Metà pavimentazione è completamente sollevata. Per ovviare al problema è necessario un intervento radicale. Più grave del previsto la situazione sotto la pista di ghiaccio

Il piazzale Segantini ha la «gobba»

10/01/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Gianluca Marcolini

Altro che qualche «bub­bone» spar­so qua e là. Sul piaz­za­le Segan­ti­ni si è for­ma­ta una vera e pro­pria «gob­ba», larga diver­si metri (metà piaz­za­le) ed alta una span­na. Man mano che lo sman­tel­la­men­to del­la pista di ghi­ac­cio pro­cede, il quadro del­la situ­azione si fa sem­pre più pre­ciso e scon­for­t­ante. Ad effet­tuare un pri­mo sopral­lu­o­go sono sta­ti, ieri mat­ti­na, alcu­ni tec­ni­ci del comune, cap­i­ta­nati da Augus­to Ric­ci. «Il tri­an­go­lo ester­no del­la pavi­men­tazione è soll­e­va­to — spie­ga il tec­ni­co — ma per adesso è dif­fi­cile rius­cire a sta­bilire l’en­tità dei dan­ni. Bisogn­erà atten­dere che la rimozione com­ple­ta del­la pista». Dif­fi­cile, per ora, indi­vid­uare l’o­rig­ine del prob­le­ma. Facile pre­sumere ad una serie di con­cause, ad esem­pio la man­ca­ta col­lo­cazione di una guaina d’iso­la­men­to (anziché moquette) tra la pista di ghi­ac­cio e la pavi­men­tazione del piaz­za­le ma anche le miti tem­per­a­ture natal­izie pos­sono aver con­tribuito ad orig­inare il fenom­e­no, per via del­l’enorme sbal­zo ter­mi­co cre­atosi tra la super­fi­cie sot­tostante la pista (anche meno 20 gra­di) e quel­la negli imme­diati din­torni. La dit­ta da cui l’As­socen­tro si è for­ni­ta per il noleg­gio del­la strut­tura, è assi­cu­ra­ta per inci­den­ti di questo tipo. Quin­di il ripristi­no del «salot­to» di Arco non dovrebbe gravare sulle casse comu­nali. Non è det­to, però, che ques­ta sia la soluzione finale del prob­le­ma. Il piaz­za­le Segan­ti­ni, infat­ti, non è nuo­vo ad even­ti sim­ili. Dos­si ed avval­la­men­ti sono com­par­si, all’im­provvi­so, anche la scor­sa estate e la medes­i­ma cosa è suc­ces­sa due anni addi­etro. Ora in molti pun­tano il dito con­tro i lavori di real­iz­zazione del piaz­za­le. «Il piaz­za­le Segan­ti­ni è sta­to real­iz­za­to in modo diver­so rispet­to, ad esem­pio, a viale delle Mag­no­lie — spie­ga Augus­to Ric­ci — sul viale si è opta­to per dei grossi cubet­ti in sab­bia, qui, invece, è come se fos­sero state posizion­ate delle pias­tre sopra una solet­ta di cemen­to». Prive, quin­di, di per­me­abil­ità ed impos­si­bil­i­tate a rispon­dere alle sol­lecitazioni dovute all’­ef­fet­to dilata­to­rio del ghi­ac­cio, le pias­tre han­no cedu­to di schi­anto provo­can­do i vari «salis­cen­di». Per ovviare, in futuro, al prob­le­ma, e per sis­temare la cosa defin­i­ti­va­mente, sarà nec­es­sario met­tere mano all’in­tero piaz­za­le. Con un inter­ven­to rad­i­cale. Altri­men­ti a Fer­ragos­to o il prossi­mo faran­no di nuo­vo la loro com­parsa le «mon­tagne russe».

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