Una tegola milionaria in capo al Comitato manifestazioni

Il pontone Tenace tornerà a galla

22/04/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Il pon­tone Tenace non è sta­to affonda­to inglo­riosa­mente nelle acque del gol­fo del Lido per toglierse­lo di torno una vol­ta per sem­pre. E’ sta­to solo sposta­to di alcu­ni metri per per­me­t­tere, in con­dizioni di «impe­riosa urgen­za» alla di recu­per­are l’at­trac­co dismes­so. E sic­come il Gar­da non è una pat­tumiera e nes­suno può per­me­t­ter­si di dis­far­si così d’un acci­dente ingom­brante ed inutile, al Comi­ta­to man­i­fes­tazioni rivane, prob­a­bile pro­pri­etario del­la piattafor­na gal­leg­giante, toc­cherà l’onere di pagare l’in­tera oper­azione di ripescag­gio del rud­ere. Di sicuro una spe­sa milionaria.Il pon­tone, dopo i fasti nelle Not­ti di Fia­ba è fini­to attrac­ca­to nel gol­fo del Lido. Poi frana e scari­co di sas­si nel lago han­no slog­gia­to la Nav­i­gar­da da un pon­tile sul lun­go­la­go D’An­nun­zio. E sic­come la soci­età ha bisog­no di sette ormeg­gi a Riva per i suoi natan­ti, s’è dovu­to recu­per­are quel­lo dismes­so al Lido. Il dot­tor Men­est­ri­na, diri­gente del servizio trasporti del­la provin­cia com­pe­tente sui por­ti, ave­va sol­lecita­to in agos­to 2000 il Comi­ta­to man­i­fes­tazioni, nel­la per­sona del pres­i­dente Enzo Bas­set­ti, a togliere di mez­zo il relit­to. Di cer­to una scoc­ciatu­ra, ma rel­a­ti­va finchè il Tenace era a tre metri dal­la spon­da. Sic­come il pon­tone era sem­pre lì, a fine mar­zo 2001 la provin­cia, pun­zec­chi­a­ta di con­tin­uo dal­la Nav­i­gar­da, ha per­so la pazien­za ed è pas­sa­ta all’azione, forte dell’«imperiosa urgen­za». La Nav­i­gar­da, in via infor­male e del tut­to amichev­ole, ha accetta­to di dare una mano: è sta­to il traghet­to Tonale, il più potente e grosso del­la flot­ta lacuale, a strat­tonare il Tenace aggan­ci­a­to a robuste funi d’ac­ciaio, strap­pan­do­lo dal­l’in­erzia del­l’af­fon­da­men­to a tre metri dal­la spon­da, ed a trasci­narlo al largo. Pochi metri: abbas­tan­za per­chè i bat­tel­li ormeg­giassero al pon­tile richiam­a­to in servizio sen­za peri­co­lo. Ma solo sposta­men­to è sta­to, e provvi­so­rio: uno sgombero coat­to, det­ta­to dal­l’im­pos­si­bil­ità, arriva­ta ormai la fine mar­zo, di fare le cose per bene. In data 6 aprile il Servizio provin­ciale ha noti­fi­ca­to al Comi­ta­to man­i­fes­tazioni l’ob­bli­go di provvedere, entro il ter­mine di 20 giorni, al recu­pero ed alla rimozione del Tenace dal fon­do del lago. In caso con­trario provved­erà la stes­sa provin­cia, con suc­ces­si­vo addeb­ito di tutte le spese, detrat­ti i sol­di even­tual­mente incas­sati dal­la ven­di­ta del fer­ro. Il Tenace dovrà essere ripesca­to, por­ta­to a gal­la ed ind­i­riz­za­to al suo des­ti­no: rot­ta­mazione o riu­so, fac­cia il pro­pri­etario. Il lavoro costerà fior di mil­ioni e dovrà essere affida­to ad una impre­sa spe­cial­iz­za­ta in recu­peri sub­ac­quei. Sec­on­do i tec­ni­ci l’op­er­azione potrebbe avvenire in due tem­pi. Pri­ma si deve soll­e­vare con una gru car­i­ca­ta a bor­do di un altro pon­tone, il Tenace fino al pelo del­l’ac­qua e quin­di spostar­lo in fino ad una spi­ag­gia aper­ta dove sia pos­si­bile usare una gru di gran­di dimen­sioni per cavare fuori del­l’ac­qua il relit­to. Fra i cipres­si del Lido una sim­i­le gru non pote­va star­ci: sen­nò si sarebbe già provveduto.

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