Per la famiglia gardesana una tradizione che dura da duecentocinquanta anni. Dal Garda ad Adro gli «artisti» della compagnia Muchetti

Il riposo delle marionette

04/09/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Enrico Dugoni

Tan­cre­di Muchet­ti, noto e sti­ma­to pit­tore garde­sano, è l’erede di una delle più longeve e bla­sonate dinas­tie di mar­i­onet­tisti. Dopo 250 anni di attiv­ità, ha pen­sato di fare riposare le sue 220 mar­i­onette che ver­ran­no esposte fra qualche tem­po nel nuo­vo che l’amministrazione comu­nale di Adro gli met­terà a dis­po­sizione per ono­rare un’arte che ha fat­to sognare gen­er­azioni. L’ultima rap­p­re­sen­tazione (Cener­en­to­la), Tan­cre­di l’ha mes­sa in sce­na nel castel­lo di Soiano a metà agos­to, aiu­ta­to come sem­pre dalle cinque sorelle. Un’arte, quel­la delle mar­i­onette, dove capac­ità espres­si­va e sin­cro­nis­mo di movi­men­to di ogni per­son­ag­gio devono rag­giun­gere la per­fezione. Basti pen­sare che “Cecchi­no”, una mar­i­onet­ta spe­ciale e uni­ca, è mosso da 27 fili. All’occorrenza assume la posizione di fuma­tore, muove occhi, palpe­bre, boc­ca, l’ha real­iz­za­ta nel 1750 il capos­tip­ite dei Muchet­ti, Giuseppe, faleg­name di pro­fes­sione, che risiede­va a Mon­tichiari. L’intraprendente Giuseppe imparò l’arte del mar­i­onet­tista gra­zie ad una com­pag­nia milanese, che sog­gior­na­va in paese per lunghi peri­o­di ogni anno. Il mestiere di mar­i­onet­tista richiede­va mol­ta pas­sione ma anche notev­ole per­izia e capac­ità. La com­pag­nia era com­pos­ta dai mem­bri di una stes­sa famiglia. Il capo del­la com­pag­nia dove­va essere un bra­vo impre­sario per ottenere buone piazze e buoni con­trat­ti. La com­pag­nia Muchet­ti per oltre due sec­oli ha mes­so in sce­na le sue mar­i­onette a Bres­cia, Berg­amo, Man­to­va, Verona, Tren­to, Par­ma e Reg­gio Emil­ia. Nel dopoguer­ra si scioglie. Si ricom­pone negli anni ’80 e si esi­bisce spes­so e con suc­ces­so nel castel­lo di Soiano. Nel novem­bre del 1984, su invi­to del con­sole gen­erale d’Italia a San Fran­cis­co (Cal­i­for­nia), venne allesti­ta la mostra ded­i­ca­ta al teatro min­i­mo ital­iano e inti­to­la­ta «Pinoc­chio, Mar­i­onette, Pupi e Burat­ti­ni». Nel­la sezione ded­i­ca­ta alle Mar­i­onette, quelle del­la com­pag­nia Muchet­ti era­no le più numerose. La mostra ebbe un grande suc­ces­so. Ida Muchet­ti (sorel­la di Tan­cre­di), pre­sente in rap­p­re­sen­tan­za del­la com­pag­nia, venne rice­vu­ta dal sin­da­co, dall’arcivescovo e dal gov­er­na­tore del­la Cal­i­for­nia. La Rai real­iz­zò un servizio ded­i­ca­to all’avvenimento. Il cat­a­l­o­go del­la mostra venne stam­pa­to in lin­gua ital­iana e in lin­gua inglese e dis­tribuito nelle librerie. Una “macchi­na per sognare” quel­la del­la com­pag­nia Muchet­ti. Ad ogni raro, prezioso spet­ta­co­lo, regala agli spet­ta­tori uno stu­pore sen­za tem­po, emozioni sem­pli­ci e intense. Ora quelle mar­i­onette avran­no un luo­go dove riposare, dal all’entroterra del Sebi­no per per­pet­u­are un sogno.

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