Una bella tradizione rivana ridotta ormai al lumicino

Il porto, i commerci e le osterie

07/01/2001 in Avvenimenti
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
gr.r

Riva è ter­ra mer­cadan­tesca e vi zonze navi ogni giorno quan­do han­no pros­pero ven­to…” Lo scam­bio com­mer­ciale come ani­ma di Riva del Gar­da da sem­pre ha deter­mi­na­to intorno all’an­ti­co por­to com­mer­ciale, quel­lo che si affac­cia davan­ti alle piazze del Comune, un rifiorire di attiv­ità e di inizia­tive legate in qualche modo allo scam­bio di mer­ci tra il Tiro­lo e le terre del­la pia­nu­ra Padana, pri­ma del­l’aper­tu­ra del­la mar­to­ri­a­ta Gardesana.Gli antichi por­ti­ci, d’im­pronta veneziana, sono il seg­no visi­vo di sim­i­le modo di vivere del­la cit­tà sor­ta a imme­di­a­to ridos­so del suo por­to, la sua “ragione” vitale, che si è con­ser­va­ta tale anche alla fine del Mil­len­nio nonos­tante qualche evi­dente “acciac­co”. Scam­bio è nat­u­ral­mente non solo ven­di­ta e acquis­to di materie prime, ma anche con­tat­to ed espe­rien­za, in una paro­la ospi­tal­ità. E intorno al por­to di Riva rifior­i­vano le osterie, con duplice valen­za, di trat­to­ria per la mesci­ta del , e di locan­da con stanze “ammo­bigli­ate” da affittare a mer­can­ti e viag­gia­tori per pas­sarvi la notte. Le antiche osterie era­no numerose, tutte affac­ciate sul por­to e le piazze adi­a­cen­ti. Anz­i­tut­to, per chi era appe­na sce­so dal bat­tel­lo a vapore, c’era l’os­te­ria “Al vapore”, appe­na attac­ca­ta al “Baviera”. Poco più in là, ver­so la stra­da del­la Ponale, il “Monte Oro”, locan­da con stanze d’af­fittare e una capi­ente trat­to­ria, scom­parsa per far pos­to alla cen­trale idroelet­tri­ca. In piaz­za San Roc­co campeg­gia­va l’osteria“Alla lep­re”, men­tre pro­prio davan­ti alla stat­ua del Nepo­mu­ceno sorge­va la pas­tic­ce­ria-caf­fè Andreis, sot­to il Cen­trale. Nel­la piaz­za Bena­cense c’er­a­no invece la locan­da e la trat­to­ria Bres­ciani, che poi pren­derà il nome dal­la piaz­za. Dopo la fusione dei due eser­cizi, tra tutte le antiche osterie è anche l’u­ni­ca ad essere rimas­ta, nat­u­ral­mente trasfor­ma­ta in mod­er­no ris­torante. La trat­to­ria sorge­va a fian­co dei fon­daci o deposi­ti di mer­ce che costella­vano la piaz­za, ser­ven­do da depos­i­to di leg­name, sale, tes­su­ti, o altra mer­ce di pas­sag­gio. I gran­di avvolti in cui ci tro­vi­amo sem­bra­no anco­ra riecheg­gia­re di ordi­ni di scari­co del­la mer­ce por­ta­ta dai bragozzi. In effet­ti tra le più antiche osterie di Riva, l’at­tuale ris­torante pre­sen­ta i req­ui­si­ti di con­ti­nu­ità nel­la tradizione del­l’ospi­tal­ità, a com­in­cia­re dal pavi­men­to a sem­i­na­to veneziano per finire con l’ac­coglien­za. Affac­cia­to sul­la piaz­za Bena­cense, poi chia­ma­ta dopo la “Vit­to­ria” col nome di Tre Novem­bre, il Bena­cense con­tin­ua una tradizione di sette gen­er­azioni: nel 1863 l’e­breo Vitali (erava­mo a con­tat­to con il ghet­to) vende a Gio­van­ni Bres­ciani l’ed­i­fi­cio, che poi pas­sa al figlio omon­i­mo e, attra­ver­so l’in­ter­reg­no Risat­ti, per­viene ai fratel­li Bres­ciani, Ettore e Giuseppe, attivi dal 1901. «Una tradizione di famiglia che affon­da le radi­ci nel­l’at­tiv­ità del por­to — dice Lau­ro Bres­ciani- e che si è man­tenu­ta nonos­tante i tem­pi». In effet­ti dai fratel­li al nipote Lau­ro e ai pronipoti Mar­co e Vas­co, attuali pro­pri­etari, il pas­so è breve e seg­na­to dal sostanziale ammod­er­na­men­to che però mantiene le radi­ci del­la ter­ra mercadantesca.

Parole chiave: