Un atto davanti al notaio sancisce un passaggio di mano annunciato da tempo

Il rifugio Chieregoalla Comunità del Baldo

11/11/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Affare fat­to. Il rifu­gio «G.Chierego», 1900 metri di alti­tu­dine, a Costa­bel­la sopra Bren­zone, è a tut­ti gli effet­ti pro­pri­età del­la Comu­nità mon­tana del Bal­do. Ad Affi, davan­ti al notaio Gabriele Noto, è sta­to fir­ma­to l’atto di ven­di­ta da parte del Club alpino ital­iano (Cai) che lo cede alla Comu­nità mon­tana del Bal­do la quale farà però un’entrata «mor­bi­da», pur aven­do però per il futuro gran­di prog­et­ti. Il sog­no nel cas­set­to è di poten­ziare questo rifu­gio alpino trasfor­man­do­lo in un pre­sidio ambi­en­tale per le aree pro­tette, una base oper­a­ti­va per stu­di­are la bio­di­ver­sità del Bal­do, rino­ma­ta anche all’estero e nota come «Hor­tus Europae».Così il Chierego, quel­la stu­pen­da veran­da alpina sul­la pia­nu­ra padana e la Val­dadi­ge, non sarà più solo meta d’escursionisti e tur­isti ma anche un pun­to d’incontro tra stu­diosi che lavor­eran­no con e cen­tri stu­di, sem­pre a filo diret­to con l’Orto botan­i­co del Bal­do di Novezzi­na gesti­to, per con­to del­la Comu­nità che ne è pro­pri­etaria, dall’Associazione tem­po­ranea d’imprese (Ati) Baldonatura.Davanti al notaio, c’erano Pieri­no Bre­sao­la, pres­i­dente del Cai Verona e Cipri­ano Castel­lani, pres­i­dente del­la Comu­nità. Pas­sano così alla Comu­nità sia la strut­tura sia le aree di per­ti­nen­za. Il prez­zo del­la ven­di­ta è sta­to di comune accor­do con­venu­to in 305 mila euro, di cui 200 mila finanziati tramite con­trib­u­to dal­la Provin­cia. Davan­ti a Noto c’era, infat­ti, anche l’ingegner Ric­car­do Caste­gi­ni, coor­di­na­tore e diri­gente servizi dell’area manuten­zione e ges­tione del pat­ri­mo­nio, che l’amministrazione provin­ciale ha desider­a­to fos­se pre­sente per assi­cu­rar­si che fos­sero trascritte alcune con­dizioni dis­poste all’atto di ces­sione del finanzi­a­men­to. I 200 mila euro sono sta­ti, sedu­ta stante, cor­risposti al Cai davan­ti a Noto, men­tre i restanti 105 mila saran­no pagati dal­la Comu­nità in tre anni, non oltre il 30 giug­no del 2009.Il Chierego era sta­to costru­ito negli anni Cinquan­ta su un ter­reno mes­so a dis­po­sizione dal Comune di Bren­zone e nel 1963 veni­va inau­gu­ra­to. Nel 2001 chi­ude­va per prob­le­mi igien­i­co san­i­tari, ma nel 2006 «risorge­va», com­ple­ta­mente restau­ra­to gra­zie a un con­trib­u­to regionale di 238 mila 232 euro. Tale cifra la dice lun­ga sul val­ore reale di questo nuo­vo gioiel­lo, sti­ma­to uffi­cial­mente 550 mila euro, che entra ora a pieno tito­lo nel pat­ri­mo­nio comu­ni­tario. La ven­di­ta da parte del Cai è sta­ta causa­ta dall’accumulo di una serie di debiti.«La Comu­nità mon­tana fa un’ entra­ta in pun­ta di pie­di, poiché il Chierego ha un gestore ed è in ogni caso un pun­to di rifer­i­men­to per il Cai», dice Castel­lani. «Tut­tavia, data la sua posizione, la nos­tra idea è di imple­mentare la tradizionale fun­zione di rifu­gio alpino, cer­can­do di far­lo diventare un cen­tro sci­en­tifi­co di rifer­i­men­to, il ful­cro di un cir­cuito eco­logi­co nat­u­ral­is­ti­co per lo stu­dio del prezioso eco­sis­tema di ques­ta mon­tagna, un pun­to di mon­i­tor­ag­gio dei sen­tieri e dei pas­coli d’alta quota».La Comu­nità col­lab­o­ra già con l’Università di Bologna e, con l’équipe di Bal­do­natu­ra, sono sta­ti avviati prog­et­ti sci­en­tifi­ci anche con il Cen­tro nazionale bio­di­ver­sità fore­stale (Cnbf) di Peri di Dol­cé del Cor­po fore­stale del­lo Sta­to e con alcu­ni tra i più impor­tan­ti orti botani­ci d’Europa. Questi, a loro vol­ta, sono in con­tat­to con la World bio­di­ver­si­ty asso­ci­a­tion (Wba) di Verona, asso­ci­azione che opera in cor­da­ta con Bal­do­natu­ra, che è sta­ta fon­da­ta nel 2004 da un grup­po di nat­u­ral­isti con l’obiettivo prin­ci­pale di con­tribuire pro­prio alla conoscen­za e alla tutela del­la bio­di­ver­sità in tut­to il mondo.«Il rifu­gio con­serverà tutte le sue ves­ti­gia storiche, lo stem­ma e la scrit­ta Cai e ovvi­a­mente il nome», dice il pres­i­dente comu­ni­tario Cipri­ano Castel­lani. «Com­par­i­ran­no anche il nos­tro logo e quel­lo dei nove comu­ni mem­bri: Brenti­no Bel­luno, Bren­zone, Capri­no Veronese, Coster­mano, Fer­rara di Monte Bal­do, Mal­ce­sine, Riv­o­li Veronese, San Zeno di Mon­tagna e Tor­ri del Bena­co. E la tar­ga dei mece­nati com­par­irà sem­pre in evi­den­za», con­clude Castellani.[FIRMA]

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