Da Milano un dietro-front sulla revoca dei contributi per la costruzione dell’isola ecologica. Al municipio spetta il saldo di circa 40mila euro per il trattamento dei rifiuti

Il Pirellone «rimborsa» il Comune

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Ha dovu­to sudare le prover­biali sette cam­i­cie, ma alla fine il Comune di Desen­zano ha potu­to ottenere un sal­do di cir­ca 40 mila euro di un con­trib­u­to com­p­lessi­vo di qua­si 743 mila euro atte­so da anni dal­la Regione. È in prat­i­ca la som­ma che lo stes­so comune avrebbe dovu­to resti­tuire alle autorità del­la Lom­bar­dia, dopo che gli era sta­to inizial­mente nega­to per un ritar­do ecces­si­vo accu­mu­la­to nel com­pletare i lavori del­la piattafor­ma eco­log­i­ca del­la Cre­maschi­na. Con una rac­co­man­da­ta Ar ind­i­riz­za­ta al sin­da­co Fioren­zo Pien­az­za, il diri­gente del­la Direzione gen­erale dei servizi di pub­bli­ca util­ità del­la Regione ha comu­ni­ca­to infat­ti che «l’erogazione del con­trib­u­to è già sta­ta avvi­a­ta dal­la tesore­ria regionale». Ques­tione di qualche giorno e poi i qua­si 40 mila euro potran­no essere incas­sati dal Comune garde­sano. Si chi­ude così nel migliore dei modi un antipati­co ed imbaraz­zante con­tenzioso (tra un Comune e la Regione non è cer­to pos­i­ti­vo finire in un’aula di tri­bunale) scop­pi­a­to lo scor­so anno quan­do il Pirellone noti­fi­ca­va a Desen­zano un decre­to con il quale veni­va chi­es­ta la resti­tuzione di 743 mila euro quale con­trib­u­to Frisl, asseg­na­to anni addi­etro allo stes­so comune garde­sano, per real­iz­zare una piattafor­ma eco­log­i­ca. Il moti­vo: un ecces­si­vo ritar­do rispet­to alla data pre­vista per l’ul­ti­mazione dei lavori. I con­tribu­ti Frisl, infat­ti, seguono un par­ti­co­lare iter pro­ce­du­rale con date e ter­mi­ni da rispettare. Fin qui la deci­sione regionale non face­va una grin­za. Senonchè, però, quel ritar­do era sta­to provo­ca­to non da neg­li­gen­za di qualche fun­zionario o uffi­cio ma da una serie di con­cause eccezion­ali e non dipen­den­ti dal­la volon­tà degli ammin­is­tra­tori. Pro­prio su questo aspet­to si è con­cen­tra­ta l’at­ten­zione dei giu­di­ci del Tar al quale Desen­zano si era riv­ol­ta per ria­vere il con­trib­u­to promes­so, riceven­done in segui­to una pri­ma vit­to­ria con l’or­di­nan­za di sospen­sione dec­re­ta­ta dagli stes­si giu­di­ci ammin­is­tra­tivi pochi mesi fa. La Regione evi­den­te­mente deve aver intu­ito che andare avan­ti nel­la querelle non avrebbe paga­to, vis­to l’an­da­men­to del­la pri­ma pro­nun­cia. In effet­ti, il ritar­do per la costruzione del­la piattafor­ma alla Cre­maschi­na era sta­to deter­mi­na­to a causa delle proteste del­la popo­lazione di Riv­oltel­la che non ave­va accetta­to la pri­ma local­iz­zazione indi­ca­ta dal­l’am­min­is­trazione di allo­ra. Di qui l’in­di­vid­u­azione di una nuo­va area idonea e lon­tana da inse­di­a­men­ti abi­ta­tivi ed il rel­a­ti­vo prog­et­to. La piattafor­ma eco­log­i­ca è sta­ta poi costru­i­ta pro­prio in local­ità Cre­maschi­na, nel­la cam­pagna tra il quartiere degli Imper­a­tori (Riv­oltel­la) e la tan­gen­ziale S. Mar­ti­no-Colom­bare di Sirmione. Tut­to, fon­di com­pre­si, come era sta­to ptevisto