C'è voluto il Tonale per trascinarlo al largo e liberare l'ormeggio per la Navigarda

Il pontone Tenace affondato nel golfo del Lido

30/03/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Il vec­chio pon­tone Tenace ha tira­to defin­i­ti­va­mente le cuoia e giace sot­to una venti­na di metri d’ac­qua sul fon­do del lago, fra pun­ta Lido ed il molo del­la Fraglia. L’op­er­azione è sta­ta por­ta­ta a ter­mine nel­la mat­ti­na­ta di ieri con notev­ole disp­ie­ga­men­to di mezzi e con una coda inat­te­sa e poco sim­pat­i­ca: il molo gal­leg­giante che s’i­noltra­va nel lago per una venti­na di metri dal­la gela­te­ria Lido è sta­to dan­neg­gia­to e richiederà l’in­ter­ven­to dei sub per tornare alla soli­ta fun­zion­al­ità. Il risul­ta­to volu­to è sta­to comunque rag­giun­to: la potrà riu­ti­liz­zare l’at­trac­co al Lido costru­ito nei pri­mi anni Set­tan­ta per ormeg­gia­rvi not­tetem­po bat­tel­li e traghet­ti, liberan­do così il pon­tile sul lun­go­la­go D’An­nun­zio, sot­to la centrale.Il pon­tone Tenace, vec­chia glo­ria del­l’is­ti­tu­to tec­ni­co Rossi a por­to s. Nicolò, venne ricon­ver­ti­to per la . Ormeg­gia­to, ormai del tut­to inutile, al Lido, e pri­vo d’og­ni manuten­zione, s’è incli­na­to e posato sul fon­do a pochi metri dal­la riva. E’ diven­ta­to un prob­le­ma quan­do la Nav­i­gar­da ha com­in­ci­a­to a ten­er bloc­ca­to lo scari­co a lago del mate­ri­ale estrat­to dal­la gal­le­ria per­chè dichiara di non pot­er rin­un­cia­re al pon­tile di ris­er­va, quel­lo sot­to la cen­trale. Il pon­tile è qua­si sem­pre inuti­liz­za­to, ma la soci­età di non mol­la: lo vuole e bas­ta. Per aggi­rare l’osta­co­lo provin­cia e comune han­no deciso di lib­er­are l’at­trac­co al Lido, slog­gian­do il Tenace. Alla fine, dato che il peso dei gal­leg­gianti pieni d’ac­qua ren­de­va impos­si­bile qualunque for­ma di recu­pero (pote­va pesare un migli­aio di quin­tali), è sta­to deciso di affon­dar­lo. Ieri mat­ti­na, col sup­por­to del­la motovedet­ta dei Vig­ili del fuo­co, due som­moz­za­tori sono sce­si in acqua ed han­no aggan­ci­a­to robuste funi d’ac­ciaio alla car­cas­sa semi­som­m­er­sa. Dal­l’al­tra parte, a tirare, han­no mes­so il Tonale, il più grosso dei traghet­ti del­la Nav­i­gar­da che, scar­i­can­do tut­ta la poten­za dei suoi motori, è rius­ci­to a trascinare il rud­ere ver­so il largo d’u­na trenti­na di metri, abbas­tan­za per can­cel­lar­lo defin­i­ti­va­mente dal­la fac­cia del­la ter­ra. Il pas­tic­cio è suc­ces­so in ques­ta fase. Metre il Tonale tira­va a tut­ta forza, il traino sub­ac­queo s’è impiglia­to nei cavi che ten­gono ormeg­gia­to sul fon­do il pon­tile per la barche da rega­ta. I cavi si sono spac­cati, la sec­on­da metà del pon­tile se n’è anda­ta per con­to suo, s’è soll­e­va­ta e poi, pie­ga­ta in due, è fini­ta semi­som­m­er­sa. La giun­ta spera che col­l’at­trac­co al Lido la Nav­i­gar­da la finis­ca di met­ter pali fra le ruote osta­colan­do lo scari­co a lago. Oltre­tut­to per la soci­età, la frana e la chiusura del­la 45 bis sono una aut­en­ti­ca man­na: tut­ti i trasporti, uomi­ni e mezzi, sono pro­fu­mata­mente pagati.

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