«La gente domanda opere concrete: Chiese prefabbricate, primo segno»

IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA CAVALLI

Di Luca Delpozzo
Massimo Tedeschi

Il dopo-ter­re­mo­to ha occu­pa­to gran parte dell’incontro di fine anno con la stam­pa del pres­i­dente del­la Provin­cia Alber­to Cav­al­li (ne rife­ri­amo a pag­i­na 9). Cav­al­li ha ricorda­to l’impegno del Bro­let­to per questo che passerà alla sto­ria come «il del ter­re­mo­to»: «Non abbi­amo parte­ci­pa­to solo alla pri­ma emer­gen­za — affer­ma il pres­i­dente — con gli inter­ven­ti del­la Polizia provin­ciale e del­la , ma anche all’opera di ricostruzione di cui com­in­ci­amo a intravedere l’alba». Cav­al­li ricor­da la delib­era del­la giun­ta provin­ciale che ha mes­so a dis­po­sizione un fon­do di 400mila euro per le prime neces­sità: «Il com­mis­sario ci ha chiesto di rispon­dere alle esi­gen­ze di alcune frazioni. Abbi­amo mes­so a dis­po­sizione strut­ture semi­fisse, già mon­tate o in via di alles­ti­men­to, per sup­plire all’inagibilità delle chiese di Clib­bio, Carpene­da, Pom­peg­ni­no, Fasano e Gaz­zane di Pre­seglie». L’intervento, spie­ga il pres­i­dente, «è un seg­nale di atten­zione per le neces­sità del­la gente. Gente che ha bisog­no di aiu­to, di opere con­crete: ci sono duemi­la per­sone che devono tornare a casa, chiese e municipi che devono tornare agi­bili, stu­den­ti che atten­dono la fine dei doppi turni a scuo­la». Cav­al­li ha sot­to­lin­eato con un pizzi­co d’orgoglio «la capac­ità oper­a­ti­va e di coor­di­na­men­to» mes­sa in cam­po dal Bro­let­to: «La Provin­cia ha fat­to pien­amente la pro­pria parte — spie­ga — anche per­chè ave­va affronta­to in prece­den­za diver­si atti sig­ni­fica­tivi in tema di Pro­tezione civile». L’elenco è det­taglia­to: c’è ad esem­pio l’istituzione del Coor­di­na­men­to provin­ciale del volon­tari­a­to di Pro­tezione civile, men­tre la men­sa atti­va­ta a Pom­peg­ni­no è frut­to «del­la colon­na mobile cre­a­ta con una con­ven­zione con le asso­ci­azioni sul ter­ri­to­rio». Frut­to di rap­por­ti avviati da tem­po è pure «l’iniziativa vara­ta con la Fon­dazione comu­nità bres­ciana onlus, d’intesa con le Comu­nità mon­tane del­la Valsab­bia e dell’Alto Gar­da, per una rac­col­ta di fon­di per i quali è pre­vista la deducibil­ità fis­cale». La capac­ità bres­ciana di far fronte all’emergenza si spie­ga — sec­on­do il pres­i­dente del Bro­let­to — anche con altre inizia­tive del pas­sato: «Bres­cia è sede del salone dell’emergenza, e ha avvi­a­to la cam­pagna di sen­si­bi­liz­zazione dei gio­vani per la Pro­tezione civile». Anche l’opera di mon­i­tor­ag­gio sci­en­tifi­co sui micro­movi­men­ti del ter­ri­to­rio non tro­va imprepara­ta Bres­cia: «Abbi­amo già avvi­a­to un rap­por­to con­ven­zionale con l’ Cat­toli­ca — ricor­da Cav­al­li — per la ril­e­vazione micro­sis­mi­ca. I cinque siti dove instal­lare gli stru­men­ti di mon­i­tor­ag­gio sono già sta­ti individuati».