Prima chiesa, poi banca ora splendida sala mostre. Sotto il pavimento potrebbe esserci la tomba di un nobile

Il restauro della ex sede della Cariverona

06/03/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Da ban­ca a sala mostre. Nel­l’ex chieset­ta dei san­ti Nicolò e Roc­co, in pieno cen­tro comu­nale, pro­prio di fronte al por­to, l’Am­min­is­trazione munic­i­pale sta por­tan­do avan­ti a stral­ci i lavori per la riqual­i­fi­cazione del­lo stori­co edi­fi­cio che negli ulti­mi cinquan­t’an­ni ha fun­zion­a­to come sede del­la Cariverona. Pas­sa­ta nel 2001 in pro­pri­età al Comune il locale ha ospi­ta­to nel­l’es­tate del­l’an­no scor­so la per­son­ale del pit­tore veneziano, nonché noto gior­nal­ista Rai, Fer­ruc­cio Gard. Una occa­sione risul­ta­ta impor­tante anche per capire la valen­za strate­gi­ca che riveste il luo­go in paese per la pro­mozione del­la cul­tura nelle sue moltepli­ci forme. Una idea che ha fat­to brec­cia nel­l’Am­min­is­trazione comu­nale, che anco­ra nel giug­no del 2001 ha fat­to redi­gere un prog­et­to pre­lim­inare per il recu­pero del­l’ex chiesa costru­i­ta nel 1647 da Gior­gio Zorzi, det­to «il Meze­ta». Nel gen­naio del­lo scor­so anno invece la Giun­ta cap­i­tana­ta da Giuseppe Lom­bar­di ha stanzi­a­to una pri­ma som­ma di 58mila euro, che sono servi­ti per il recu­pero degli intonaci del­l’ed­i­fi­cio e per i ser­ra­men­ti oltre al futuro recu­pero del­l’o­rig­i­nario pavi­men­to cop­er­to da uno stra­to di alcune cen­timetri di cemen­to che nasconde una pietra lavo­ra­ta a mez­zo rilie­vo. «Nel cor­so dei lavori di sman­tel­la­men­to del con­trosof­fit­to l’im­pre­sa Valenti­no di Verona ha por­ta­to alla luce», spie­ga l’ar­chitet­to Ren­zo Andreoli, respon­s­abile del­l’uf­fi­cio tec­ni­co comu­nale, «una vol­ta affres­ca­ta. Abbi­amo per­tan­to sospe­so le oper­azioni e, dopo aver avvisato la Soprint­en­den­za, abbi­amo affida­to l’in­car­i­co di stu­di­are le pit­ture allo stori­co Ste­fano Godi. Nel­la per­izia deposi­ta­ta è redat­ta una pri­ma descrizione con­cer­nente sia lo sta­to di con­ser­vazione che la pro­pos­ta d’in­ter­ven­to per la mes­sa in sicurez­za del­l’ar­ric­cio, del­l’in­tonachi­no del­la vol­ta e la pro­pos­ta per il trat­ta­men­to delle dec­o­razioni a tem­pera, degli stuc­chi e di rein­te­grazione pit­tor­i­ca. Allo sta­to attuale siamo anco­ra in una fase inter­locu­to­ria dei lavori. Sti­amo inoltre ver­i­f­i­can­do se sot­to l’o­rig­i­nario pavi­men­to, al momen­to solo parzial­mente vis­i­bile, esiste una tom­ba di un nobile del », con­clude Andreoli più che mai innamora­to del­l’ex chiesa dei san­ti Nicolò e Rocco.

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