Dopo l’esposto tutti concordi sull’utilità della tutela dei cani abbandonati, complicati i rapporti con il Demanio. Chincarini: «Mia la responsabilità del progetto». Arilica: «Sì al servizio»

Il ricovero serve, ma senza abusi

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

«Non ho mai avu­to dif­fi­coltà ad assumer­mi le mie respon­s­abil­ità quan­do si trat­ta di scelte, come lo è sta­to con l’area per il ricovero tem­po­ra­neo dei cani trovati nel nos­tro ter­ri­to­rio rica­va­ta a Forte Papa». Il sin­da­co non esi­ta a rispon­dere alle accuse soll­e­vate dall’esposto denun­cia invi­a­to nei giorni scor­si in Procu­ra dal grup­po di oppo­sizione Aril­i­ca: un doc­u­men­to con cui si seg­nala­va la pre­sen­za, in un’area dema­niale adi­a­cente il forte, di una get­ta­ta di cemen­to «con recinzioni infisse al suo­lo e pri­va di scarichi a nor­ma igien­i­co san­i­taria». Si chiede­va all’ufficio tec­ni­co del Comune di eseguire gli accer­ta­men­ti su chi ave­va real­iz­za­to la struttura.«Ma in questo paese», sot­to­lin­ea il sin­da­co, «la pre­sen­za di così tan­ti beni dema­niali pone sem­pre il prob­le­ma al lim­ite del­la val­u­tazione per­son­ale: vale per il ricovero provvi­so­rio, e non cer­to un canile come è sta­to defini­to, di Forte Papa; ma vale anche con il cir­co­lo pen­sion­ati ospi­ta­to nel Padiglione, il cam­po di cal­cio di via Marzan che insiste su una porzione di area di per­ti­nen­za di Forte Ronchi, il Cen­tro di doc­u­men­tazione stor­i­ca e Forte Ardi­et­ti o l’associazione Il Mor­bo anche ques­ta a Forte Papa». «Non è cer­to una novità la dif­fi­coltà di avere risposte dal Demanio; e allo­ra si pren­dono deci­sioni, aven­do cura di affi­dare tem­po­ranea­mente e con con­ven­zioni l’uso di cer­ti spazi ver­i­f­i­can­do come ven­gono adoperati e tenuti».Chincarini dice di essere sor­pre­so dall’esposto per­ché la pre­sen­za dei cani non è mai sta­ta nascos­ta: sino al 2003 l’attività era con­ven­zion­a­ta con la Lega nazionale per la dife­sa del cane, i cui volon­tari si presta­vano ad aver cura dei randa­gi ritrovati sul territorio.«Nel giro di un paio di giorni», ricor­da il sin­da­co, «o si rius­ci­va a risalire al pro­pri­etario o si trova­va qual­cuno dis­pos­to ad accoglier­li in casa: e in questo caso gli ani­mali veni­vano con­seg­nati dopo essere sta­ti vac­ci­nati e dotati di microchip. Dopo il 2003, però, la con­ven­zione non è più sta­ta rin­no­va­ta per­ché bisog­na­va trovare le modal­ità di una con­viven­za pos­si­bile tra l’associazione Il Mor­bo e i volon­tari che si occu­pa­vano dei cani».«Inizialmente per gli ani­mali si usa­vano spazi in un paio di arco­volii. Pro­prio per garan­tire migliori con­dizioni igien­iche sareb­bero sta­ti real­iz­za­ti box esterni al forte. Ma chi ha lavo­ra­to», rib­adisce Chin­car­i­ni, «lo ha fat­to fuori dall’orario di lavoro e a tito­lo gra­tu­ito, così come han­no fat­to tut­ti col­oro che in questi anni han­no con­tin­u­a­to a prestar­si per trovare sis­temazione ai cani».«Una sis­temazione che res­ta una neces­sità», com­men­ta Loren­za Degani del­la Lega per la dife­sa del cane, che ha lavo­ra­to alla strut­tura finché c’era la con­ven­zione. «Non so se altri volon­tari abbiano con­tin­u­a­to a far­lo anche dopo, ma è cer­to che ogni Comune avrebbe bisog­no di un pos­to sicuro dove met­tere gli ani­mali recu­perati a qualunque ora del giorno o del­la notte, in modo da avere tem­po a dis­po­sizione per sis­temar­li al meglio. Una soluzione a van­tag­gio sia dell’animale che del cittadino».La Degani con­fer­ma la disponi­bil­ità a ripren­dere la con­ven­zione, così come annun­ci­a­to da Chin­car­i­ni. E anche dai con­siglieri di Aril­i­ca Anto­nio Invidia e Gia­co­mo Tomez­zoli arri­va, dopo l’esposto denun­cia, una pro­pos­ta in tal sen­so. «Fer­mo restando la crit­i­ca ad un’amministrazione che anziché dare l’esempio si rende pro­tag­o­nista di abusi edilizi e inter­ven­ti fuori nor­ma», spie­ga Tomez­zoli, «nes­suno si sarebbe oppos­to a un prog­et­to di tutela nei con­fron­ti dei cani. A pat­to nat­u­ral­mente che si fos­se segui­to l’iter pre­vis­to dalle nor­ma­tive». «In questo sen­so siamo disponi­bili a trovare una soluzione: o il con­ven­zion­a­men­to con una strut­tura esistente per i servizi più urgen­ti, come il ricovero tem­po­ra­neo di cani scap­pati o abban­do­nati; oppure la real­iz­zazione di un ricovero autor­iz­za­to e a nor­ma, in con­ven­zione con una o più asso­ci­azioni ani­mal­iste. Servizi che pos­sono essere atti­vati velocemente».

Parole chiave: