Infuriato l’ex sindaco Mario Arduino: «La trasmissione della Rai non ci ha fatto buona pubblicità ed è stata diffusa solo a notte fonda»

Il premio Catullo lascia in regalo un buco di 385 milioni

21/12/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Sot­to l’albero, arri­va un rega­lo di assai poco gra­di­to, e anche inat­te­so. Il pre­mio gior­nal­is­ti­co tele­vi­si­vo Sirmione-Cat­ul­lo ha las­ci­a­to in ered­ità ai cit­ta­di­ni del cen­tro ter­male un con­to di 385 mil­ioni. A tan­to ammon­ta il pas­si­vo di un even­to che, costa­to 580 mil­ioni, ha a con­ti fat­ti con­sen­ti­to al Comune di incas­sare sola­mente 195 mil­ioni, com­pre­si i con­tribu­ti rice­vu­ti allo scopo dal­la (90 mil­ioni) e dal­la Provin­cia di Bres­cia (30 mil­ioni). La dif­feren­za, ora, peserà sul bilan­cio del Comune, costret­to a rip­i­anare un buco che non era sta­to pre­ven­ti­va­to. La pub­blic­ità rica­va­ta da Sirmione nel cor­so del­la trasmis­sione, anda­ta in onda a tar­da ser­a­ta sul pri­mo canale del­la Rai, a fat­i­ca — del resto — sem­bra pot­er gius­ti­fi­care un sim­i­le esbor­so, che rap­p­re­sen­ta una cifra molto alta per una man­i­fes­tazione cel­e­bra­ta in set­tem­bre nell’arco di una gior­na­ta e trasfor­ma­ta in un even­to medi­ati­co dalle esi­bizioni dei can­tan­ti Al Bano e Alex Brit­ti, e dal­la pre­sen­tazione di Pao­la Saluzzi. A cen­surare l’operato dell’amministrazione ha pen­sato, con un’interrogazione, l’ex sin­da­co Mario Arduino, ora sedu­to sui banchi dell’opposizione. «Riman­go dell’idea», argo­men­ta l’ex pri­mo cit­tadi­no, «che quei sol­di spe­si siano trop­pi rispet­to all’efficacia medi­at­i­ca di un pro­gram­ma trasmes­so a notte fon­da». E non è tut­to. Ad irritare Arduino è anche la pre­sen­za del­lo scrit­tore Luciano De Crescen­zo: «Ho spen­to la tivù», dice il con­sigliere di mino­ran­za, «quan­do l’ho sen­ti­to spro­lo­quiare e ridi­col­iz­zare un grande poeta come Cat­ul­lo. Sirmione», con­tin­ua Arduino, «non ha bisog­no di ques­ta pub­blic­ità, e nem­meno di rin­cor­rere la grancas­sa tele­vi­si­va per fare arrivare più gente in paese. Il lago non è Rim­i­ni. Qui c’è, sem­mai, sete di un tur­is­mo più qual­i­fi­ca­to». Quan­to alla trasfor­mazione del­la man­i­fes­tazione dal pre­mio let­ter­ario che è sta­to per 18 anni a pre­mio gior­nal­is­ti­co, Arduino ril­e­va solo un dato: che ai suoi tem­pi i costi non super­a­vano i 50 mil­ioni. «Ed era una cifra suf­fi­ciente», dice, per portare a Sirmione gran­di scrit­tori e let­terati di fama, di modo da dif­fondere un’immagine lega­ta alla cul­tura». Sull’intera vicen­da, toc­ca intan­to ad un fun­zionario del Comune bres­ciano — assente per ferie l’assessore al bilan­cio Gior­dano Sig­nori — dare qualche spie­gazione: «È vero», dice. «Abbi­amo spe­so 580 mil­ioni, con­cor­ren­do anche alla real­iz­zazione del­la trasmis­sione tele­vi­si­va. Ma le entrate sono state infe­ri­ori alle attese anche per­ché poco pri­ma del­la con­seg­na dei pre­mi il mag­giore spon­sor, che ave­va promes­so un con­trib­u­to ril­e­vante, si è riti­ra­to. In sede di pro­gram­mazione», pros­egue il fun­zionario, «ave­va­mo pre­ven­ti­va­to una spe­sa di 400 mil­ioni; ma c’è poi sta­to un aumen­to delle uscite deter­mi­na­to dalle cres­cen­ti richi­este del­la troupe Rai. Come ha det­to in con­siglio Sig­nori, c’è comunque l’intenzione di pro­porre anche per il 2002 l’appuntamento col pre­mio, lim­i­tan­done però a bilan­cio la spe­sa a 200 mil­ioni». La deci­sione dell’amministrazione di puntare su un pre­mio gior­nal­is­ti­co inter­nazionale e su uno tele­vi­si­vo nazionale (con giurie pre­siedute da Bruno Ves­pa) invece che sul­la let­ter­atu­ra è di due anni fa. L’ultima edi­zione l’hanno vin­ta «Nove­cen­to», il pro­gram­ma di Pip­po Bau­do, e il diret­tore del gior­nale berli­nese Spiegel; il pre­mio spe­ciale è sta­to asseg­na­to a Ser­gio Romano.

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