Sulla funivia sventola il tricolore Nella stazione a monte il capo dello Stato ha ascoltato i cori e dispensato buffetti ai bimbi, ha ricevuto in dono un quadro con un fiore di montagna e ha concluso con un brindisi L’inno cantato dai ragazzini vola tra

Il presidente: «Questa giornata rimarrà per noi un ricordo vivo e inde

25/07/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Malcesine

di Rober­to Vac­chi­ni Uno sven­to­lio di bandiere tri­col­ori, applausi scros­cianti, una marea di mani da strin­gere e di salu­ti da ricam­biare. Mal­ce­sine si stringe attorno al pres­i­dente e lui ricam­bia tan­to affet­to con uno strap­po al rigi­do pro­to­col­lo del cer­i­mo­ni­ale. Il pro­gram­ma non prevede­va un suo inter­ven­to uffi­ciale ma lui, Ciampi, non vuole delud­ere le oltre 1.500 per­sone accorse a salu­tar­lo. Così, si avvic­i­na al micro­fono e sen­za leg­gere, come preved­erebbe il cer­i­mo­ni­ale, si riv­olge ai pre­sen­ti. Non un dis­cor­so uffi­ciale, piut­tosto l’omaggio, sin­cero, a Verona e alla sua gente: «Sor­volare in eli­cot­tero da Vil­lafran­ca e ammi­rare il lago, le sue mag­ni­fiche sponde, le bellezze di Mal­ce­sine, con le sue stra­or­di­nar­ie tor­ri e il suo castel­lo, è un’esperienza vera­mente uni­ca. A nome anche di mia moglie vi ringrazio. Vi ringrazio soprat­tut­to per l’accoglienza così affet­tu­osa, così calorosa, un’accoglienza che vera­mente farà sì che questo incon­tro a Verona e nel­la sua provin­cia, a Mal­ce­sine, riman­ga un ricor­do vivo, indelebile, del­la nos­tra espe­rien­za alla pres­i­den­za del­la Repub­bli­ca. Gra­zie di cuore e gli auguri più vivi a tut­ti quan­ti voi». Mez­zo­giorno è pas­sato da nove minu­ti e un’applauso scros­ciante salu­ta le parole del pres­i­dente che var­ca la soglia dell’impianto di risali­ta per sco­prire la tar­ga che ricorderà, negli anni a venire, ques­ta gior­na­ta. Subito dopo inizia il suo giro nelle cab­ine rotan­ti fino ai 1.750 metri di Trat­to Spino per provare la nuo­va funi­via. È l’epilogo di una mat­ti­na­ta in riva al lago inizia­ta tre quar­ti d’ora pri­ma quan­do l’inconfondibile rumore dell’elicottero annun­cia l’arrivo a Mal­ce­sine del pres­i­dente. Tre eli­cot­teri atter­ra­no nel cam­po sporti­vo del paese: il pres­i­dente Ciampi e sig­no­ra Fran­ca, accom­pa­g­nati dal Prefet­to, sal­go­no in auto e scor­tati dalle pat­tuglie del­la polizia e del­la stradale per­cor­rono i qua­si mille metri che li sep­a­ra­no dall’ingresso del­la funi­via accom­pa­g­nati dall’interrotto, fragoroso, applau­so del­la gente di Mal­ce­sine e dei tur­isti. Ad accoglier­lo sul­la scali­na­ta dell’impianto ci sono sono il sin­da­co, Giuseppe Lom­bar­di, e il pres­i­dente del­la funi­via di Mal­ce­sine, Giuseppe Ven­turi­ni. Sot­to il pal­co allesti­to per l’occasione davan­ti alla por­ta scor­rev­ole del­la funi­via, il dis­cor­so di ben­venu­to è affida­to al sin­da­co che breve­mente inizia ricor­dan­do la sto­ria del­la funi­via di Mal­ce­sine, inau­gu­ra­ta nel 1962. Lom­bar­di trat­teggia poi l’identikit del paese garde­sano, ter­ri­to­rio di «val­loni e dos­si che scen­dono ver­so il lago», attor­ni­a­to di boschi e uliveti: un ambi­ente uni­co, «conosci­u­to fin dal medio­e­vo come l’orto botan­i­co d’Europa». Tra i per­son­ag­gi, attrat­ti dal «cli­ma tem­per­a­to e dal­la bellez­za del luo­go» ci furono Goethe, Kaf­ka, Klimt. «Ora siamo qui ad ammi­rare la nuo­va funi­via», pros­egue Lom­bar­di, «un esem­pio di come anche il pub­bli­co sia in gra­do di super­are le dif­fi­coltà tec­niche e orga­niz­za­tive per real­iz­zare in poco più di dieci mesi quest’opera di vitale impor­tan­za per l’economia e l’immagine del­la nos­tra cit­tà». Al pres­i­dente del­la funi­via, Giuseppe Ven­turi­ni, il com­pi­to di spie­gare nei det­tagli le carat­ter­is­tiche dell’impianto e ringraziare tut­ti col­oro che l’hanno reso pos­si­bile. «Ma il nos­tro ringrazi­a­men­to va soprat­tut­to a lei, sign­or pres­i­dente, per aver volu­to accogliere l’invito di illu­minare la nos­tra fes­ta con la sua pre­sen­za che dà spes­sore alle sper­anze e alle attese su una vig­orosa ripresa del movi­men­to tur­is­ti­co ed eco­nom­i­co del­la nos­tra regione». La benedi­zione del vic­ario gen­erale del­la dio­ce­si di Verona, mon­sign­or Giuseppe Zen­ti chi­ude la cer­i­mo­nia con una rif­les­sione sui val­ori del­la Cos­ti­tuzione: «Pres­i­dente, lei qui per­son­ifi­ca i val­ori del­l’i­tal­ian­ità ed è il garante di una Cos­ti­tuzione che, se pur ha bisog­no di qualche ritoc­co, rimane però uni­ca al mon­do e insu­per­abile per demo­c­ra­tic­ità». La cer­i­mo­nia di Mal­ce­sine. Poco dopo mez­zo­giorno, Ciampi ha inau­gu­ra­to l’impianto sco­pren­do una tar­ga cel­e­bra­ti­va. Subito dopo è sal­i­to nel­la nuo­va cab­i­na rotante che lo ha por­ta­to a 1.750 metri. Oltre 1.500 per­sone sono corse a salu­tar­lo e lo han­no applau­di­to lun­go il per­cor­so. Il vic­ario del vesco­vo durante la benedi­zione: «La Cos­ti­tuzione è insu­per­abile per demo­c­ra­tic­ità» Mal­ce­sine. Sono appe­na scoc­cate le 12,30 quan­do la funi­via con a bor­do il pres­i­dente del­la Repub­bli­ca Car­lo Azeglio Ciampi appro­da sul Monte , ai 1760 metri di Trat­to Spino. In un silen­zio qua­si irreale il capo del­lo Sta­to, accom­pa­g­na­to dall’inseparabile moglie Fran­ca, scende dal­la cab­i­na rotante gui­da­ta dal tren­tot­tenne Rober­to Bena­mati e mette piede nel­la stazione a monte dagli ele­men­ti architet­toni­ci niti­di. Acciaio, allu­minio, vetro, leg­no e pietra nat­u­rale si fon­dono in un unicum che esalta la lumi­nosità e trasparen­za degli ambi­en­ti interni. Pec­ca­to per le nuv­ole biri­chine che all’esterno si divertono di tan­to in tan­to a ren­dere gri­gia una mat­ti­na­ta vis­su­ta con trep­i­dazione mista a sana leg­gerez­za di spir­i­to dai bam­bi­ni delle «Pic­coli Voci di Mal­ce­sine». Sono loro, all’interno di una stazione off-lim­its per il centi­naio di per­sone da ore in atte­sa all’esterno sul­la spi­ana­ta di Trat­to Spino, ad accogliere la mas­si­ma autorità del­lo Sta­to sali­ta nel «Gia­rdi­no d’Europa» assieme al pres­i­dente del con­sorzio funi­co­lare Giuseppe Ven­turi­ni, il sin­da­co di Mal­ce­sine Giuseppe Lom­bar­di, i pres­i­den­ti del­la Provin­cia Alear­do Mer­lin e del­la Cam­era di Com­mer­cio Fabio Bor­to­lazzi, gli onorevoli Mas­si­mo Fer­ro e . Non man­ca il prefet­to Francesco Gio­vanuc­ci. Tut­ti in silen­zio ascoltano l’inno di Mameli can­ta­to per intero dai ven­ti ragazz­i­ni diret­ti dal mae­stro Fabio Fal­ci che li accom­pa­gna con una pic­co­la pianola. Fuori dal­la stazione giun­gono flebili le note ma la gente, dis­pos­ta dietro la stac­ciona­ta e guar­da­ta a vista dal ferreo ma cortese servizio d’ordine, non si dis­trae. L’applauso parte spon­ta­neo appe­na ter­mi­na l’inno con il pres­i­dente che pas­sa in veloce rasseg­na i ragazz­i­ni. Un buf­fet­to a Fed­er­i­ca una stret­ta di mano al pic­co­lo Save­rio pri­ma di uscire all’aperto. Da qua­si quat­tro ore lo atten­dono con la loro giac­ca rossa i coristi delle «Voci di Mal­ce­sine» che tra una pro­va e l’altra ingan­nano l’attesa, non solo loro a dire la ver­ità, facen­do incetta di for­mag­gio «Pri­mo Fiore» del Bal­do dis­pen­sato a destra e sin­is­tra da Orazio Schelfi e dal figli­o­let­to Ric­car­do. Sul tavo­lo imban­di­to di caciotte gen­uine, prodotte nel­la mal­ga Prà Alpesina, troneg­gia un pez­zo di for­mag­gio da trenta chili a for­ma di cuore con tan­to di ded­i­ca al pres­i­dente. Ciampi lo guar­da, stringe con affa­bil­ità la mano all’ormai esaus­to Orazio (mez­zo quin­tale di assag­gi si sono volatiliz­za­ti nell’arco del­la mat­ti­na­ta) e rispet­toso del pro­to­col­lo ascol­ta l’esibizione del­la corale che irra­dia, nel cielo tut­to d’un trat­to tor­na­to lumi­noso, le note di «Sig­nore delle Cime» e «Mon­tagne Addio». Poco lon­tano i ragazz­i­ni del con tan­to di bandier­ine atten­dono come una lib­er­azione l’arrivo del pres­i­dente del­la Repub­bli­ca pron­to a mesco­lar­si a loro, ad accarez­zarli da buon non­ni­no. Vor­rebbe, non ce lo nasconde, vedere il pae­sag­gio tut­to intorno, ma il dovere lo chia­ma. Ci sono anco­ra da salutare gli , un po’ delusi per non essere sta­ti ammes­si all’interno del­la stazione, e tan­ta altra gente come Flo­ra Menot­ti che da quarant’anni vive e gestisce a Trat­to Spino la «Bai­ta dei For­ti». La regi­na del Bal­do regala al capo del­lo Sta­to un quadro con l’immagine di una pul­satil­la mon­tana, un fiore che cresce solo qui. La visi­ta, un quar­to d’ora in tut­to, è fini­ta ma pri­ma di scen­dere a Mal­ce­sine Ciampi brin­da a Fer­rari. La moglie invece con un bic­chiere d’acqua per via del­lo stom­a­co in sub­buglio. Il tem­po di una brioche sala­ta con speck e l’imbarco sul­la cab­i­na rotante per scen­dere a valle dove l’elicottero attende la cop­pia presidenziale.

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