Con il vino dolce anche fegato e formaggi all’insegna della riscoperta di antiche tradizioni. Gli abbinamenti saranno proposti a Vinitaly da Valpolicella Crû

Il Recioto alla prova del salame

22/03/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
g.r

Per il ci vuole fega­to. Ma van­no benis­si­mo anche il for­mag­gio e, per­ché no, il salame, purché sen­z’aglio. Per le aziende ader­en­ti al con­sorzio Valpo­li­cel­la Crû, il Recioto è da risco­prire e da ricol­lo­care a tavola, allargan­done gli oriz­zon­ti gas­tro­nomi­ci. Per il pas­si­to valpo­li­cellese insom­ma, è arriva­to il momen­to di met­tere in dis­cus­sione gli abbina­men­ti stori­ci, come quel­lo con la pas­ta frol­la ad esem­pio, per accom­pa­g­nar­si a nuovi piat­ti e dare vita ad incon­sueti sapori. Si trat­ta insom­ma per il grande vec­chio valpo­li­cellese, di recu­per­are la popo­lar­ità per­du­ta nei con­fron­ti del più cel­e­bra­to . Due vini impor­tan­ti, che per lun­go tem­po han­no segui­to una stra­da comune. L’A­marone infat­ti, fino a pochi anni fa era con­sid­er­a­to un Recioto «amaro» e solo recen­te­mente i due prodot­ti han­no per­du­to la denom­i­nazione comune. Al suc­ces­so del­l’A­marone degli ulti­mi anni, apprez­za­to e ricer­ca­to dagli enofili di tut­to il mon­do, non è cor­rispos­to quel­lo del Recioto, a tor­to con­sid­er­a­to anco­ra da qual­cuno, un vino minore buono per tut­ti i palati, anche quel­li meno raf­fi­nati. Pro­prio per riportare l’im­mag­ine del pas­si­to valpo­li­cellese alla dig­nità dei gran­di prodot­ti, nel cor­so del prossi­mo , in svol­gi­men­to nei padiglioni del­la Fiera di Verona dal 4 al 9 aprile, allo stand del Valpo­li­cel­la Crû, il Recioto avrà uno spazio di riguar­do, nel quale i vis­i­ta­tori avran­no modo di apprez­zarne la ver­sa­til­ità nei vari abbina­men­ti con il cibo. Uno spazio nel quale sarà pre­sen­ta­ta in par­ti­co­lare la pro­duzione 1998 delle undi­ci aziende asso­ciate. «Il Recioto», com­men­ta Cecil­ia Truc­chi, gio­vane tito­lare del­l’azien­da Vil­l­a­belli­ni, «è uno dei più antichi vini d’I­talia. Mi pare gius­to quin­di dar­gli nuo­vo risalto ded­i­can­dogli una platea di tut­to riguar­do». L’oc­ca­sione tra l’al­tro è doppi­a­mente ghiot­ta, una di quelle da non perdere. Allo stand del con­sorzio (bloc­co C3, padiglione 8), saran­no infat­ti servi­ti boc­conci­ni a base di fegatel­li di pol­lo alla zuc­ca, fega­to gras­so e salame, rig­orosa­mente accom­pa­g­nati dal pas­si­to valpo­li­cellese. Un menù incon­sue­to, cura­to per­sonal­mente da Pietro Leopol­do, pres­i­dente per il Vene­to occi­den­tale del­l’as­so­ci­azione Arte in tavola che al Vini­taly occu­pa uno stand di 200 metri qua­drati nel­la cit­tadel­la gas­tro­nom­i­ca. «Valpo­li­cel­la Crû», spie­ga la Truc­chi, «è un prog­et­to di asso­ci­azion­is­mo tra pro­dut­tori e si pro­pone di val­oriz­zare l’im­peg­no viti­co­lo, eno­logi­co e com­mer­ciale degli asso­ciati, così da ren­dere più soli­do il rap­por­to di fidu­cia con i con­suma­tori e gli oper­a­tori del set­tore». Le aziende che aderiscono al con­sorzio sono: Ste­fano Accor­di­ni di Pede­monte, Alle­gri­ni di Fumane, Begali di Cen­gia, Brigal­dara di San Flo­ri­ano, Bus­so­la di Negrar, Nico­l­is di San Pietro in Car­i­ano, Speri di Pede­monte, Tra­buc­chi di Illasi, Ven­turi­ni di San Flo­ri­ano, Vil­l­a­belli­ni di Castel­rot­to e Viviani di Negrar.

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