Stasera il convegno dell’Ulivo sulla sanità, lunedì 10 il Consiglio straordinario. Gli Amici del Golfo: «Una situazione sconcertante»

Il rebus dell’ospedale

06/11/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

A Salò sono state pro­gram­mate due assem­blee sul­la ques­tione-ospedali. Ques­ta sera, giovedì 6 novem­bre, nell’auditorium dell’Istituto «Bat­tisti», l’Ulivo dis­cuterà del­la san­ità per l’alto Gar­da e la Valsab­bia. Pre­messe: no alla chiusura e alla sven­di­ta degli ospedali riabil­i­ta­tivi di Salò e Fasano. L’obiettivo: come cam­biare la polit­i­ca san­i­taria regionale del cen­tro destra. Inter­ver­ran­no Gian­pao­lo Comi­ni, coor­di­na­tore di zona dei Ds, Anto­nio Moro (Margheri­ta), Gian­lui­gi Chit­tò (Ver­di), (con­sigliere provin­ciale del cen­trosin­is­tra) e Clau­dio Bagaglio (con­sigliere regionale). Con­clu­sioni affi­date a Tino Bino, can­dida­to alla pres­i­den­za di Palaz­zo Bro­let­to. Lunedì 10 novem­bre, invece, il Con­siglio comu­nale di Salò si riu­nirà in sedu­ta stra­or­di­nar­ia. Il sin­da­co — del quale pub­blichi­amo un inter­ven­to a pag­i­na 39 — ha invi­ta­to alla riu­nione Car­lo Bor­sani, asses­sore alla San­ità in Pirellone, Mau­ro Borel­li, diret­tore dell’azienda ospedaliera di Desen­zano (com­pren­dente pure le altre strut­ture del­la zona), e Carme­lo Scar­cel­la, respon­s­abile dell’Asl di Bres­cia. Intan­to c’è da reg­is­trare l’intervento degli «Ami­ci del gol­fo» che, dopo avere lavo­ra­to all’ipotesi del­la creazione del­la passeg­gia­ta a lago (poi sposa­ta dall’amministrazione locale), han­no com­in­ci­a­to a esam­inare anche i temi dei parcheg­gi e degli ospedali. «Quan­to sta acca­den­do ci sem­bra scon­cer­tante, e ci costringe a pren­dere posizione — affer­ma , pres­i­dente del­la Asso­ci­azione -. Nell’arco di pochi mesi la direzione dell’azienda di Desen­zano ha pub­bli­ca­to una serie di comu­ni­cati uffi­ciali, che poi sono sta­ti rego­lar­mente smen­ti­ti dai fat­ti. Ci chiedi­amo per­tan­to come si pos­sano affrontare prob­le­mi di così grande ril­e­van­za per la salute dei cit­ta­di­ni con tan­to pres­s­ap­pochis­mo e improvvisazione». Nas­tuz­zo ricor­da «due esem­pi ecla­tan­ti». Il pri­mo riguar­da la chiusura di Med­i­c­i­na di Salò. Il comu­ni­ca­to numero 20 dell’azienda, data­to 11 giug­no 2003, dichiara che «la sospen­sione del repar­to ha un carat­tere tem­po­ra­neo e riguarderà solo i mesi estivi: giug­no, luglio, agos­to e set­tem­bre. Dopo questo peri­o­do, ver­rà ria­per­to ero­gan­do i con­sueti servizi. Una deci­sione pre­sa per con­sen­tire a tut­ti gli infer­mieri e ai dipen­den­ti degli ospedali di Salò e Gavar­do di pot­er fruire delle ferie mat­u­rate. Col­go l’occasione, sot­to­lin­ea­va Borel­li, per pre­cis­are che il repar­to in ques­tione, quan­do sarà ria­per­to, non ver­rà più chiu­so fino alla real­iz­zazione del nuo­vo ospedale, che sarà ubi­ca­to nel comune di Roè Vol­ciano o Gavar­do o Salò. Come ris­a­puto, Med­i­c­i­na non è più sta­ta ria­per­ta. Anzi è pre­vis­to il trasfer­i­men­to a Gavar­do anche di Psichi­a­tria, men­tre è sta­ta annun­ci­a­ta per il 31 dicem­bre 2003 la chiusura defin­i­ti­va dell’intero noso­comio di Salò». Sec­on­do esem­pio. «Sul notiziario di luglio dell’azienda ospedaliera di Desen­zano — con­tin­ua il pres­i­dente degli Ami­ci del gol­fo — si evi­den­zia la volon­tà a real­iz­zare il nuo­vo ospedale, e si sot­to­lin­ea che, gra­zie ai 29 mil­ioni di euro stanziati dal­la Regione, sarà pos­si­bile com­piere il pri­mo pas­so con­cre­to. Il nuo­vo ospedale è uno degli obi­et­tivi prin­ci­pali dell’azienda ospedaliera, un’occasione irripetibile per il ter­ri­to­rio: non la si può perdere, come invece accadu­to in pas­sato. Nel notiziario di set­tem­bre, invece, cam­bia tut­to, e si prevede esclu­si­va­mente l’ampliamento del­la vec­chia strut­tura di Gavar­do. Non sap­pi­amo più come definire questo modo di gestire la san­ità, anche se gli agget­tivi non manchereb­bero. «Da sem­pre ripeti­amo che ci si pre­sen­ta un’occasione irripetibile per dotare l’alto Gar­da e la Valsab­bia di un nuo­vo ospedale, al pas­so con i tem­pi e le esi­gen­ze del­la popo­lazione. Perdere tale oppor­tu­nità penal­izzerà irri­me­di­a­bil­mente il nos­tro territorio».

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