­la Sovrin­ten­den­za alle Belle Arti nonchè dal diret­tore dell’Ufficio Beni Cul­tur­ali del­la Curia di Verona. Questo è un pat­ri­mo­nio stori­co, che va salvaguardato».