Il primo round della sfida tra i barconi storici del lago ha visto una velocissima regata tra Malcesine e San Vigilio

Il pelèr favorisce il San Nicolò

26/09/2004 in Sport
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Di Luca Delpozzo

Una parten­za lan­ci­a­ta, una fuga a 15 nodi e per il San Nicolò di è diven­ta­to, ieri mat­ti­na, un gio­co da ragazzi aggiu­di­car­si il pri­mo round del­la gara revival tra i bar­coni del Gar­da. Per la Sio­ra Veron­i­ca dell’imprenditore altotesino Hans Ren­ner scat­ta oggi la pos­si­bile riv­inci­ta per­cor­ren­do, ques­ta vol­ta al con­trario, il tragit­to da San Vig­ilio a Mal­ce­sine. Non s’illude l’armatore del bial­bero di 24 metri e dal­la staz­za ben supe­ri­ore al più leg­gero San Nicolò, bar­cone di 16 metri per 20 ton­nel­late dell’agenzia Euro­plan. «Come prevede­vo sono più veloci», abboz­za con il sor­riso sulle lab­bra poco dopo mez­zo­giorno nel por­to di Bar­dolino lo sporti­vo Ren­ner. Come il suo equipag­gio, com­pos­to dal­la moglie Anna, da Mat­teo Andreis (vice cap­i­tano), Car­lo Buniot­to (prodiere), Arduino Bar­i­on (prodiere), Tina Vente e Har­ald Moser (tec­ni­ci), indos­sa la magli­et­ta cel­e­bra­ti­va delle rega­ta con la scrit­ta «E chi s’è vis­to s’è vis­to». In effet­ti la Sio­ra Veron­i­ca ieri, dopo la parten­za data alle 9 a Mal­ce­sine dagli uomi­ni del­la Fraglia del­la vela, ha qua­si subito per­so di vista il San Nicolò, abile a sfruttare al mas­si­mo il pelèr, il ven­to che da nord sof­fia ver­so sud. Un van­tag­gio via via aumen­ta­to, tan­to che a bor­do del bar­cone, anco­ra pri­ma del­la vista di Castel­let­to, il cam­busiere Ari Ari­et­ti ha stap­pa­to la pri­ma bot­tiglia di Soave segui­ta da uno spuman­ti­no friz­zante. Una mossa tat­ti­ca, sem­bra, per alleg­gerire il cari­co del­la for­ni­ta sti­va. Un fuori pro­gram­ma par­ti­co­lar­mente apprez­za­to dall’intero equipag­gio, dal sin­da­co di Bar­dolino Pietro Meschi e dal sot­toseg­re­tario alle riforme isti­tuzion­ali Aldo Branch­er a bor­do per difend­ere i col­ori gial­loblù. Entu­si­as­mo pian piano sce­ma­to quan­do all’altezza di Tor­ri, dopo un’ora di , il ven­to è cala­to improvvisa­mente d’intensità fino ad arrivare alla cal­ma piat­ta. Il tut­to men­tre alle spalle la Sio­ra Veron­i­ca, spostatasi sot­to cos­ta, rin­veni­va di pre­poten­za. Nel­la sec­ca ecco allo­ra uscire la tem­pra del cap­i­tano Aldo Gia­rbi­ni, men­tre via radio c’è chi con­siglia al San Nicolò di spostar­si anco­ra più ver­so il cen­tro del Gar­da per cat­turare la brez­za del­la “fasanèla” e ripren­dere la cor­sa. Seguono minu­ti conci­tati, tra un’ impre­cazione del cap­i­tano per un ven­to che non si alza e la cal­ma olimpi­ca del tat­ti­co Fer­ruc­cio Bar­zoi. Il via alle stram­bate mette alla pro­va l’equipaggio assem­bla­to in un giorno dal gio­vane arma­tore . A lottare con le bizze del tem­po l’avvocato Pao­lo Finet­to (aiu­to fioc­chista e mete­o­rol­o­go), l’architetto Lino Rama (trinchet­to), Pier­gior­gio Fasoli (fioc­co), e il bolzani­no Rober­to De San­ta, agente per il Nord Italia del­la bir­ra Warstein­er spon­sor del­la man­i­fes­tazione. Alla ran­da, ad aumentare la pro­fes­sion­al­ità a bor­do, Loris Petroc­chi, 66 anni di Marni­ga, nel 1972 giun­to con la classe Star a dis­putare le gare pre­olimpiche. L’arrivo del­la fasanela spinge il San Nicolò a tagliare, pro­prio davan­ti al por­tic­ci­o­lo di San Vig­ilio, il tra­guar­do seg­na­to dal­la giuria del cen­tro nau­ti­co di Bar­dolino, con vit­to­ria salu­ta­ta dal­la sire­na del traghet­to Bres­cia, in tran­si­to in zona. Mezz’ora più tar­di la Sio­ra Veron­i­ca affi­an­ca il San Nicolò, dove per fes­teggia­re l’equipaggio ha già issato il jenack­er (una vela che viene usa­ta quan­do il ven­to è poco più di una brez­za) del­la Maro­la, stor­i­ca bar­ca da cari­co in fer­ro e in prat­i­ca la sorel­la del­la vec­chia Veron­i­ca pri­ma di diventare Sio­ra. Ma a dis­pet­to del bial­bero ora di Hans Ren­ner la Maro­la è sta­ta alcu­ni anni fa tagli­a­ta e distrutta.

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