La Comunità del Garda sarà lunedì a Mantova per bloccare la richiesta di travasare 200 metri cubi al secondo. Intanto calano le concentrazioni di alghe che avevano fatto preoccupare

Il Po vuole acqua, unanime il no

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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Men­tre si abbas­sa la con­cen­trazione di alghe ril­e­va­ta nei giorni scor­si dall’ufficio lago di Gar­da dell’Arpav di Verona, l’Autorità di baci­no del Po lan­cia alla la pro­pos­ta shock di svasare dal lago 200 metri cubi di acqua al sec­on­do per ali­menta­re il più grande fiume ital­iano, in crisi idrica.Per dire no a ques­ta ipote­si il pres­i­dente del­la Comu­nità, Aventi­no Frau, ha orga­niz­za­to un incon­tro lunedì nel­la sede dell’Aipo (Agen­zia inter­re­gionale per il fiume Po) di Man­to­va, alle 18,30. Ci saran­no i pres­i­den­ti dell’Aipo, Lui­gi Mille, e del Con­sorzio del Min­cio, Mas­si­mo Loren­zi, men­tre Frau par­lerà a nome di tut­ti i sin­daci garde­sani già in allarme.«L’ipotesi, paven­ta­ta giovedì mat­ti­na a noi e al Con­sorzio del Min­cio, è impens­abile dato che potrebbe deter­minare gravi prob­le­mi all’ecosistema lago. Lo rib­adi­re­mo lunedì oppo­nen­do­ci fer­ma­mente», dice Frau, «il nos­tro diniego sarà con­fer­ma­to anche dagli agri­coltori, i prin­ci­pali uti­liz­za­tori delle acque bena­cen­si, che fan­no capo al Con­sorzio del Min­cio». Frau si pone come capofi­la di questo sin­da­ca­to di bloc­co: «Svasare 200 metri cubi di acqua al sec­on­do sig­nifi­ca togliere al Gar­da una quan­tità di acqua enorme. È una pro­pos­ta che non ha sen­so, per­ché non risolverebbe i prob­le­mi idri­ci del Po e pro­cur­erebbe al Gar­da gravi prob­le­mi». Prob­le­mi anche di liv­el­li, non nuovi e che, già l’estate scor­sa, han­no richiesto un serio mon­i­tor­ag­gio del­la situ­azione, miglio­ra­ta quest’anno, come ril­e­va­to ven­erdì scor­so in un incon­tro tra ammin­is­tra­tori pro­mosso in Provin­cia dall’assessore all’ecologia Luca Colet­to. Allo­ra l’idrometro di Peschiera seg­na­va 62 cen­timetri sopra lo zero, ieri si era già sce­si a 56.«Escono 71 metri cubi di acqua al sec­on­do», pre­cisa Pier­lu­cio Gere­sa, seg­re­tario gen­erale del­la Comu­nità, «toglierne 200 sig­ni­ficherebbe trip­li­care la mas­sa d’acqua in usci­ta, con una dimin­uzione di quat­tro cen­timetri al giorno». Non si pre­cisa per quan­ti giorni ciò si pro­trar­rebbe: «L’incontro servirà anche a chiarire i det­tagli di un’ipotesi che però non dovrà avere cor­so», pre­cisa anco­ra Frau.Riguardo alle alghe, l’Arpav infor­ma che ieri sono pro­ce­dute le ormai quo­tid­i­ane ric­og­nizioni e aggior­na: «La con­cen­trazione si è abbas­sa­ta a causa del minor irrag­gia­men­to solare e dell’aumento del ven­to, che han­no provo­ca­to moto ondoso e abbas­sato la tem­per­atu­ra dell’acqua. Le stria­ture in super­fi­cie sono scom­parse, né si man­i­fes­tano altri fenomeni che fac­ciano pen­sare a una nuo­va fior­it­u­ra. Non vi è comunque mai sta­to alcun peri­co­lo per la salute dei bag­nan­ti e la con­cen­trazione algale (800 cel­lule per mil­li­l­itro) è ben infe­ri­ore alla soglia (5mila cel­lule per mil­li­l­itro) per cui la legge prevede il divi­eto di balneazione».

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