Presentato in Provincia il libro-progetto dell’architetto Anselmi dedicato alla struttura che sostituirà l’antico Pontelongo visconteo

Il «ponte virtuale» scavalcherà il Mincio

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Di Luca Delpozzo
Alessandro Foroni

Non far vedere le auto­mo­bili, ma solo il bel­lo del­la valle del Min­cio. Questo l’intendimento dell’architetto Gabriel­lo Ansel­mi che ieri, nel­la Sala Rossa dei Palazzi Scaligeri, ha pre­sen­ta­to il suo nuo­vo libro, dal tito­lo “Il ponte con­cettuale”, edi­to da Vita Nova. Il vol­ume è ded­i­ca­to pro­prio all’idea di come andrebbe real­iz­za­to un nuo­vo ponte sul Min­cio che sos­ti­tu­is­ca l’antico ponte vis­con­teo. «Per prog­ettare ci vuole cul­tura», ha affer­ma­to Ansel­mi, «ed è da tre anni che sti­amo lavo­ran­do sull’idea di un ponte che, oltre a svol­gere la nor­male fun­zione di un viadot­to di questo tipo, richi­a­mi con un’adeguata citazione l’imponente pre­sen­za vis­con­tea». L’effetto ver­rebbe real­iz­za­to con due grossi muri in cot­to che fiancheg­gereb­bero il viadot­to; il pri­mo com­pos­to da sei bloc­chi pris­mati­ci, il sec­on­do da masse infor­mi con delle sbrec­cia­ture che invitereb­bero ad ammi­rare la val­la­ta. Il libro ripor­ta questo per­cor­so di appro­fondi­men­to, inizia­to con un con­veg­no a Vil­la Vecel­li Cavri­ani di Mozze­cane nel 2002 su “Il pae­sag­gio e il suo mito” dove si par­lò di let­tura sen­so­ri­ale, cin­e­matografi­ca e sono­ra del pae­sag­gio (quest’ultima alle­ga­ta al libro). Il pres­i­dente del­la Provin­cia, Elio Mose­le, ha poi sot­to­lin­eato come si trat­ti di un’area del­i­ca­ta, ma da lan­cia­re sul ver­sante tur­is­ti­co. «La Giun­ta è d’accordo d’inserire nel piano tri­en­nale», ha dichiara­to Mose­le, «sia i 6 mil­ioni per l’alberghiero, che i 10 per il ponte, a tes­ti­mo­ni­an­za di una nos­tra par­ti­co­lare atten­zione per quell’area. I sol­di ver­ran­no dal Cipe (4 mil­ioni), da Auto­bren­nero e dal­la Regione. E c’è un inter­es­sa­men­to del­la Fon­dazione Cariverona per il restau­ro del ponte vis­con­teo che, dopo tan­ti anni di attiv­ità, ha bisog­no di riposare». Nel­la con­feren­za stam­pa è sta­to ricorda­to anche il geografo Euge­nio Tur­ri che nel libro, pur sim­pa­tiz­zan­do per l’idea di Ansel­mi, avverte che «il ter­ri­to­rio attorno al è così sti­pa­to di edi­fi­cazioni al pun­to da non sop­portare ulte­ri­ori aggravi cemen­tizi». Ora sarà un altro con­veg­no, pre­vis­to per oggi alle 17,30, nel­la sala con­veg­ni “Mar­co Tosoni” del Grup­po Tosoni a Vil­lafran­ca, a fare il pun­to sul­la situ­azione. All’incontro parteciper­an­no Ansel­mi, Car­lo Mag­nani, pre­side di Architet­tura di Venezia, Gian­car­lo , diret­tore del Dipar­ti­men­to di prog­et­tazione, di Enzo Siviero, diret­tore del Dipar­ti­men­to di costruzione dell’architettura.

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