Don Sergio Formigari lancia una singolare sfida per l’inaugurazione del nuovo impianto di Lugana

Il parroco: «Se ti batto a bocce devi venire a messa tutto l’anno»

09/05/2002 in Curiosità
Di Luca Delpozzo
Sirmione

L’appuntamento è per domeni­ca alle 16 al nuo­vo boc­cio­dro­mo di Lugana. Tifosi già trep­i­dan­ti. Sfi­dan­ti, uno almeno, che si allenano tut­ti i pomerig­gi. Aria car­i­ca di ten­sione, al bar del­la piaz­za non si par­la d’altro, sul sagra­to del­la chiesa c’è chi ammette di entrare a pre­gare San­ta Maria Imma­co­la­ta per­ché fac­cia il mira­co­lo: «Bisogna che vin­ca il don, è per una buona causa». Il paese — 3.000 ani­me coin­volte dal tête a tête ago­nis­ti­co tra il par­ro­co Ser­gio Formi­gari e Mario Mason pecorel­la smar­ri­ta — con­ta i giorni, fà pronos­ti­ci, scom­mette, sor­ride e spera che tan­ta inqui­eta atte­sa sia fori­era di buone notizie: i sosten­i­tori di Mario si augu­ra­no che il prete sia scon­fit­to e offra così da bere a tut­ti, come promes­so; i dis­ce­poli del don sog­nano invece che sia lui a vin­cere e che Mario si pre­sen­ti, ogni domeni­ca, pun­tuale alla mes­sa per un anno. La pos­ta in gio­co è alta. Una scommes­sa alla Pep­pone e don Camil­lo trasferi­ta diret­ta­mente sulle rive del Gar­da per inizia­ti­va di un sac­er­dote veronese, nato a San­guinet­to e cresci­u­to a Casa­le­one, trasfer­i­to a Lugana sei anni fa e da allo­ra impeg­na­to a ten­er viva la fede del­la comu­nità. A modo suo, don Ser­gio cer­ca di «unire l’utile al dilet­tev­ole» e crede «di rius­cir­ci bene», spie­ga sedu­to nel suo uffi­cio dove il tele­fono non smette di squil­lare e i col­lab­o­ra­tori pas­torali sono indaf­farati nell’organizzare la fes­ta di domeni­ca, «pen­so di aver trova­to la maniera gius­ta per comu­ni­care con la gente e avvic­i­narla ai sacra­men­ti». «Oh, sia chiaro» pre­cisa il prete-sporti­vo «io tut­to questo, la par­ti­ta a boc­ce col Mario, la fac­cio con spir­i­to di servizio mica per­ché mi inter­es­sa vin­cere la sfi­da o far par­lare di me. Per car­ità, qua la fac­cen­da è un’altra: se a mes­sa i miei par­roc­chi­ani non ven­gono con­vin­ti, scant­o­nano una domeni­ca no e quat­tro sì o non met­tono per niente piede in chiesa, allo­ra so io quali tasti toc­care per scrol­lar­li: conosco, ahi loro , gli argo­men­ti ai quali sono più sen­si­bili, bas­ta toc­car­li lì, sul vivo…». Mario è, per esem­pio, un appas­sion­a­to, accan­i­to, vin­cente gio­ca­tore di boc­ce. Il nuo­vo cam­po, che appun­to sarà inau­gu­ra­to domeni­ca, è a pochi metri da casa sua. Ci pas­sa tut­to il tem­po libero, «anche la domeni­ca mat­ti­na» rim­provera sim­pati­ca­mente il don, «quan­do dovrebbe invece essere in chiesa con sua moglie che è un’attivista del­la par­roc­chia. Mac­ché, non c’è ver­so di portarce­lo. Lui, a modo suo, crede, non è ateo, quel­lo no, ma evi­den­te­mente le mie prediche lo annoiano, forse le tro­va inutili, o sem­plice­mente è uno dei tan­ti che, sen­za moti­vo, non prat­i­ca. Allo­ra», va avan­ti a rac­con­tare il prete veronese, «lo scor­so set­tem­bre durante un pran­zo orga­niz­za­to in ora­to­rio per ringraziare i 150 col­lab­o­ra­tori delle Feste Car­i­tas, era pre­sente anche il sin­da­co di Sirmione Mau­r­izio Fer­rari e c’era anche Mario, m’è venu­ta la bril­lante idea. Si parla­va appun­to del nuo­vo boc­cio­dro­mo e lì, tra uno scher­zo e l’altro, gli ho but­ta­to l’idea: Mario caro, gli ho det­to, ti sfi­do sul cam­po, se vin­co ti voglio vedere per un anno intero tutte le domeniche sedu­to sui pri­mi banchi, se ci stai pren­di­amo due pic­cioni con una fava, ti va? Man­co a dir­lo, solo a sen­tir par­lare di boc­ce gli si sono illu­mi­nati gli occhi, ha accetta­to sen­za tan­to pen­sar­ci e ha rilan­ci­a­to la pro­pos­ta: va bene, mi ha rispos­to, però se vin­co io tu offri da bere a tut­ti quel­li che quel giorno saran­no pre­sen­ti all’inaugurazione, cioè il paese intero». Stret­ta di mano e accor­do siglato alla pre­sen­za di numerosi tes­ti­moni che da allo­ra atten­dono impazi­en­ti il fatidi­co 12 mag­gio, chi a sosteg­no del don chi invece dell’amico aller­gi­co agli altari, che nel frat­tem­po tiene allena­to il brac­cio tut­ti i pomerig­gi. «Ah, ci sarà anche un arbi­tro super part es : Pietro Sar­tori, diret­tore del­la coop­er­a­ti­va net­turbi­ni di Sirmione, ha giu­ra­to che sarà imparziale e dirigerà il gio­co con mas­si­ma pro­fes­sion­al­ità… qua non si scherza, c’è in bal­lo la tutela del sacro, mica roba da poco!». Visi­ta al boc­cio­dro­mo (con Mario che scap­pa per non rilas­cia­re dichiarazioni) e di nuo­vo in canon­i­ca dal sac­er­dote tut­to fare. «Se serve così poco per fare il bene del­la chiesa» si fa serio il don Camil­lo del Gar­da, «sono dis­pos­to a sfi­dare ogni giorno un dis­si­dente e a rimanere in braghe di tela a forza di offrire aper­i­tivi; se però riesco, con ques­ta maniera scher­zosa, a riem­pire la chiesa, allo­ra è una doppia vit­to­ria e non mi pre­oc­cupo se i meto­di sono poco orto­dos­si e poco for­mali. Ai miei par­roc­chi­ani ten­go, sono brave per­sone, un po’ pigri al richi­amo delle cam­pane ma sono con­vin­to che con le buone rius­cirò a far loro osser­vare le feste coman­date. Anzi, lan­cio il mes­sag­gio agli ami­ci di Mario, che so essere dif­fi­den­ti quan­to lui: se volete affron­to a duel­lo pure voi, ogget­to del­la scommes­sa è sem­pre il soli­to anno di prat­i­ca domeni­cale. Avan­ti, accet­to prenotazioni».