Dopo otto anni, al costo di 45mila euro. I Salesiani: «Meno peso su di noi e più tutela». Il sindaco: «Ora avanti con il progetto dell’archeoparco» La parte boschiva sarà affidata alle cure di un coltivatore

Il rogito è stato firmato La Rocca è del Comune

25/06/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

È fini­ta. È sta­to siglato l’ultimo atto per l’acquisto del­la Roc­ca da parte del Comune di Gar­da. È sta­to infat­ti fir­ma­to il rog­i­to con cui l’Istituto Sale­siano Don Bosco, con sede a Verona, ha ven­du­to al Comune 52 mila metri qua­drati di ter­reni, sul­la som­mità del­la «Roc­ca Vec­chia», come è denom­i­na­ta la parte di col­li­na a pic­co da un ver­sante sul gol­fo di Gar­da e dall’altro su Bar­dolino. È di 45 mila euro il prez­zo con­corda­to, 86 cen­tes­i­mi al metro. Sod­dis­fat­to il sin­da­co Davide Bendinel­li, che già nel suo pri­mo manda­to, con delib­era di giun­ta del dicem­bre 2000, ave­va avvi­a­to le pro­ce­dure per l’acquisto, arriva­to 8 anni dopo.Spiega: «Final­mente abbi­amo fir­ma­to il rog­i­to, ora il Comune è pro­pri­etario a tut­ti gli effet­ti del­la Roc­ca. Dovre­mo trovare il modo di val­oriz­zare l’area, com­pi­en­do i prog­et­ti per la nasci­ta del con rel­a­tivi sen­tieri didat­ti­ci». Nel con­trat­to di com­praven­di­ta si risale alla sto­ria del­la pro­pri­età del­la col­li­na, su cui le trac­ce di pre­sen­za umana risal­go­no fino al peri­o­do Neoliti­co. La Roc­ca infat­ti divenne pro­pri­età dei Sale­siani il 3 giug­no 1965, per don­azione. In prece­den­za, l’Istituto Sale­siano ricor­da nell’atto: «per rog­i­to del 24 giun­go 1886, (evi­den­te­mente il mese di giug­no seg­na la sto­ria dei pas­sag­gi di pro­pri­età), “dot­tor Bor­to­lo Gag­gia, notaio in Verona, i beni uni­ta­men­ti ad altri posti nei Comu­ni di Bar­dolino e di Gar­da, for­ma­vano ogget­to di trasfer­i­men­to a favore di Tomel­leri cav. Eliseo fu Giuseppe, col pat­to espres­so che sul podere denom­i­na­to “La Roc­ca Vec­chia”, for­mante parte dei beni ven­du­ti, né il com­pra­tore, né i suoi suces­sori, pos­sano costru­ire palazzi per uso di vil­leg­giatu­ra e sim­ili, ma soltan­to fab­bri­carvi un caseg­gia­to rus­ti­co per uso dei coloni, del bes­ti­ame, e per la cus­to­dia e con­ser­vazione dei for­ag­gi». L’atto pros­egue richia­man­do il rog­i­to del 1965, con cui la Casa Gen­er­al­izia del­la Con­gregazione degli Eremi­ti Camal­dole­si, dichiar­a­va di acconsen­tire «che la servitù ven­ga mod­i­fi­ca­ta: per pat­to espres­so si con­viene che l’Istituto Sale­siano Don Bosco ente morale e i suc­ces­sori pos­sano costru­ire esclu­si­va­mente fab­bri­cati… des­ti­nati ad opere di cul­to, di ben­e­fi­cien­za, di carat­tere educa­ti­vo, assistenziale…».Atti che han­no sal­va­to la som­mità del­la Roc­ca, man­te­nen­done inte­gro l’ambiente. Per questo, a fine anni Ses­san­ta, fu costru­ito l’Istituto Sale­sian­oTusi­ni, Cnos (Cen­tro nazionale opere sale­siane), che diede vita dal 1970 al 1992 a una scuo­la media poi, su richi­es­ta dei sin­daci del­la zona, trasfor­ma­ta in cen­tro di for­mazione pro­fes­sion­ale, sede stac­ca­ta dell’Istituto tec­ni­co di San Zeno di Verona; quin­di è sta­ta avvi­a­ta l’attuale scuo­la di mec­ca­ni­ca e impian­tis­ti­ca. Il pas­sag­gio di pro­pri­età dei ter­reni (che non riguardano il ver­sante di Bar­dolino dove si tro­va l’Istituto Tusi­ni), las­cia sod­dis­fat­to anche il diret­tore del Tusi­ni, don Romano Bet­tin, il quale ave­va sol­lecita­to più volte il comune di Gar­da a pro­cedere all’acquisto. Sot­to­lin­ea: «Sono con­tento che la cosa si sia con­clusa e sia anda­ta a favore del­la col­let­tiv­ità e che un’altra parte del­la roc­ca, quel­la boschi­va, vada a un colti­va­tore diret­to che la ter­rà puli­ta. Per noi era un peso, rimar­rà così un luo­go pae­sag­gis­ti­co per i visitatori».Fine di una sto­ria, quin­di, che ha tenu­to col fia­to sospe­so per anni anche il comune di Bar­dolino, che atten­de­va questo pas­sag­gio per pot­er pros­eguire nel «Prog­et­to Ade­laide», la costruzione del par­co arche­o­logi­co, per cui nel 1999 ha cofi­nanzi­a­to con Provin­cia e comune di Gar­da, gli scavi che han­no ripor­ta­to alla luce impor­tan­ti tes­ti­mo­ni­anze del pas­sato.

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