Affollata assemblea con esercenti, sindaco e assessore al commercio sul futuro di piazza d’Armi e ambulanti. Commercianti favorevoli al ritorno dei banchi, tiepida l’amministrazione

Il posto del mercato? In centro

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

La ser­a­ta per la pre­sen­tazione del Piano del com­mer­cio è sta­ta l’occasione, per com­mer­cianti e ammin­is­trazione, di con­frontar­si sui temi del­la via­bil­ità, dei parcheg­gi e del­la pos­si­bil­ità di ritorno in cen­tro stori­co del mer­ca­to set­ti­manale, che nel 1993 era sta­to sposta­to da piaz­za d’Armi al piaz­za­le ester­no di Por­ta Bres­cia. Un’ipotesi, quel­la del rien­tro, sen­ti­ta e con­di­visa dagli eser­centi del cen­tro; più cau­ta, invece, la posizione degli ammin­is­tra­tori. L’assessore Pao­lo Melot­ti pri­ma e il sin­da­co poi han­no infat­ti ricorda­to i prob­le­mi legati a un nuo­vo sposta­men­to: trovare lo spazio per tut­ti i banchi, 186 nel peri­o­do esti­vo, molti dei quali di dimen­sioni mag­giori rispet­to al pas­sato; definire con gli ambu­lan­ti, prob­a­bil­mente restii a un nuo­vo traslo­co, le aree dove col­lo­car­si, «per­ché la loro ric­chez­za è il pos­to che si cre­ano», ha sot­to­lin­eato Chin­car­i­ni, ricor­dan­do il ruo­lo del­la com­mis­sione mista, com­pos­ta da com­mer­cianti e ambu­lan­ti, che dove­va lavo­rare anche su questo argo­men­to. «Noi abbi­amo dato la disponi­bil­ità a sot­to­scri­vere qualunque deci­sione adot­ta­ta dal­la com­mis­sione, purché rispet­tosa dell’interesse gen­erale del prob­le­ma. Ma al momen­to non c’é anco­ra nul­la», ha det­to il sin­da­co. «A dif­feren­za del com­mer­cio stanziale, il mer­ca­to ha asso­ci­azioni for­ti di cat­e­go­ria; la man­can­za di una coe­sione fra i negozianti è un prob­le­ma per la cresci­ta pro­fes­sion­ale del set­tore», ha aggiun­to Melot­ti; gli ha rispos­to uno dei com­mer­cianti par­lan­do del­la ser­a­ta come di uno sti­mo­lo per creare al più presto un’associazione di cat­e­go­ria: «Abbi­amo la neces­sità di essere uni­ti per far­ci sen­tire». «È nos­tra inten­zione rispettare l’impegno pre­so nei con­fron­ti del­la com­mis­sione mista e, quin­di, non sovrap­por­ci al suo lavoro. L’amministrazione», ha det­to Chin­car­i­ni con­clu­den­do l’argomento, «può però con­vo­care a breve i rap­p­re­sen­tan­ti sin­da­cali degli ambu­lan­ti; quin­di pro­muo­vere un sec­on­do incon­tro con i com­mer­cianti, in modo da preparar­ci per l’inverno prossi­mo e ragionare su cosa fare del mer­ca­to». Un ragion­a­men­to, ha rib­a­di­to il sin­da­co, che deve essere fat­to in tem­pi bre­vi anche in pre­vi­sione «del prog­et­to di riordi­no di piaz­za d’Armi, che deve ten­er con­to dell’eventuale pre­sen­za dei banchi». Sul futuro del­la piaz­za e sulle polemiche per l’ipotizzato parcheg­gio sot­ter­ra­neo è inter­venu­to il sin­da­co, che non ha nascos­to il pro­prio fas­tidio per le inizia­tive del comi­ta­to con­trario al parcheg­gio ripor­tate anche dal­la stam­pa. Chin­car­i­ni ha quin­di rib­a­di­to: «Non è sta­to deciso anco­ra nul­la. Già nel piano rego­la­tore del 1996 la sche­da di piaz­za d’Armi pre­sen­ta­va un prog­et­to uni­tario in cui era pre­vis­to un parcheg­gio sot­ter­ra­neo e la riqual­i­fi­cazione del­la super­fi­cie: il sagra­to del­la chiesa, aree per giochi, spazi per la sos­ta veloce». Degli scavi effet­tuati dal­la Soprint­en­den­za, a spese di un pri­va­to, Chin­car­i­ni ha det­to che l’amministrazione ha volu­to «Vedere cosa c’è sot­to il man­to stradale , così da val­utare ogni pos­si­bil­ità solo dopo la rispos­ta, che anco­ra aspet­ti­amo, dal­la Soprint­en­den­za. Per l’edificio del­la scuo­la ele­mentare, che mi si accusa di vol­er sven­dere, sti­amo atten­den­do che il per­i­to incar­i­ca­to — architet­to Luciano March­esi­ni — ci dica quale sarà la base d’asta. Come fat­to con il ter­reno dei Piop­pi, che abbi­amo ven­du­to e non sven­du­to, per poi real­iz­zare la passeg­gia­ta a lago». Chin­car­i­ni ha con­clu­so assi­cu­ran­do i com­mer­cianti: «Nel futuro sarete infor­mati delle risposte di Soprint­en­den­za, dell’architetto March­esi­ni e delle deci­sioni prese sul­la piazza».

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