La Fondazione «Ugo Da Como» diventa Museo

Il riconoscimento

22/01/2005 in Cultura
Di Luca Delpozzo
Roberto Darra

Tan­to atte­so è final­mente arriva­to con il 2005 il riconosci­men­to uffi­ciale del­la alla Casa del podestà del­la di Lona­to come . L’importante con­fer­i­men­to è giun­to in segui­to alle ver­i­fiche con­dotte la scor­sa estate dal grup­po di lavoro del­la Regione Lom­bar­dia, quan­do il diret­tore gen­erale del­la Fon­dazione Ugo da Como, Anto­nio Benedet­to Spa­da, ha incon­tra­to Ugo Baz­zot­ti (diret­tore di Palaz­zo Tè a Man­to­va), Erman­no Aslan (sovrin­ten­dende del Castel­lo Sforzesco di ), Pietro Gasperi­ni (diri­gente del set­tore musei e pat­ri­mo­nio artis­ti­ci e stori­ci del­la Regione Lom­bar­dia), Rena­ta Stra­diot­ti (diret­trice dei Civi­ci Musei di Bres­cia) e ha mostra­to la casa museo ed in par­ti­co­lare i recen­ti lavori di ampli­a­men­to del per­cor­so di visi­ta. L’accurato inter­ven­to ha com­por­ta­to il gen­erale adegua­men­to di tut­ta l’impiantistica pre­sente nell’edificio, la ver­i­fi­ca di ogni sin­go­lo ogget­to d’arredo, la com­ple­ta pulizia e la con­seguente ricol­lo­cazione dei volu­mi facen­ti parte del fon­do anti­co del­la . Per il riconosci­men­to è sta­to sicu­ra­mente deter­mi­nante la sis­temazione del pri­mo piano del­la Casa del podestà. La com­mis­sione regionale ha apprez­za­to lo sfor­zo e l’impegno pro­fu­so per la val­oriz­zazione di ques­ta impor­tante realtà muse­ale bres­ciana. La dimo­ra lonatese è sta­ta defini­ta la più sig­ni­fica­ti­va casa-museo bres­ciana. La Fon­dazione Ugo da Como è giun­ta così a rad­doppi­are il per­cor­so di visi­ta (oggi gli ambi­en­ti vis­itabili sono infat­ti 20) e a poten­ziare l’orario di aper­tu­ra del museo; l’ingresso è con­sen­ti­to non solo il saba­to e la domeni­ca, ma anche nei giorni dal lunedì al ven­erdì. Va det­to che il riconosci­men­to è sta­to con­fer­i­to solo a pochi isti­tu­ti muse­ali bres­ciani. Grande quin­di la sod­dis­fazione del­la Fon­dazione e in par­ti­co­lare dal diret­tore gen­erale, l’ambasciatore Anto­nio Benedet­to Spada.