Dodicimila pagine per narrare un secolo di storia e di cronaca lonatese

Il ponderoso lavoro di Osvaldo Pippa, un’autentica “Summa”

20/04/2006 in Storia
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo

Dod­icim­i­la pagine per con­den­sare un sec­o­lo di vita. Quel­la che, giorno dopo giorno, rac­con­ta i fat­ti minu­ti di un paese, dagli even­ti che han­no cam­bi­a­to la sto­ria a quel­li del­la quo­tid­i­an­ità. Rac­colti attra­ver­so tutte le fonti pos­si­bili e immag­in­abili: le cronache dell’epoca, gli archivi pub­bli­ci e pri­vati, bib­lioteche e fotografie, i man­i­festi, i diplo­mi, le pag­elle, le let­tere e gli scrit­ti, i ricor­di ed i rac­con­ti dei pro­tag­o­nisti. Osval­do Pip­pa, 67 anni, sposato, ragion­iere e fun­zionario di ban­ca in pen­sione con incar­ichi a Lona­to, Mon­tichiari, Bres­cia, Palaz­zo­lo, Salò, non ha trascu­ra­to nul­la per met­tere insieme la sto­ria del suo paese nel Nove­cen­to. Tan­to da dedi­care ben 7 anni alla real­iz­zazione del suo sog­no: sti­lare le mem­o­rie lonate­si, cioè la sto­ria del­la comu­nità dal 1899 al 2003 con un pre­am­bo­lo sul­la sec­on­da metà dell’Ottocento. Nei 12 volu­mi c’è pro­prio tut­to. L’uomo ves­pa che si aggi­ra­va di notte negli anni del pri­mo dopoguer­ra, sopran­nome affib­bi­atogli a causa del viziet­to di ten­dere agguati alle lonate­si pun­gen­dole nelle par­ti mol­li pos­te­ri­ori. Ci sono i tim­o­ri per la fine del mon­do, sus­ci­tati dall’apparire del­la cometa di Hal­ley nel 1910, quelle dell’asso dell’aviazione Marziale Cerut­ti, le ges­ta del «cam­pi­one con­tadi­no», il ciclista Gia­co­mo Lucon, e quelle del pilota Vio­la che pur di vin­cere nel­la sua cat­e­go­ria, ovvio, la mit­i­ca «», si spogliò in auto per vin­cere il cal­do sen­za dover aprire i finestri­ni e frenare la veloc­ità così da arrivare semi­nudo a Bres­cia. Viene ricor­da­ta la pas­sione per il cal­cio e le sfide con il Mon­tichiari cul­mi­nate nel pestag­gio dell’arbitro sul cam­po di viale Roma che sancì la squal­i­fi­ca ed il ritiro del­la squadra. E ci sono i gran­di even­ti: l’illuminazione elet­tri­ca pub­bli­ca, la Pri­ma guer­ra mon­di­ale, le gran­di opere come le scuole, il lido di Lona­to, ospedale, autostra­da, cir­con­va­l­lazione. «Sen­ti­vo da tem­po lo sti­mo­lo di tentare di preser­vare negli anni futuri il ricor­do di immag­i­ni , avven­i­men­ti, situ­azioni, per­son­ag­gi che han­no con­cor­so, nel sec­o­lo che si è con­clu­so, a for­mare l’humus del­la soci­età lonatese alla quale apparten­go — rac­con­ta Osval­do Pip­pa -. Pren­den­do a mod­el­lo le “Mem­o­rie” di Orazio Tes­sadri ho risolto la ques­tione espos­i­ti­va sceglien­do di pre­sentare in for­ma inte­grale tutte le sequen­ze crono­logiche degli avven­i­men­ti, delle note, dei doc­u­men­ti, las­cian­do al let­tore l’interpretazione». I testi, dat­tilo­scrit­ti e rile­gati in 12 volu­mi, sono per il momen­to con­sulta­bili con­tat­tan­do l’autore che è inten­zion­a­to a ripro­durle in Dvd.

Parole chiave: