Il monumento rovinato dopo l’urto per una manovra sbagliata del guidatore del mezzo agricolo che aveva un pesante rimorchio

Il ponte visconteo fatto a pezzi

Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo
Alessandro Foroni

È bas­ta­ta una manovra sbagli­a­ta di un trat­tore per dare un brut­to colpo al ponte vis­con­teo, uno dei sim­boli di Valeg­gio. È accadu­to nel­la tar­da mat­ti­na­ta di mer­coledì, quan­do il trat­tore con un grosso rimor­chio, con­dot­to da un all­e­va­tore di Borghet­to, Sev­eri­no Tinel­li, ha urta­to con­tro la parte finale del para­pet­to di destra del ponte che sta sopra la (dove pri­ma pas­sa­va il trac­cia­to del­la vec­chia fer­rovia Man­to­va-Peschiera). L’urto ha fat­to scop­pi­are la ruo­ta del mez­zo agri­co­lo. Parte del para­pet­to, lun­go cir­ca otto metri, è crol­la­to sul­la cicla­bile, molto uti­liz­za­ta anche nei giorni feri­ali, dove per for­tu­na in quel momen­to non pas­sa­va nes­suno; poi il resto, ormai peri­colante, è sta­to sman­tel­la­to dal­la polizia munic­i­pale. «Lo abbi­amo fat­to», dichiara il coman­dante dei vig­ili, Gio­van­ni Trat­ta, «per evitare che qual­cuno che fos­se pas­sato in quel momen­to sul­la cicla­bile si bec­ca­sse delle pietre in tes­ta. Poi abbi­amo transen­na­to anche la pista per impedirne il pas­sag­gio, ma durante la gior­na­ta m’hanno seg­nala­to che c’era comunque chi anda­va oltre».Tra i pri­mi ad arrivare sul pos­to Flavio Foroni, vicepres­i­dente dell’Associazione ris­tora­tori, che conosce bene quel trat­to del ponte, anche per­ché è il pun­to d’accesso per la tavola­ta del “Nodo d’amore” che vi si tiene a giug­no: «Era da tem­po che la zona era malan­da­ta, come molte altre del ponte, e lì in par­ti­co­lare c’erano delle transenne per chi­ud­ere i buchi che s’erano for­mati nel tem­po. Spe­ri­amo che ora in tem­pi accetta­bili si pos­sa ripristinare quel parapetto».Il sin­da­co, Albi­no Pezzi­ni, s’è subito mobil­i­ta­to: «Ho aller­ta­to sia la Provin­cia, che ha com­pe­ten­za per la stra­da, che la Sovrin­ten­den­za che dovrà seguire le oper­azioni di ripristi­no. Da parte nos­tra siamo a dis­po­sizione». Come pre­cisano infat­ti dal­la Provin­cia, il ponte è di pro­pri­età del Comune di Valeg­gio e si dovrà trovare un accor­do tra il munici­pio e la Sovrin­ten­den­za per restau­rare il man­u­fat­to, chieden­done mag­a­ri il ris­arci­men­to al pri­va­to. L’assessore provin­ciale, Luca Sebas­tiano, dichiara: «Il ponte non ha prob­le­mi di sta­t­i­ca, anche se ben conos­ci­amo la sua situ­azione cronica».Intanto la squadra di operai del­la Provin­cia è inter­venu­ta per creare una bar­ri­era sos­ti­tu­ti­va (con dei new jer­sey) e per trasfor­mare la stra­da da doppio sen­so a sen­so uni­co alter­na­to, garan­ten­do così mag­giore sicurez­za. «Vado spes­so a cam­minare lun­go il Min­cio», dichiara Anto­nio Bet­tio, «e ieri mi sono trova­to la stra­da sbar­ra­ta. Ho capi­to subito cosa era suc­ces­so. È da tem­po che sosten­go che un mon­u­men­to come questo meriterebbe ben altra cura ed atten­zione, ma purtrop­po è da tan­to che non vi s’interviene».Anche Cesare Farinel­li, appas­sion­a­to stu­dioso di sto­ria locale che da tan­to sol­lecita un’attenta ver­i­fi­ca delle con­dizioni del ponte, ril­e­va: «Sono trop­pi i pun­ti di crisi. Quan­ti sono i pun­ti dove non c’è più qua­si para­pet­to o per­ché le pietre sono cadute o per­ché sono state asportate? Non bisogna poi dimen­ti­care la rug­gine che per­vade il ponte di fer­ro di cui l’anno prossi­mo ricor­reran­no gli ottan­ta anni dal­la costruzione. Il para­pet­to cadu­to è prob­a­bil­mente sta­to rifat­to ai tem­pi del­la Man­to­va-Peschiera (anni Trenta), ma va recu­per­a­to». Una forte pre­oc­cu­pazione sul­la con­ser­vazione del ponte vis­con­teo era sta­ta espres­sa nel 2007 anche dal World mon­u­ments found (Wmf), isti­tuzione pri­va­ta amer­i­cana che ogni due anni pro­duce una lista dei 100 mon­u­men­ti più a ris­chio a liv­el­lo mon­di­ale. Pro­prio per affrontare ques­ta situ­azione il Comune ave­va stip­u­la­to una con­ven­zione con gli stu­den­ti dell’ di Nova Gor­i­ca per un prog­et­to di restau­ro del ponte di Borghet­to e per la stesura di pro­poste che por­tassero fon­di nazion­ali ed internazionali.Progettato dal fiorenti­no Domeni­co di Ben­in­ten­di su com­mis­sione di Gian­galeaz­zo Vis­con­ti, il ponte, com­ple­ta­to nel 1393, vol­e­va essere inizial­mente una diga che devi­asse le acque del Min­cio dal loro cor­so ver­so la pia­nu­ra veronese, con lo scopo pre­sun­to di togliere l’acqua a Mantova.

Parole chiave: -