Graziano Riccadonna, presidente dell'associazione Riccardo Pinter, contro l'ipotesi di utilizzo a parcheggio sotterraneo

Il rifugio antiaereo, documento storico non passerella

08/01/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Graziano Ric­cadon­na, pres­i­dente del­l’as­so­ci­azione Ric­car­do Pin­ter, prende posizione con­tro le ipote­si di uti­liz­zo del tun­nel resid­u­a­to bel­li­co come col­lega­men­to fra il parcheg­gio in roc­cia sot­to il Bas­tione ed il cen­tro cit­tadi­no. «Da sem­pre area di con­fine, il nos­tro ter­ri­to­rio è cospar­so di resti stori­ci, costruzioni, gal­lerie risalen­ti all’età for­ti­fi­ca­to­ria che va dai for­ti aus­tro-ungari­ci del­la pri­ma Guer­ra mon­di­ale ai tun­nel e for­ti­fi­cazioni del sec­on­do con­flit­to. Ogni anno che pas­sa il gri­do d’al­larme per sal­va­guardare tali resti stori­ci deve essere più alto, di fronte ai moltepli­ci attac­chi che provo­cano la loro scom­parsa. Di fronte agli avven­i­men­ti stori­ci, non pos­si­amo fare dif­feren­ze tra resti del­la I e del­la II guer­ra mon­di­ale, anche se questi ulti­mi appaiono meno affasci­nan­ti. Atte­so il grande inter­esse sus­ci­ta­to dal recu­pero dei for­ti aus­tro-ungari­ci, di cui abbi­amo bel­la tes­ti­mo­ni­an­za local­mente a Nago, sul Brione, sul Tombio e sul­la Ponale, non altret­tan­to inter­es­sa­men­to si può reg­is­trare in mer­i­to alle for­ti­fi­cazioni e ai rifu­gi del­la II guer­ra mon­di­ale. Sicu­ra­mente la “guer­ra sporca”, dei nazisti con­tro le libere democra­zie, è meno affasci­nante del­la “grande guer­ra” con­dot­ta dagli imperi cen­trali in un’Eu­ropa anco­ra roman­ti­ca e lega­ta al mito delle nazioni. Ma ciò non sig­nifi­ca asso­lu­ta­mente scred­itare l’im­por­tan­za sia strate­gi­ca che for­ti­fi­ca­to­ria e bel­li­ca delle for­ti­fi­cazioni risalen­ti al peri­o­do che va dal 1940 al 1945, e che for­ma­vano un sis­tema difen­si­vo altret­tan­to impor­tante di quel­lo aus­tro-ungari­co. Lo stu­dio recente de “La Giuris­dizione di Pènede” mette in rilie­vo la sua apparte­nen­za, con altre postazioni tren­tine, alla “Blaue Lin­ie”, estrema lin­ea difen­si­va nazista in pre­vi­sione del­l’ar­roc­ca­men­to nel­la zona delle Alpi, men­tre per la cit­tà di Riva l’opera con­sis­te­va in un poderoso sis­tema di rifu­gi anti­aerei. Questi doc­u­men­ti, rel­a­tivi a un’e­poca pas­sa­ta e dram­mat­i­ca, ma da non dimen­ti­care, pos­sono sec­on­do la nos­tra Asso­ci­azione cos­ti­tuire non una pal­la al piede del­l’Ente pub­bli­co, ma una risor­sa cul­tur­ale e, per­ché no? anche tur­is­ti­ca: se sal­vati potreb­bero benis­si­mo essere trasfor­mati sen­za alcu­na nos­tal­gia guer­ra­fonda­ia in utilis­si­mi stru­men­ti di conoscen­za. Va ricorda­to che le opere rel­a­tive alla sec­on­da guer­ra sono com­poste a Riva da un ricovero anti­aereo (svilup­po 98 metri) che si svilup­pa come un bunker da vico­lo del­l’Usig­no­lo; tali opere, per­fet­ta­mente uti­liz­z­abili e di pro­pri­età comu­nale, con­sistono nel grande rifu­gio anti­aereo che col­le­ga i due lati del­la cir­con­va­l­lazione con ingres­so dal­l’Usig­no­lo. Poco sopra esiste un sec­on­do per­cor­so a tun­nel, anche più lun­go (135 metri), in via Molte Oro, risalente invece alla Grande guer­ra. Per quan­to riguar­da il ter­ri­to­rio comu­nale di Nago/Torbole, esiste tut­to un sis­tema difen­si­vo basato su rifu­gi e bunker per la dife­sa mil­itare ma anche per gli abitanti.Se è con­di­vis­i­bile l’o­bi­et­ti­vo comu­nale di trovare aree per i parcheg­gi risparmian­do ter­ri­to­rio e tute­lando l’am­bi­ente pae­sag­gis­ti­co, non bisogna dimen­ti­care l’im­por­tan­za del­la vicen­da stor­i­ca per la col­let­tiv­ità, non solo pre­sente ma anche futu­ra. Da qui il nos­tro appel­lo, che rac­coglie il gri­do d’al­larme già lan­ci­a­to dagli stu­diosi per la salvez­za dei tun­nel — rifu­gio da un lato, dei resti for­ti­fi­ca­tori dal­l’al­tro, pri­ma di qual­si­asi ipote­si di parcheg­gi in roc­cia. Nat­u­ral­mente il piano di sal­va­guardia e pro­mozione di tale ingente pat­ri­mo­nio non è pos­si­bile sen­za un adegua­to stu­dio d’in­sieme, da real­iz­zarsi in tem­pi futuri.Come Asso­ci­azione forte­mente impeg­na­ta nel­la sal­va­guardia del pat­ri­mo­nio stori­co pen­si­amo che il pat­ri­mo­nio for­ti­fi­ca­to­rio richie­da non solo una par­ti­co­lare atten­zione, di cui l’Am­min­is­trazione comu­nale ha dato prove pos­i­tive, ma anche una tem­p­is­ti­ca adegua­ta in gra­do di far conc­re­ta­mente una tutela atti­va. Per quan­to ci riguar­da, insieme con il Grup­po ricer­ca e stu­di Monte Tombio, ci dichiari­amo pien­amente disponi­bili alla col­lab­o­razione».